Regione: passa anche il bilancio di previsione 2013 – 2015

Regione: passa anche il bilancio di previsione 2013 – 2015

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L'Assemblea regionale ha approvato oggi a maggioranza, con 18 sì (Pd, Psi, Idv, Prc Fds), 10 no (Pdl, Fd'I, Udc) e 1 astenuto (Goracci, Comunista umbro), il bilancio di previsione annuale per l'esercizio finanziario 2013 e il bilancio pluriennale 2013/2015 della Regione Umbria.

In questo modo si è conclusa la sessione di bilancio del 2013, dopo l'approvazione avvenuta ieri della legge finanziaria e del collegato. Prima del voto finale sono stati approvati gli emendamenti presentati dalla Giunta che incrementano gli stanziamenti in materia di: investimenti sulle strutture pubbliche per la prima infanzia, spese per accertamenti e riscossioni, finanziamento dei livelli di assistenza sanitaria, interventi in materia di biblioteche e della promozione turistica, interventi per il diritto allo studio universitario, protezione civile e prevenzione dei rischi, cave e miniere.

Tra i fondi vincolati: l'aggiornamento imprenditoriale e la formazione permanente, le procedure di accreditamento delle strutture sanitarie, il diritto allo studio nell'ambito dell'istruzione prescolastica, primaria e secondaria. È stato invece respinto l'ordine del giorno firmato da Raffaele Nevi (Pdl), Sandra Monacelli (Udc) e Franco Zaffini (Fd'I) sul ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle cooperative sociali. La presidenza del Consiglio regionale lo ha ritenuto non ammissibile, trattando un tema non attinente al bilancio della Regione.

SCHEDA: NUMERI E CONTENUTI DEL BILANCIO
L'entità complessiva della manovra ammonta a 2 miliardi e 306 milioni di euro, al netto di reiscrizioni, partite di giro e compensative. Tra le voci
di spesa più rilevanti ci sono la sanità (1 miliardo 650 milioni), i trasporti (100 milioni), le spese operative (96 milioni), il personale (66 milioni), il rimborso dei prestiti (3,9 milioni), la ricostruzione (4,3 milioni), le spese per il Consiglio regionale (20 milioni) e le spese di funzionamento (12,5 milioni). I principali interventi in ambito sociale (in milioni di euro) sono: Non autosufficienza (7,97), Fondo sociale (12,8), asili nido (2,8), istruzione (13,8), sostegno agli affitti (1), abbattimento rette scolastiche (1,1). Il totale delle spese a libera destinazione, al netto della sanità, passa da 469 milioni nel 2010 a circa 341 nel 2013, con un margine di flessibilità che passa dal 20,88 al 14,75 per cento. Flessibilità che si riduce, però, a meno del 4 per cento (circa 90 milioni di euro) nel 2013 se si considera l’obbligatorietà di alcune spese (personale, oneri del debito, funzionamento). Le linee generali della manovra sono influenzate da: invarianza delle aliquote dei tributi propri regionali, diminuzione dell’imposta regionale sulla benzina (da 4 a 2,5 centesimi al litro e destinata agli interventi di connessi al terremoto di Marsciano), soppressione dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili, agevolazioni bollo per acquisto auto ad alimentazione ibrida, azioni di contenimento delle spese di personale (agli stessi livelli del 2003 e con 370 unità in meno rispetto al 2001) e funzionamento (ai livelli del 2004), ulteriore razionalizzazione degli interventi regionali di settore, con una più efficiente allocazione delle risorse disponibili, tutela della coesione e qualità sociale (salvaguardia delle fasce deboli della popolazione), prosecuzione del percorso di miglioramento dell’efficienza dei processi di accertamento e riscossione delle entrate, ottimizzazione e razionalizzazione del trasporto e della mobilità regionale, conti del sistema sanitario regionale in equilibrio. La pressione fiscale regionale, intesa come rapporto fra gettito dei tributi regionali (senza considerare le compartecipazioni a tributi erariali, dove la Regione non ha alcuna potestà di manovra e che possono intendersi come trasferimenti dal bilancio dello Stato) e Pil umbro, è rimasta di fatto inalterata passando dal 2,85 per cento del 2000 al 2,81 per cento del 2011 (per il 2012 i dati non si
discostano dal 2011). Nonostante la forte lotta all’evasione che ha permesso di recuperare importanti gettiti sui tributi regionali. La Regione,
infatti, non ha attivato, se non minimamente, la leva fiscale a disposizione conservando quasi intatti tutti i margini di manovra che, anche nell’ottica
della piena realizzazione del processo di federalismo fiscale in atto, rappresenta la possibilità di avere a disposizione, nel futuro, consistenti
risorse potenziali. 

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