Sanità, cambiano le regole per i direttori generali

Sanità, cambiano le regole per i direttori generali

Barberini: vanno scelti dall’elenco del Ministero | L’opposizione teme la “blindatura” e lascia la Commissione per protesta

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Cambiano le regole per nominare i direttori generali delle Aziende sanitarie che anche in Umbria, secondo quanto previsto nella nuova normativa nazionale, dovranno essere selezionati dagli elenchi del ministero della Salute. La Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha approvato il disegno di legge della Giunta regionale “Ulteriori modificazioni al Testo unico in materia di sanità”. Non hanno votato i consiglieri di opposizione De Vincenzi (Misto Umbrianext), Carbonari-(M5s) e Squarta (FdI), che hanno abbandonato la Commissione per non aver ricevuto i chiarimenti richiesti sulla procedura concorsuale in atto a livello nazionale. Il presidente Solinas ha invece chiesto di non rinviare la decisione, dato che “l’atto era a disposizione della Commissione da tempo e ci sarà comunque la possibilità di emendamenti al momento del voto in Aula”.

E’ stato l’assessore regionale alla Salute, Luca Barberini, a spiegare che “il decreto 171 impone una procedura in base a cui i direttori generali delle Aziende sanitarie regionali sono nominati dal presidente della Giunta con le modalità previste dall’articolo 2 del decreto e i direttori generali delle aziende ospedaliere, nominati dal presidente di Giunta d’intesa con il rettore dell’Università, devono essere scelti attingendo dall’apposito elenco del ministero della Salute di cui all’articolo 1 del decreto stesso“.

Il portavoce del centrodestra, Marco Squarta, prima di lasciare la Commissione ha chiesto di mettere a verbale le affermazioni della Giunta, ovvero che “si sono dovuti pedissequamente attenere alla nuova normativa nazionale e non si possa fare diversamente. Noi invece – ha spiegato – chiediamo agli uffici dell’Assemblea legislativa un approfondimento sulla fattibilità di altre ipotesi per una procedura concorsuale che dovrà comunque essere rigorosa”.

Insomma, con il vento che pare cambiare in Umbria, l’opposizione teme manovre di Palazzo per “blindare” le nomine dei potenti manager della sanità.

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