Progetti di utilità collettiva per i tifernati con il reddito di cittadinanza - Tuttoggi

Progetti di utilità collettiva per i tifernati con il reddito di cittadinanza

Redazione

Progetti di utilità collettiva per i tifernati con il reddito di cittadinanza

Dom, 18/07/2021 - 14:20

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Dalla cultura ai beni comuni i settori interessati, Bassini: “Terzo settore, fate proposte”

Ben 45 tifernati che percepiscono il reddito di cittadinanza saranno impiegati a breve in progetti utili alla collettività nei settori di Cultura, Sociale, Ambiente e Beni artistici, tutela dei Beni comuni e Sport.

A dare la notizia è stata l’assessore alle Politiche sociali di Città di Castello Luciana Bassini, che ha spiegato come “nell’istituzione del reddito di cittadinanza, è prevista una sorta di compensazione da parte di chi usufruisce del contributo, attraverso la partecipazione ad attività di interesse generale, conosciuti come Puc (Progetti Utili per la Collettività). Nella nostra zona sociale abbiamo circa 500 soggetti che percepiscono il reddito di cittadinanza e che con l’attivazione dei Puc, ora in fase di definizione, potranno dare il loro contributo concreto in vari settori”.

Nel Comune di Città di Castello, ad oggi, il numero di domande di Reddito di cittadinanza in gestione al Servizio Sociale sono 136 e in gestione al Centro per l’impiego 215; delle 351 domande totali, 85 sono esonerate dagli obblighi di partecipazione ad un percorso di inserimento lavorativo o di inclusione sociale. I Puc sono organizzati dal Comune in collaborazione con altri soggetti ed attualmente a Città di Castello ci sono a disposizione 45 posti.

Oltre ad un obbligo, i Puc rappresentano un’occasione di inclusione e crescita per i beneficiari e per la collettività – aggiunge la Bassini -: per i primi i progetti saranno strutturati in coerenza con le competenze professionali del beneficiario e alle propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti al Centro per l’impiego o al Servizio sociale del Comune. Vogliamo che i Puc siano una strada per intervenire in quei microprogetti non assistiti da finanziamenti pubblici e privati ma meritevoli di essere almeno sperimentati attraverso una forza lavoro eterogenea ma a tutti gli effetti pronta per essere di nuovo introdotta nel mercato.”.

Siccome i Comuni possono promuovere i Puc anche in collaborazione con altri soggetti del territorio, approfittiamo di questa fase di definizione per invitare il terzo settore a fare proposte”.

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