Il riferimento è al problema del sovraffollato treno regionale veloce RV 4514, quello delle ore 17 da Roma Termini a Foligno e alla gestione della fermata di Orte. Per l’assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti: “è necessario riportare la vicenda nella sua giusta dimensione, chiarendo responsabilità e passaggi formali che non possono essere aggirati”.
Le tappe della vicenda
“A fronte delle numerose segnalazioni dei pendolari la Regione Umbria ha avviato un’interlocuzione formale con Trenitalia e Rfi” De Rebotti ha spiegato tutte le tappe della vicenda che inizia il 3 novembre con un tavolo di confronto in cui la Regione aveva avanzato proposte che avrebbero permesso il mantenimento della fermata di Orte: aumento delle carrozze dei treni, attraverso un investimento aggiuntivo sul personale; treni duplex e/o declassamento di una carrozza di prima classe. “A seguito dei no ricevuti alle proposte, il 4 novembre abbiamo ufficialmente richiesto a Trenitalia e Rfi la soppressione della fermata di Orte. In risposta, il 3 dicembre 2025, Trenitalia ci ha comunicato che il servizio RV 4514 sarebbe stato programmato senza la fermata di Orte annunciando questa decisione. A distanza di oltre un mese, però, la fermata risultava ancora presente nei programmi di esercizio e nei canali di vendita”.
La diffida a Trenitalia
La Regione interviene formalmente: “Il 19 dicembre sono stato costretto a inviare una diffida a Trenitalia affinché prima possibile o proceda al declassamento di una carrozza di prima classe o cancelli la fermata, perché è grave che non abbia adempiuto agli impegni precedentemente assunti. Ed è assurdo che oggi risponda direttamente agli utenti, dichiarando per iscritto una cosa che non corrisponde alla realtà dei fatti” ricorda De Rebotti che propone di “rimettere in Direttissima l’Intercity 598 di Orvieto perché si tratta di un collegamento fondamentale per i pendolari umbri e per la competitività di quel territorio”.
200 mila euro di penali di Trenitalia
De Rebotti puntualizza per ciò che attiene il tema delle agevolazioni, come la Regione Umbria vanti “oltre 200 mila euro di penali nei confronti di Trenitalia. Tali risorse devono essere riconosciute alla gestione regionale; esse non possono essere presentate come una generosa iniziativa dell’azienda, derivando da obblighi contrattuali». A tal proposito gli uffici regionali stanno predisponendo un atto finalizzato a definire e puntualizzare il contorno dell’operazione declinandolo in tutti gli elementi specifici connessi”.
“La Regione Umbria è titolare di un contratto di servizio e quando chiede interventi puntuali pretende confronto e risposte immediate e coerenti. Ai cittadini dobbiamo soluzioni reali, non annunci che restano sulla carta”, conclude De Rebotti.