Precarie asili Perugia, manifestazione di fronte al Comune - AGGIORNAMENTI - Tuttoggi

Precarie asili Perugia, manifestazione di fronte al Comune – AGGIORNAMENTI

Alessia Chiriatti

Precarie asili Perugia, manifestazione di fronte al Comune – AGGIORNAMENTI

Striscioni e protesta contro la scadenza dei contratti | Lavoratrici incontrano assessore Waguè
Mar, 29/03/2016 - 11:07

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Le lavoratrici precarie degli asili nido e delle scuole materne di Perugia si sono radunate questa mattina in manifestazione di fronte a Palazzo dei Priori, sede del Comune di Perugia. Tra le loro braccia, nelle loro mani, i loro striscioni: “orgogliosi di essere pubblici“, “l’infanzia non si appalta“. Attraverso la loro voce, la voglia di manifestare, ancora una volta, contro la loro posizione lavorativa: su di loro, pende infatti la possibilità che i loro contratti in scadenza non vengano rinnovati. In manifestazione, presenti accanto delle lavoratrici, per i sindacati c’era solo l’Rsu con la Cgil di Perugia e il segretario generale, Angelo Scatena.

Le precarie hanno poi deciso di entrare a Palazzo dei Priori, percorrendo i corridoi fin di fronte all’ufficio del sindaco della città, Andrea Romizi. Sono così riuscite ad ottenere un incontro con l’assessore di competenza, Diego Dramane Waguè, il quale si è detto disponibile per provare a trovare una soluzione al futuro lavorativo delle 41 educatrici, impiegate su 17 strutture diverse del Comune di Perugia (di cui 14 nidi e 3 scuole materne).

Una situazione precaria, come i contratti delle dipendenti, “critica dappertutto“, dicono queste ultime a Tuttoggi.info, parlando dell’incontro di oggi come di un’assemblea dai toni distesi. Al centro della vicenda, dunque, i contratti ormai in scadenza delle 41 educatrici (2 dei quali ormai terminati al 18 marzo). Secondo quanto previsto dalla legge di Stabilità, infatti, lavoratrici e lavoratori che hanno già coperto 1095 giorni di impiego devono essere assunti con contratti a tempo indeterminato. E’ dunque probabile, ci dice Patrizia Mancini della Cgil, “che da qui a giugno le educatrici non lavoreranno“, avendo già raggiunto tale soglia massima. Un anno e mezzo fa, il Comune aveva bandito un concorso per 4 posti part-time con contratto di 3 anni: erano state 25 le persone a concorrere. Da quella chiamata, era nata una graduatoria, ancora vigente. Ma le educatrici hanno chiesto, e chiedono ancora oggi a gran voce, che la graduatoria venga ripubblicata: un modo per comprendere quale sia realmente il piano di assunzioni che il Comune è pronto ad affrontare per i prossimi anni. Il tutto è però congelato dal turn over bloccato: “sono circa 20 o 25 le persone, impiegate nel settore, che nel 2017 andranno in pensione. Attendiamo di capire, dunque, come verranno rimpiazzate”, ci dicono le educatrici.

Da parte del Comune di Perugia, si attende che venga stilata la graduatoria aggiornata, con l’assessore Waguè che ha fatto sapere di “essere pronto a rispettare il lavoro delle educatrici, valorizzando chi in questi anni ha lavorato di più“. Si attende dunque adesso il prossimo giovedì, quando l’assessore Waguè incontrerà i dirigenti del Comune per discutere sulla vicenda, e quando dunque dovrebbe essere pubblicata la nuova graduatoria. Venerdì ci sarà inoltre una nuova seduta in Comune, in IV Commissione, con l’ordine del giorno che verterà proprio sul futuro lavorativo delle precarie.

La preoccupazione resta dunque alta, in particolare per due educatrici, alle quali il contratto è scaduto il 18 marzo e per le quali non c’è verosimilmente uno spiraglio di riassunzione. Nel dunque complesso, si tratta di 124 educatrici, delle quali 41 precarie e che non hanno al momento la certezza che manterranno il posto, dopo anche 13 anni di servizio. Il tutto anche a fronte della nuova normativa sulla “buona scuola”, che parla chiaramente della possibilità di stabilizzazione per chi avesse effettuato 36 mesi di lavoro.

Non è inoltre la prima volta che le educatrici precarie si sono recate in Comune per farsi ascoltare: lo scorso 22 marzo, hanno infatti chiesto spiegazioni durante una seduta della Commissione. Ma da parte della maggioranza, poche risposte.

©Riproduzione riservata

Aggiornato ore 12.51 

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