Porno dopo l'aborto nel mirino del senatore Pillon

Porno, dopo l’aborto, nel mirino del senatore Pillon

Redazione

Porno, dopo l’aborto, nel mirino del senatore Pillon

Sua la firma al maxiemendamento sul parental control
Sab, 20/06/2020 - 12:08

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Porno, dopo l’aborto, nel mirino del senatore Pillon

Dopo lo stop all’aborto farmacologico in day hospital in Umbria, altra possibile vittoria per il senatore Simone Pillon sul porno in rete. L’avvocato, senatore e coordinatore della Lega di Perugia, è infatti il primo firmatario di una proposta per il parental control contenuta nel maxiemendamento presentato dal partito di Salvini e accolto.

Il filtro sul porno in rete

Se la conversione della legge sulle intercettazioni passerà con questo emendamento, il porno in internet (pc e cellulari) in Italia sarà bloccato automaticamente. Solo il titolare del contratto, maggiorenne, potrà riattivarlo, rimuovendo il filtro attraverso una esplicita richiesta al proprio gestore di telefonia.

La modifica proposta da Pillon riguarda l’articolo 7 bis del testo, relativo ai “sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio“.

Il testo finale va convertito in legge entro il 29 giugno. Ora si trova alla commissione competente alla Camera. ma potrebbero non esserci più i tempi tecnici per una modifica della Camera.

Bambini al sicuro da violenza e pornografia in rete. Confermata nel maxiemendamento la proposta della Lega per mettere in sicurezza i nostri piccoli” ha commentato su Facebook lo stesso Pillon.

Lo stop all’aborto farmacologico in day hospital

Che una settimana prima aveva annunciato con profonda soddisfazione, annunciandola, la delibera con cui la Giunta regionale dell’Umbria annullava la possibilità del ricorso al day hospital per l’assunzione della pillola RU 486 previsto dalla Giunta Marini.

Aborto, domani la manifestazione a Perugia

Proprio protestare contro la delibera (con la quale la Giunta regionale ha corretto un suo precedente provvedimento sulla pillola abortiva legato all’emergenza Coronavirus) domani a Perugia (ore 17 in piazza IV Novembre) si terrà una manifestazione organizzata dai movimenti femministi, alla quale hanno hanno aderito anche la Cgil, i partiti della sinistra e alcune associazioni.

Il silenzio della Chiesa

Sul tema aborto farmacologico non ci sono state finora prese di posizioni ufficiali da parte della Chiesa (il cardinale di Perugia, Bassetti, è presidente della Cei). Né sulla pillola RU 486 sono intervenuti diversi politici cattolici, presenti nei vari schieramenti.

La lettera aperta a Fora

Sempre sui social, nei giorni, scorsi, Pillon aveva chiamato in causa il consigliere regionale Andrea Fora. Quest’ultimo in campagna elettorale aveva attaccato l’iniziativa del Family Day, dicendo: “Chi sta con Salvini non può dirsi cristiano“.

Ora Pillon lo invita ad esprimersi sulla pillola RU 486, da cristiano. “Cattolico è chi cattolico fa” dice Pillon parafrasando Forrest Gump.

Che poi conclude così la sua lettera aperta a Fora (questa volta liberamente citando Nanni Moretti): “Prova a dire qualcosa di cattolico“.

Ora, alla vittoria sull’aborto, Pillon potrebbe incassare quella sul porno in rete.