Revoca Cda Vus, sulla legittimità il Comune di Spoleto scrive al Governo

Revoca Cda Vus, sulla legittimità il Comune di Spoleto scrive al Governo

De Augustinis chiede parere di legittimità a Presidenza Consiglio dei Ministri | Sindaco di Preci “Richiesta non politica ma per evitare danni alla società”

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Il Comune di Spoleto non si arrende e se l’assemblea dei soci della Vus (nella foto la riunione di luglio) non ha voluto chiedere un parere di legittimità sulla revoca del Cda, lo ha fatto lui da solo. Dopo quanto accaduto mercoledì a Foligno, con il sindaco spoletino Umberto de Augustinis che ha lasciato la riunione seguito da altri 11 amministratori, l’amministrazione comunale di Spoleto ha preso la situazione in mano.

Il Comune di Spoleto, quale socio di Vus, ha infatti chiesto – fa sapere in una nota – il parere della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di altri organi consultivi e di controllo in relazione alla legittimità della delibera di revoca anticipata del consiglio di amministrazione della Valle umbra servizi, per contrasto con l’iniziativa politica di uno dei soci, pur esprimendo stima e considerazione per il presidente scelto, ing. Vincenzo Rossi, di indiscusse capacità ed esperienza in aziende di grande importanza”.

La decisione del Comune, viene spiegato, è stata presa anche per tutelare azienda e Comune da eventuali pregiudizi economici, derivanti da dilatazione delle spese.


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E sulla stessa linea di Spoleto è l’intervento del sindaco di Preci, Massimo Messi. Messi ricorda che “la Giunta Comunale di Foligno, Comune socio di maggioranza della s.p.a. Valle Umbra Servizi (VUS), ha chiesto di valutare la revoca-sostituzione degli amministratori a cagione del mutato quadro politico dell’amministrazione cittadina e atteso che nessuno dei comuni soci della Vus ha diritto alla nomina degli amministratori, perché esse sono prerogativa solo dell’assemblea” e che “a seguire alla lettera l’opinione dell’esecutivo di Foligno, per la parità di diritti dei soci, ognuno dei 22 comuni/soci potrebbe chiedere all’assemblea di attivarsi per sfiduciare e rinominare il Cda della Vus, cercando nel contempo alleanze meramente politiche e, indirettamente, determinare un’indiscutibile e perenne incertezza sulla governance di un importante ente”. Il sindaco di Preci evidenzia poi che “la rimozione senza o con inesatti presupposti legali potrebbe comportare un consistente risarcimento del danno che si ripercuoterebbe sugli utili quanto meno”.

Quindi sottolinea come “la proposta del sindaco di Spoleto di verificare la legittimità dei presupposti della delibera attraverso ad un organismo terzo (la Presidenza del Consiglio dei Ministri) è stata condivisa da vari Comuni soci della Vus,  senza alcuna distinzione politica, ma solo per evitare un consistente possibile danno alla società e, di riflesso, all’ente pubblico socio”.

“La soluzione di verificare la legittimità – sostiene Messi – non ha, dunque, nessun senso politico, ma solo l’esplicitazione di dubbi sulla correttezza tecnica dell’operato, specie in un periodo decisamente difficile con ricorso a competenti organismi pubblici. Appare del tutto evidente che il Sindaco di un comune debba prioritariamente valutare l’interesse del territorio anche in relazione alla corretta azione amministrativa. Il Comune di Foligno, nel dare corso alla revoca anticipata del Cda della Vus, ha ritenuto preferibile imporre subito il peso del suo 47,4%, in un passaggio ed in un momento molto delicato. La richiesta di verifica è stata respinta di stretta misura ed è indubbio che la parte preponderante è ascrivibile al citato 47,4% del socio Foligno.

Il Comune di Preci, pur condividendo l’opportunità politica di dar corso alla revoca anticipata del Cda come proposto dal Comune di Foligno, ha ritenuto di sottolineare il fondamentale ricorso alla prudenza sottostante l’ipotesi di deliberazione presentata dal Sindaco del Comune di Spoleto nell’esclusivo interesse dei cittadini e di tutti i soci della Valle Umbra Servizi nel quadro di un avvertito e consapevole rispetto delle regole”.

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