Rischia di soffocare al ristorante, salvato da commerciante: "Merito del corso di primo soccorso" - Tuttoggi

Rischia di soffocare al ristorante, salvato da commerciante: “Merito del corso di primo soccorso”

Sara Fratepietro

Rischia di soffocare al ristorante, salvato da commerciante: “Merito del corso di primo soccorso”

Mar, 27/09/2022 - 13:06

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E' successo a Spoleto: commerciante allertata dalle grida di aiuto pratica la disostruzione ad un uomo salvandogli la vita

Era a pranzo con la sua famiglia in un ristorante di corso Garibaldi, a Spoleto, quando un boccone gli si è incastrato in gola ed ha rischiato di soffocare. A salvarlo è stato l’intervento provvidenziale di una commerciante, che insieme ad altri aveva partecipato ad un corso di primo soccorso.

Il fatto è accaduto sabato a ora di pranzo al “9Cento Casual restaurant”, locale in cui tra l’altro, grazie alla sensibilità ed all’investimento economico del titolare Andrea Luzzi, è presente un Dae, un defibrillatore. E lo stesso Luzzi qualche tempo fa ha voluto promuovere, insieme all’associazione Il Sorriso di Teo da anni impegnata in questo, un corso di primo soccorso per il suo utilizzo, che ha coinvolto alcuni commercianti di borgo e non solo. La formazione – tenuta da un medico dell’ospedale di Spoleto – ha previsto anche un corso di disostruzione. Che si è rivelato fondamentale per salvare sabato il turista al ristorante.

Quando l’uomo ha iniziato a soffocare durante il pranzo, infatti, Andrea Luzzi non era nel locale, impegnato in alcune commissioni. Una cameriera è corsa fuori chiedendo aiuto ai presenti in quel momento in corso Garibaldi. Le grida hanno attirato Raffaella Cherubini, titolare del dirimpettaio “Ercolino 1902”, che si trovava fuori dal suo negozio e che è entrata subito nel ristorante, praticando la manovra di disostruzione e salvando l’uomo.

A rendere noto l’episodio è stato lo stesso Andrea Luzzi con un post sulla sua pagina Facebook e che ha voluto anche mettere in evidenza la volontà di mettersi in gioco come fatto dai partecipanti al corso di primo soccorso. “Voglio raccontarvi – scrive Andrea – questa storia. La storia di una persona che oggi ha fatto un grande gesto. Raffaella Cherubini non è né un dottore né un’infermiera, non è una professionista della sanità. Raffaella è una commerciante che ha fatto insieme a me e ad altri il corso di primo soccorso. Un mio ospite oggi stava soffocando, io ero andato a fare una commissione e Raffaella era lì e volete sapere? L’ha salvato. Gli ha salvato la vita. Ora senza foto eclatanti, senza tanti ghirigori vi voglio far riflettere su quanto sia importante prendere coscienza di essere BRAVE persone e BRAVI cittadini, con una morale, con una etica e con il coraggio di pensare che è grazie alla nostra voglia di diventare migliori che possiamo fare grandi cose, per noi e per gli altri”.

Mi hanno ringraziatospiega Raffaella raccontando l’accadutoma ho detto che non dovevano ringraziare me, ma Andrea che ci ha fatto fare questo corso. Prima di farlo già sapevo teoricamente come si fa la disostruzione, ma un conto è vedere dei video o leggere delle dispense, un conto è fare un corso. Credo che senza di esso non sarei stato in grado di agire, invece in quel momento era come se il mio corpo eseguisse quello che aveva appreso la mia testa ed io fossi una spettatrice esterna. E’ stata una responsabilità enorme e ha avuto un impatto emotivo su di me molto forte: dopo mi sono chiesta cosa sarebbe accaduto se la manovra non mi fosse riuscita. Ma il corso di primo soccorso mi ha aiutato tantissimo e penso che dovrebbe essere obbligatorio per legge farlo: si pensa sempre che le cose possano accadere agli altri e per questo certe volte si evita di mettercisi in gioco“.

Così come, senza dubbio, è importante avere un presidio Dae – e persone istruite ad utilizzarlo – in una zona frequentata come corso Garibaldi. Pratiche come manovre di disostruzione o la formazione all’uso di defibrillatori (come fa l’associazione Il Sorriso di Teo che tra l’altro ha reso praticamente tutte le scuole della città cardioprotette) possono salvare la vita nei casi in cui è questione di pochi attimi per intervenire. Quanto accaduto sabato ne è la stata la dimostrazione.

Anche per questo il progetto dell’associazione Il Sorriso di Teo, prosegue. “Prossimamente abbiamo intenzione di organizzare corsi e incontri per la cittadinanza” spiega il presidente Cristian Baroni.

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