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Progetto dell’Università di Perugia per rafforzarsi nel Mediterraneo

Redazione

Progetto dell’Università di Perugia per rafforzarsi nel Mediterraneo

Messe in campo risorse proprie per invitare ricercatori e docenti di paesi della sponda sud del Mediterraneo
Dom, 25/11/2018 - 09:11

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Si rafforzano le attività internazionali dell’Ateneo, già socio del consorzio UNIMED – Università del Mediterraneo, grazie a un nuovo programma di collaborazione con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo.

L’Università – Area Relazioni Internazionali – ha infatti bandito nel luglio scorso delle risorse proprie, affinché docenti di Perugia potessero invitare docenti e ricercatori di Università arabe di paesi mediterranei, dal Marocco alla Palestina, per brevi soggiorni finalizzati ad attività di ricerca, didattica e di elaborazione di nuovi progetti.

Al momento, sono state finanziate 11 mobilità, per periodi variabili da una settimana a tre mesi: sei dalla Tunisia, due dall’Egitto ed una ciascuno per Algeria, Libano e Palestina.

I Dipartimenti coinvolti in questa prima esperienza sono Ingegneria ed Economia, con una richiesta ciascuno, Scienze Politiche e Matematica (due richieste) e Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, con ben cinque mobilità.

Le attività previste includono alcune attività didattiche, come seminari e cicli di lezioni, e soprattutto collaborazioni scientifiche e tecniche, volte anche alla elaborazione di progetti finanziabili dalla Unione Europea o dal Governo italiano. La prima ad arrivare è Monia Jemni, PhD, del Centro di Ricerca sull’Agricoltura delle Oasi, invitata dalla Dr.sa Giuseppina Bonerba, di Scienze Politiche, che stanno esplorando la fattibilità di un progetto in favore delle donne, basato sulla valorizzazione dei datteri.

Tutte le Università italiane si stanno muovendo in tal senso, poiché nei prossimi anni ingenti risorse saranno rese disponibili per favorire la crescita economica dei paesi mediterranei e per la ricostruzione di stati martoriati dalla guerra, come Libia e Siria, e grande attenzione sarà data anche alla ricerca e alla educazione universitaria. È quindi necessario anticipare i tempi e cominciare a tessere una rete di collaborazioni che funga da piattaforma per future proposte progettuali.

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