Il sistema regionale umbro per la tutela degli animali d’affezione consolida un trend positivo nella gestione del randagismo, con una progressiva diminuzione della pressione nei canili, grazie al costante impegno dei servizi veterinari, all’efficacia dell’anagrafe canina e alla vigilanza Parallelamente, la Regione sta aggiornando la normativa in materia di randagismo per adeguarla alle evoluzioni scientifiche e legislative: lo rende noto il Servizio One Health della Direzione Salute e Welfare della Regione Umbria.
L’andamento si inserisce in un sistema che considera la sanità animale una componente strutturale del welfare pubblico, in un approccio integrato fondato sul principio “One Health”, in base al quale la salute umana, animale e ambientale sono strettamente interconnesse.Il nuovo Piano socio-sanitario regionale recepisce formalmente questa visione, inserendo attività specifiche per la gestione del randagismo e promuovendo gli interventi assistiti con gli animali (IAA). I risultati raggiunti e le nuove prospettive di welfare saranno al centro di un approfondimento tecnico il 28 aprile, nel corso di un convegno organizzato in collaborazione con Federsanità Anci Umbria.
“Il benessere degli animali d’affezione è indissolubilmente legato a quello della nostra comunità – ha dichiarato la presidente Stefania Proietti – Per molte persone, in particolare per i nostri anziani, l’affetto di un piccolo animale non è solo compagnia, ma una vera e propria risorsa di salute emotiva. Tuttavia, accogliere un animale è un atto di grande responsabilità: chi sceglie di farlo ha il dovere etico e legale di assicurarne le cure. In questo, il ruolo del medico veterinario è fondamentale: il suo è un lavoro altamente qualificato che va riconosciuto e remunerato correttamente. Il nostro obiettivo – ha aggiunto la presidente – è far sì che la Regione sostenga chi è in reale difficoltà, senza mai sminuire il valore professionale di chi cura i nostri amici a quattro zampe”. Il possesso di un animale comporta oneri precisi per il proprietario: per questo, l’amministrazione regionale sta valutando soluzioni mirate per i cittadini con basso reddito (Isee), affinché la dignità della cura sia garantita anche nelle fasce più fragili. In particolare, l’azione si concentra sui seguenti ambiti: – potenziamento dell’ospedale veterinario universitario e consolidamento della collaborazione con il dipartimento di Medicina veterinaria di Perugia, per la gestione delle complessità mediche e il supporto ai proprietari in difficoltà economica – analisi di strumenti assicurativi dedicati, per prevenire l’impossibilità di cura o l’abbandono indotti da necessità finanziarie improvvise – rafforzamento del supporto scientifico e diagnostico, con il contributo dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) per le diagnosi più complesse e con il monitoraggio del registro dei tumori canini – promozione dell’educazione e della socializzazione, attraverso il progetto RandAgiamo, con percorsi di addestramento specifici per preparare i cani e accrescerne la docilità e la sicurezza per l’inserimento in famiglia- garanzia della tutela sanitaria, grazie a un sistema che assicura assistenza di alto livello per irandagi malati o incidentati tramite l’ospedale veterinario dell’Università.In conclusione, l’Umbria si conferma una regione in prima linea nella tutela degli animali d’affezione. Attraverso l’aggiornamento normativo, il consolidamento del principio ‘One Health’ e il sostegno concreto alle fasce più fragili, l’amministrazione regionale non mira solo a contrastare il randagismo, ma a rafforzare la cultura della responsabilità. Il benessere animale, supportato dall’eccellenza medica e scientifica del territorio, diventa così un pilastro fondamentale per la qualità della vita dell’intera comunità umbra.