Ricordato il Colonnello Valerio Gildoni a 10 anni dalla scomparsa

Ricordato il Colonnello Valerio Gildoni a 10 anni dalla scomparsa

La commemorazione del militare ucciso a Nanto nel 2009 è avvenuta presso il loggiato Gildoni, Bacchetta “La sua figura ricordata anche sui banchi di scuola, gratitudine all’arma dei carabinieri per l’alto mandato che svolge”

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Sono passati 10 anni dalla morte di Valerio Gildoni. Nel corso di questo tempo abbiamo parlato e scritto di lui come di un ‘militare dall’insigne coraggio’, dalle ‘elette’ virtù professionali e dal senso del dovere ‘altissimo’. E ancora oggi le parole che ci vengono alle labbra, ricordandolo nei suoi luoghi tifernati, vicino ai monumenti cittadini ai quali abbiamo dato il suo nome, sono parole ispirate al massimo riconoscimento della sua missione di servitore dello Stato, portata oltre ogni limite di sacrificio della propria persona”.

E’ quanto dichiarato dal sindaco Luciano Bacchetta, questa mattina (mercoledì 17 luglio), nel corso della cerimonia solenne del 10° anniversario dell’omicidio del Colonnello Valerio Gildoni, (ucciso con un colpo d’arma da fuoco il 17 luglio del 2009 a Nanto, nella provincia di Vicenza), svoltasi presso il loggiato Gildoni di Città di Castello, adiacente a Piazza Matteotti, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale C.A. Giovanni Nistri, del Comandante della Legione Carabinieri Umbria, Generale di Brigata, Massimiliano Della Gala, del Prefetto e Questore di Perugia, di autorità civili, militari e religiose.

La sua figura – ha proseguito il primo cittadino – è grande e ci commuove, ci parla, parla ai giovani che apprendono la sua storia e la riscrivono, ormai da tanti anni, con lo stesso senso di innocenza che ha portato Gildoni al sacrificio di sé. Attraverso il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale C.A. Giovanni Nistri, giunga a tutta l’Arma in tutte le sue componenti nazionali, regionali e locali, la più sentita solidarietà e gratitudine infinita per l’alto mandato che svolgono ogni giorno, assieme a tutte le altre forze dell’ordine a tutela della sicurezza dei cittadini e del territorio”.

“Alla famiglia Gildoni – ha concluso Bacchetta – al padre Settimio, alla madre Paola, al fratello Alberto e alla vedova Barbara Cantucci, oggi come allora, la comunità tifernate si stringe in un abbraccio commosso e affettuoso che rimarrà tale più forte che mai anche in futuro”.

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