Sanitopoli, nuove intercettazioni: parla l’avvocato della Marini

Sanitopoli, nuove intercettazioni: parla l’avvocato della Marini

“Interesse ad accertare la verità, ma senza rinunziare alla tutela della propria reputazione” | Scatta la mozione di sfiducia

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Esprime “un profondo stupore e più di qualche perplessità” l’avvocato Nicola Pepe, legale della presidente Catiuscia Marini, di fronte alle ulteriori informazioni che riguardano la sua assistita indagata nell’ambito dell’inchiesta Sanitopoli. Intercettazioni ed altre informazioni contenute nelle 489 pagine con cui la Procura della Repubblica aveva chiesto al gip l’attuazione di misure cautelari nei confronti di alcune delle 35 persone che attualmente risultano indagate.

Intercettazioni, quelle riguardanti la presidente Marini – che ha più volte ribadito di essere non solo estranea ai fatti, ma anche di sentirsi “tradita” come presidente degli umbri e come persona – che creano interrogativi e gettano nuove ombre sulla complessiva vicenda. E che hanno spinto le opposizioni a chiedere con maggior forza le dimissioni della governatrice, con una

La delicatezza della vicenda, che ha interessato importanti àmbiti della sanità regionale ed alcuni suoi vertici – scrive l’avvocato Nicola Pepe – induce alla massima cautela ed al più assoluto rispetto non solo delle persone, a vario titolo coinvolte, ma anche dell’Autorità che sta conducendo le indagini, verso cui si rinnova una piena ed incondizionata fiducia. Come dichiarato nella conferenza stampa di sabato 13 aprile, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, non ha alcuna intenzione di alimentare strumentalizzazioni politiche che possano distogliere o anche solo costituire un intralcio all’accertamento della verità, assai distante dalle rappresentazioni fornite da alcuni articoli giornalistici“.

La governatrice, leggendo una nota alla stampa, aveva espresso fiducia ed apprezzamento per i magistrati che stanno conducendo le indagini, dichiarandosi disponibile ed interessata “ad accertare la verità“, pronta ad avere un ruolo “proattivo“.


Sanitopoli, Marini: fatti sconcertanti se confermati


Le nuove intercettazioni non presenti nell’ordinanza del gip ma contenute nelle carte della Procura stanno facendo, se possibile, ancora più rumore.


Sanitopoli, le carte della Procura


Di fronte a questo, l’avvocato Pepe prosegue: “Assume primario interesse la necessità di garantire il massimo livello assistenziale del Servizio sanitario regionale per la cui continuità sono state assunte tempestive determinazioni e saranno, in queste ore, individuate le competenze professionali più idonee a ricoprire gli incarichi di vertice. Il ruolo istituzionale rivestito – conclude il legale della governatrice – impone alla presidente Marini di anteporre anzitutto l’interesse pubblico all’accertamento integrale della verità senza tuttavia rinunziare alla più ampia tutela della propria reputazione, civile e politica, in piena conformità a quei principi di rettitudine e rigore morale assoluto che hanno sempre contraddistinto il suo operato, anche di amministratrice“.

La mozione di sfiducia

Le opposizioni sono scatenate. I consiglieri regionali dei gruppi Misto-Ricci presidente/Italia Civica, Misto-Fiorini per l’Umbria e Movimento 5 Stelle hanno protocollato alla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria una mozione di sfiducia nei confronti della presidente della Giunta regionale.

Nel documento i firmatari prendono atto “delle indagini sulla sanità in Umbria da parte della Procura della Repubblica di Perugia” e evidenziano “la necessità di una immediata nuova amministrazione regionale, con il ricorso a elezioni regionali anticipate” anche per dotare “il sistema sanitario regionale (a cui afferiscono circa il 65-70 per cento del bilancio della Regione) di strutture politico-direzionali in grado di assicurare efficacia ed efficienza decisionale in servizi essenziali quali quelli sanitari, che necessitano di una continuità strategico operativa e una
adeguata qualità”.

Martedì mattina nella seduta dell’Assemblea legislativa si attende la risposta della presidente Catiuscia Marini.

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