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Premio da Arvedi ai lavoratori Ast, Fiom ed Rsu: “Bene ma…”

Redazione

Premio da Arvedi ai lavoratori Ast, Fiom ed Rsu: “Bene ma…”

Sab, 09/07/2022 - 08:27

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La Fiom di Terni: "L’accordo di programma e il piano industriale non possono passare in secondo piano, per nessuna ragione"

Soddisfazione per il premio da 250 euro ai lavoratori Ast da parte del gruppo Arvedi come annunciato dal presidente, ma non dimenticare il piano industriale. Così la segreteria provinciale della Fiom Cgil di Terni e le Rsu elette nella Fiom di Acciai speciali Terni commentano la novità emersa venerdì.

La Fiom – spiega in una nota – considera positivo il riconoscimento che il Presidente Arvedi ha dato ai lavoratori, che in questi mesi con responsabilità hanno atteso la definizione dei nuovi assetti aziendali, garantendo livelli produttivi e standard di sicurezza molto elevati. Considera anche certamente positivo il clima in azienda, vista la volontà di ascoltare i lavoratori e di risolvere problematiche annose, quale quella del lavoro somministrato e precario, che di fatto, entro la fine dell’anno verrà annullato in azienda. Questa per noi è una delle azioni più importanti e significative, che qualifica fortemente le relazioni industriali in questa prima fase. Altrettanto positiva è la disponibilità a discutere da subito di un premio di risultato che ormai da troppi anni non viene più erogato.

In questo contesto, però, dobbiamo ribadire che la discussione sull’accordo di programma e il piano industriale non può passare in secondo piano per nessuna ragione. Vale la pena ricordare che durante la presentazione delle linee guida del piano industriale, lo stesso presidente Arvedi precisò che “la chiave si sarebbe girata” se il patto di territorio avesse contribuito a rendere competitiva l’azienda, per affrontare l’ambizioso progetto della totale decarbonizzazione del processo produttivo. Ad oggi non conosciamo gli esiti degli incontri presso i ministeri competenti e i fattori localizzativi che le istituzioni locali devono o possono mettere in campo per arrivare all’obbiettivo prefissato. Se ci sono, è ora che vengano fuori eventuali problemi o ritardi che di fatto rimettono in discussione quei tempi e quegli obiettivi. Ormai ci stiamo avvicinando ai due anni di totale assenza del Governo Italiano sulle vicende di Acciai Speciali Terni, infatti, l’ultimo incontro al MISE risale al 22 dicembre 2020 e ancora c’era la vecchia proprietà.

È urgente, invece, sapere come si difende la strategicità delle nostre produzioni. Da questa discussione, dipendono anche le scelte di fondo del piano industriale e di conseguenza il futuro dell’azienda e di una intera comunità. In questi mesi di passaggio già abbiamo avuto modo di saggiare quali ricadute anche indirette le scelte di AST hanno sui lavoratori dell’indotto e delle filiere produttive. Non possiamo restare ulteriormente nell’incertezza per quanto riguarda scelte commerciali e strategie complessive. Si stanno riorganizzando reparti e enti senza un piano complessivo o quanto meno senza un piano conosciuto dalle RSU.

Non vogliamo e non possiamo nascondere anche le difficoltà che viviamo sul fronte sindacale, a quasi due mesi dalle elezioni per il rinnovo delle RSU, solo gli eletti della FIOM hanno chiesto formalmente di svolgere la prima riunione di insediamento, che non sembra essere una priorità. Quando hai percentuali di adesione al voto così alte e non si fanno funzionare gli organismi unitari eletti, in effetti si tradisce l’ampio mandato ricevuto e si svilisce il ruolo e la funzione del sindacato, che invece i lavoratori riconoscono. D’altronde il rinnovo si era reso necessario, in prima battuta, proprio per avere un mandato chiaro, rinnovato e un’autorevolezza capace di discutere il piano industriale.

È paradossale che questa inerzia, oggi, ci ponga di fronte ad un percorso che purtroppo non può essere unitario per mancanza di discussione e volontà. Per quanto riguarda la FIOM – CGIL di Terni in tutte le sue articolazioni, siamo pronti a qualunque confronto e ad assumerci le nostre responsabilità. Per ora giudichiamo le proposte in campo, ma anche i silenzi strumentali”.

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