Profughi al Prato, Prc minimizza polemiche “Manifestiamo contro guerra in Libia”

Profughi al Prato, Prc minimizza polemiche “Manifestiamo contro guerra in Libia”

Il segretario Capacci “Destre divise e demagogiche”, l’appello a tutte le sinistre “Organizziamo iniziative per chiedere la pace”

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Non si placano le polemiche riguardanti l’arrivo dei profughi nel rione Prato. Dopo le tensioni interne al centrodestra sulle “ravvicinate” manifestazioni di protesta, anche Rifondazione comunista Città di Castello dice la sua. Per il segretario tifernate Paolo Capacci, infatti, sia l’iniziativa della Lega Nord che quella di Fratelli d’Italia e Forza Italia, sono entrambe “ispirate dalla ricerca di po’ di visibilità estiva”.

Rifondazione comunista Città di Castello ritiene poi che, “dietro alla retorica leghista e di certa destra sulla ‘sicurezza’ o sul ‘mercato dell’accoglienza’, si nascondono assunti secondo i quali il nostro paese, per accogliere i profughi, trascurerebbe anziani, giovani e meno fortunati. I profughi, invece, non c’entrano niente. L’abbattimento dei diritti dei lavoratori, i tagli alla sanità e ai servizi sociali, l’allungamento dell’età pensionabile, tutte misure volute da chi ci ha governato e da chi ci governa, sono i motivi veri del disastro sociale nel quale ci ritroviamo. Siamo alle solite. Stanno tentando di farci fare la guerra tra poveri“.

Ora, – aggiunge Capacci – la nuova guerra contro la Libia voluta dagli USA e sostenuta dal governo italiano alimenterà solo terrorismo, morte, povertà, fughe verso altri paesi, e punta alla spartizione del paese maghrebino. La migliore risposta da dare a chi vorrebbe farci credere che i profughi sono il problema è opporsi a questo ennesimo intervento militare che colpirà i civili e contribuirà all’estendersi della guerra”.

Per questo proponiamo alle forze sociali e sindacali, alle forze politiche e civiche della sinistra, all’associazionismo di massa, ai singoli, di organizzare manifestazioni ed iniziative unitarie per dire, anche da Città di Castello, che il nostro paese deve lavorare per una soluzione politica che, attraverso la pace, ponga le basi per una effettiva e duratura sconfitta del totalitarismo jihadista

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