Sale la polemica politica tra maggioranza e opposizione, segnali pre elettorali

Sale la polemica politica tra maggioranza e opposizione, segnali pre elettorali

Muro contro muro in Commissione Statuto, salta la seduta e l’elezione del vice presidente | La replica di Mariani (Pd)

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Mentre a Roma partono le ‘grandi intese trasversali’ con il primo Governo a guida Movimento Cinque Stelle e Lega, a Foligno continuano screzi e frizioni all’interno della coalizione di centrosinistra.

L’ultimo campanello d’allarme è suonato nella Commissione Statuto, un particolare sfuggito ai più ma che non passa certo inosservato agli attenti osservatori della politica locale. Il tutto per la mancata elezione di un vicepresidente, carica più simbolica che altro, è vero, ma in politica i segnali sono decisivi…

Cosa è successo? Nei giorni scorsi, è stata regolarmente convocata la Commissione Statuto, guidata dal pentastellato Fausto Savini. All’ordine del giorno c’era, per l’appunto, l’elezione del vicecoordinatore, in quota alla maggioranza mismettiana.

Ma è bastato il classico ‘granello di sabbia’ per far saltare l’intero meccanismo. I capigruppo delle forze di opposizione denunciano l’accaduto: “la seduta è stata sospesa solo perché i rappresentanti dei gruppi del Partito Democratico, di Foligno Soprattutto e Vincenzo Falasca del Gruppo Misto hanno abbandonato la sala”. Secondo i commissari Savini (Movimento Cinque Stelle), Trombettoni (Gruppo Misto), Ceccucci (Forza Italia) e Filipponi (Impegno Civile) si è voluta e cercata la mancanza del numero legale per poter proseguire i lavori in quanto non sarebbe poi andata a buon fine l’elezione di Alessandra Lazzaroni del PD.

I rappresentanti delle minoranze bollano come ‘paradossale’ il comportamento dei colleghi di maggioranza in quanto “hanno attribuito la responsabilità della mancata elezione alle opposizioni che non hanno fatto convergere i voti sul nome della loro candidata“. Come se non bastasse – segnalano Ceccucci, Filipponi, Savini, Trombettoni e Savini – “hanno persino richiesto le dimissioni del coordinatore solo per pressare le minoranze a trovare l’accordo”.

Pronta però la replica di Seriana Mariani (Pd): “La minoranza ha voluto far diventare un fatto politico la mancanza totale di fair play e di rispetto delle istituzioni“. “Tralasciando i dettagli tecnici legati al regolamento del Consiglio comunale – afferma Mariani – ricordo che senza i voti della maggioranza Savini non sarebbe mai stato il coordinatore della Commissione Statuto. Ma questo, a distanza di alcuni anni dalla sua elezione e con le valutazioni che avrà fatto in questo nuovo clima politico, lo hanno portato a dimenticare che alcune figure di garanzia non possono essere oggetto di speculazione politica”.

Piccole grande prove muscolari, che nell’anno pre-elettorale assumono tutto un altro sapore.

(modificato alle ore 17.20)

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