Ricostruzione, San Benedetto sarà un luogo sicuro e fruibile

Ricostruzione, la basilica di San Benedetto sarà un luogo sicuro e fruibile

Cristiana Mapelli

Ricostruzione, la basilica di San Benedetto sarà un luogo sicuro e fruibile

Quale sarà il nuovo aspetto della basilica di Norcia? Entro dicembre la commissione stabilirà i criteri da fissare nel concorso internazionale per i progettisti
Ven, 03/08/2018 - 10:25

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Ricostruzione, la basilica di San Benedetto sarà un luogo sicuro e fruibile

Quale sarà il nuovo aspetto della Basilica di San Benedetto a Norcia?  A rispondere alla domanda, una commissione incaricata dal Mibac che, nominata a febbraio, entro dicembre 2018, offrirà i criteri per il concorso internazionale di progettazione per far tornare San Benedetto un luogo sicuro e fruibile dalla comunità. A spiegarlo mercoledì nella piazza di Norcia Antonio Paolucci, presidente della Commissione che detterà le linee guida necessario ai progettisti per la ricostruzione post sisma. Non un critico d’arte qualsiasi ma colui che, nel 1997 dopo il terremoto che ferì l’Umbria, guidò la rinascita della Basilica di Assisi in soli due anni.

Protocollo d’intesa

Un momento di condivisione delle progettualità con la cittadinanza che in piazza è venuta per ascoltare e intervenire. Una giornata importante che ha visto la firma del protocollo d’intesa per la ricostruzione della Basilica da parte del Mibact, rappresentato dalla Segretaria Generale Carla Di Francesco, del Commissario Straordinario per la Ricostruzione, Paola De Micheli, della Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, del Sindaco di Norcia, Nicola Alemanno e dell’Arcivescovo di Spoleto – Norcia, Renato Boccardo.

I componenti tecnici indicati nella Commissione presieduta da Paolucci sono: Giovanni Carbonara, per il Mibact, Luigi Di Prinzio, per il Comune di Norcia; Filippo Battoni, per il Commissario straordinario, Diego Zurli per la Regione Umbria, Roberto Santarelli per l’Archidiocesi di Spoleto Norcia.

La Norcia del futuro

L’opera sulla Basilica sarà molto più complicata di quella eseguita sulla basilica di San Francesco ad Assisi – ha spiegato il professor Paolucci -. In quell’occasione era chiaro cosa si doveva fare: bisognava consolidare le strutture lesionate e ricomporre le lacerazioni prodotte dal terremoto. A Norcia invece ci sono nodi da sciogliere sul materiale da scegliere e, soprattutto, cosa chiedere ai progettisti. Difficile dire se la basilica riavrà o meno il suo precedente aspetto. Di certo tornerà alla popolazione e potrà essere fruita per usi liturgici e religiosi”.

Elementi, questi, che verranno approfonditi dalla commissione, in una serie di incontri. Il prossimo è fissato l’11 di settembre a Roma per poi fare ritorno a Norcia ogni volta che si renderà necessario farlo. Per il sindaco di Norcia Nicola Alemano è questo “un percorso trasparente e partecipato, con la commissione che ascolterà tutte le proposte della comunità“. Per l’arcivescovo di Spoleto – Norcia Renato Boccardo è “necessario restituire la basilica alla città e all’Europa, seguendo il messaggio di pace e accoglienza di San Benedetto”.

In primis la sicurezza

La modalità che sarà seguita per la definizione del progetto e successivamente della fase di ricostruzione – ha sottolineato la presidente Catiuscia Marini con una nota stampa – darà vita ad un ‘cantiere’ di notevole interesse per il recupero e per la messa in sicurezza di questo monumento, così come di tutto il patrimonio storico-artistico danneggiato dal sisma. Un patrimonio che ho sempre definito come il ‘grande ferito’ del terremoto del 2016“.

L’esperienza di ricostruzione di questo patrimonio – ha aggiunto – potrà rappresentare per noi una esperienza di buone pratiche, di come si dovrà intervenire, con quali tecniche ricostruttive e quali materiali usare, al fine di recuperare e tutelare per le prossime generazioni beni che hanno secoli di storia e che sono stati pensati, progettati e realizzati in lontane epoche storiche e che ora dobbiamo restituire, più sicuri di prima, all’uso pubblico“.

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