Rifiuti e Gsa, negato accesso agli atti al M5s | Esposto alla Procura di Spoleto - Tuttoggi

Rifiuti e Gsa, negato accesso agli atti al M5s | Esposto alla Procura di Spoleto

Sara Fratepietro

Rifiuti e Gsa, negato accesso agli atti al M5s | Esposto alla Procura di Spoleto

Nel mirino dei pentastellati anche i documenti sulla sicurezza delle scuole | Disagio sociale e ospedale, chieste provocatoriamente le dimissioni del vicesindaco Bececco
Mar, 07/03/2017 - 09:10

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Rifiuti e Gsa, negato accesso agli atti al M5s | Esposto alla Procura di Spoleto

Impossibile ottenere documenti sui rapporti tra la Vus e la Gsa e il Movimento 5 stelle presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Spoleto, dopo che anche le richieste di accesso agli atti nei confronti dell’Ati 3 sono state negate. Dopo quasi un anno di documenti non consegnati, i pentastellati hanno deciso infatti di rivolgersi alla magistratura, con un esposto a firma del senatore Stefano Lucidi, del consigliere regionale Andrea Liberati e del consigliere comunale Elisa Bassetti.

Rifiuti e interdittive antimafia sotto la lente del M5s

Tutto è iniziato a fine 2015, quando l’interdittiva antimafia nei confronti di Gesenu spinge il Movimento 5 stelle ad approfondire il discorso anche a livello locale ed a capire eventuali legami con la Vus. Un legame tra le due società che si occupano di gestione di rifiuti infatti c’è, e si chiama Gsa (Gestione servizi aziendali), società del gruppo Gesenu (quest’ultima detiene il 60% delle quote) di cui Vus detiene un 10%. Inizia quindi una richiesta di informazioni alla stessa Valle umbra servizi ed all’Ati 3 per conoscere di cosa si occupi Gsa per conto di Vus. Quest’ultima spiega che la società strumentale si occupa di comunicazione sulla raccolta differenziata e porta a porta. “Ma è la risposta dell’Ati che ci spinge oltre” spiega Elisa Bassetti. Il direttore dell’ambito territoriale integrato Fausto Galilei, infatti, “raccomanda la cessazione immediata dei rapporti tra Vus e Gsa“. Una pulce nell’orecchio del Movimento 5 stelle che quindi decide di approfondire, chiedendo sia a Vus che all’Ati (ente che deve autorizzare le attività di Vus) i contratti sugli affidamenti, eventuali gare e quant’altro. A presentare una prima istanza è un anno fa la consigliera comunale: dalla Vus non arriva nessuna risposta, Ati invece “impiega 3 pagine per giustificare il fatto che non possiamo vedere i contratti delle società partecipate“. La legge però dice il contrario. E così qualche mese dopo ritenta il consigliere regionale Liberati a reiterare l’istanza. Di nuovo Vus non risponde, mentre Ati nega ancora una volta l’accesso agli atti. E così scatta l’esposto in Procura (depositato a metà febbraio), mentre non viene escluso anche che possa essere presentato un ricorso al Tar.

“La Vus sembrerebbe un ente fuori controllo visto che l’accesso agli atti è impossibile” tuona il senatore Stefano Lucidi. “Ci chiediamo se neanche il sindaco abbia diritto di accesso” aggiunge, ricordando come a febbraio lo stesso Comune di Spoleto, per tramite del segretario, ha chiesto chiarimenti su alcuni appalti concessi con affidamenti diretti. “C’è l’impossibilità per i cittadini di accedere alle informazioni relative ad un ente pubblico” aggiunge. Mentre sui ritardi della raccolta differenziata  punta il dito Marco Capoccia, attivista pentastellato e a capo del comitato Rifiuti Zero. E difatti nel 2016 la differenziata a Spoleto è ancora sotto al 50%, nonostante “il piano economico finanziario firmato tra Vus e Comune ha un valore di 5,8 milioni di euro”.

Vulnerabilità delle scuole, ritardi sulle risposte

La difficoltà nell’accesso agli atti però non riguarda soltanto Ati e Vus, ma anche  il Comune di Spoleto. Per lo meno per quanto riguarda la certificazione relativa alle scuole cittadine. Dopo le polemiche degli ultimi mesi sulla sicurezza dei plessi comunali, infatti, la consigliera Bassetti ha chiesto le certificazioni relative ad essi, come quelle di vulnerabilità sismica, ma anche i piani antincendio ed altro. Al momento, però, e con ritardo, alla capogruppo M5s è stata consegnata solo la documentazione relativa alla vulnerabilità degli edifici, mentre delle restanti non c’è ancora traccia. Sono 16 al momento le scuole comunali dotate di tale documento, mentre il Comune si sta impegnando per ottenere le 9 mancanti, anche se i 50mila euro stanziati a valere sul bilancio 2016 bastano solo per 4. “La cosa assurda – ricorda Bassetti – è che l’obbligo di legge era solo di ‘fotografare’ la situazione delle scuole, e non di fare i relativi interventi”. Nessuna risposta al momento nemmeno all’interpellanza a risposta scritta presentata dalla consigliera, nonostante siano scaduti da un pezzo i termini per farla pervenire.

Disagio sociale e medici in fuga, chieste le dimissioni del vicesindaco

Il Movimento 5 stelle, però, non poteva non parlare della grave situazione relativa al disagio sociale in città ed alle tragedie che in nemmeno 6 mesi hanno coinvolto tre giovanissimi spoletini. E se nel corso dell’ultimo consiglio comunale Elisa Bassetti ha proposto di riprendere in mano la mozione che era stata presentata dai pentastellati durante la passata legislatura, ora, alla luce dell’ultimo episodio che si è verificato sabato notte, la consigliera evidenzia che “quello che è successo ci lascia senza parole e risposte. Siamo soli – denuncia – davanti a una Giunta che è inesistente rispetto a questi temi. Abbiamo un vicesindaco con delega al sociale che non interviene su niente, nemmeno una parola sulle scuole, sull’aspetto sociale della città in profonda crisi, sulla dipartita di primari e medici. La depressione economica e sociale è devastante e noi amministratori dobbiamo occuparcene. Per questo l’assessore Maria Elena Bececco dovrebbe dimettersi. Su temi così importanti da parte sua c’è il vuoto, un’indolenza da parte di tutta la Giunta”.

(modificato alle 9:30)

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