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Regionali, Sen. Lucidi “Per l’Istat l’Umbria non brilla”

Redazione

Regionali, Sen. Lucidi “Per l’Istat l’Umbria non brilla”

Il portavoce 5Stelle in Senato, " Si nota una Regione che vivacchia al centro delle classifiche, senza emergere"
Ven, 22/05/2015 - 09:56

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Regionali, Sen. Lucidi “Per l’Istat l’Umbria non brilla”

Non è una Umbria brillante quella che emerge dalla relazione ISTAT presentata mercoledi 20 maggio alla Camera dei Deputati. (CLICCA QUI)

Scorrendo le varie tabelle e i vari grafici si nota una Regione che vivacchia al centro delle classifiche, senza emergere per particolari peculiarità. Alcuni aspetti in particolare mi hanno colpito.

L’ISTAT parcellizza la Regione in ottica anti-renziana suddividendola in distretti, o sistemi, come suggerito dal M5S durante la riforma delle province.

La nostra Regione è considerata ancora IL CUORE VERDE, ma la relazione ISTAT non parla di impatti ambientali e percezione del benessere del cittadino relativa, risultando in tal modo estremamente parziale, cadendo addirittura in contraddizione perché classifica l’Umbria come zona rurale, ma contemporanemente ad alta urbanizzazione diffusa.
Il primo dato che emerge mostra un tasso di occupazione al di sotto della media europea, con un territorio caratterizzato da un solo distretto vincente, guarda caso quello di Todi. La produttività del lavoro si attesta sui valori del mezzogiorno (tavola pag. 147) un fattore negativo questo, molto importante per le nostre aziende, che sono votate per lo più all’export.
A pagina 201 l’ISTAT certifica: “Oltre la metà dei sistemi locali presenta una contrazione dell’occupazione nell’intervallo 2013- 2014. L’incidenza di quelli ancora in crisi è maggiore nel Mezzogiorno (dove spiccano negativamente Puglia e Abruzzo) più elevata della media nazionale nel Centro (particolarmente in difficoltà l’Umbria).”
Altro dato che emerge è quello del consumo di suolo, che vede la nostra Regione con vaste aree ad altissimo insediamento urbano o comunque alto (tavola pag. 71). E questo a fianco di elevate aree di edificabilità.
Ma i dati più allarmanti sono quelli che riguardano: Salute e Sicurezza.

I dati relativi alla Salute e alle strutture sanitarie alle tavole (pag. 232-236) mostrano inequivocabilmente una Regione con una forte domanda di Salute, e questo a fronte di un quantitativo di personale sanitario oltre la media cosi come i finanziamenti.
Nonostante tutto però gli Umbri non rinunciano alla richiesta di cure per motivi economici o di accesso, attestandosi su valori al di sotto della media, altro dato che occorre analizzare approfonditamente, perché se comparato con la crisi diffusa nella nostra Regione, mostra una popolazione con poche alternative.
Per quanto riguarda la Sicurezza l’Italia si attesta su una media omicidi di 0,83 ogni 100.000 abitanti. Il dato peggiore quello della provincia di NAPOLI con 2,98 omicidi ogni 100.000 abitanti. Questo dato va confrontato con i casi avvenuti ad esempio nella città di Terni solo nel 2015.
Il documento ISTAT è un buon punto di partenza per analizzare la nostra Regione, così come le prossime elezioni regionali sono una buona occasione per dare ai cittadini finalmente nuovi interlocutori provenienti dalla società civile.

Stefano Lucidi – portavoce 5 Stelle – Senato


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