POPOLARE SPOLETO, CDA CONFERMA ANTONINI PRESIDENTE. LA PAROLA A BANKITALIA E MONTE PASCHI SIENA - Tuttoggi.info

POPOLARE SPOLETO, CDA CONFERMA ANTONINI PRESIDENTE. LA PAROLA A BANKITALIA E MONTE PASCHI SIENA

Redazione

POPOLARE SPOLETO, CDA CONFERMA ANTONINI PRESIDENTE. LA PAROLA A BANKITALIA E MONTE PASCHI SIENA

Sab, 05/02/2011 - 20:56

Condividi su:


di Carlo Ceraso

Giovannino Antonini è e resta il presidente della Banca Popolare di Spoleto. E’ quanto ha deciso poco fa il cda dell’istituto di credito chiamato ad esprimersi sul documento della Banca d’Italia che ne aveva invece richiesto le dimissioni a seguito della ispezione avviata e conclusa la scorsa primavera. A confermare la notizia a Tuttoggi.info sono 3 membri del direttivo che non hanno però voluto commentare la notizia nè svelare nei dettagli l’esito del voto che ha comunque visto Antonini ricevere la grande maggioranza delle preferenze, tanto da rendere superfluo il voto del presidente (che comunque ha votato) .

Il consiglio di amministrazione ha quindi bocciato senza appello la linea “dura” dettata da Palazzo Koch, confermando di fatto l‘operato del presidente e la piena fiducia nella sua guida. La riunione a palazzo Pianciani è cominciata puntuale alle 10 di stamani pur fra qualche tensione che però si è dipanata con il passare delle ore e del dibattito. Ben sette ore di confronto ininterrotto (sospeso almeno un paio di volte) che alla fine ha decretato il successo di Antonini. A votare sono stati 9 consiglieri, dopo le dimissioni dal cda di Giorgio Raggi per la Coop Centro Italia (rassegnate lunedì scorso) e dei 4 membri del Monte dei Paschi di Siena (ieri pomeriggio), in pratica i rappresentanti dei soci di minoranza. Fuori dal palazzo un gruppetto di spoletini attendeva con ansia, e in religioso silenzio, l’esito della votazione, come quando ricoverano il Papa al Gemelli (salvo poi scommettere magari al totonero sulla sua morte).

Bankitalia ha nel frattempo inviato un fax convocando l’intero cda per martedì prossimo. Gli ispettori di Mario Draghi, come si ricorderà, avevano “valutato sfavorevolmente le strategie di politica aziendale adottate con la conseguente richiesta di dimissioni del presidente”, come si legge sul sito dell’onorevole Luciano Rossi (Pdl). Dimissioni che sarebbero dovute arrivare entro il prossimo 16 febbraio ma che, alla luce dei fatti, sono state respinte con largo anticipo dal cda Bps. Non resta quindi che aspettare le prossime ore per capire quale posizione assumerà l’Authority.

La parola però non passa solo a Palazzo Koch. Bisognerà infatti attendere anche le prossime mosse dei soci di minoranza (Mps e Coop in primis) che, dopo aver ritirato i rispettivi rappresentanti, difficilmente resteranno con le mani in mano. Anche se è molto probabile che nulla si muoverà, almeno fino a quando non saranno resi noti gli eventuali provvedimenti di Bankitalia. L’attenzione di tutti ora è sulla direzione generale che, come annunciato da Tuttoggi.info, potrebbe a breve subire un cambio al vertice. Provvedimenti che secondo alcuni sarebbero stati già presi (ma non concordati con il Mps?) nei confronti del d.g. Alfredo Pallini. C’è chi parla addirittura di una sospensione dall’incarico, anche se la notizia non trova al momento conferme ufficiali.

L’interpellanza parlamentare presentata lo scorso 1 febbraio al ministro Tremonti da 25 deputati del Pdl (primo firmatario l’on. Luciano Rossi) punta il dito proprio sull’Ufficio di vigilanza della Banca d’Italia diretto da Ario Casaccino e su alcuni presunti comportamenti tenuti da Pallini. In pratica i 25 chiedono come mai la richiesta di dimissioni sia stata inoltrata solo al presidente Antonini e non anche a Pallini che “sovrintende l’organizzazione dell’impresa” come si legge nel documento. Non solo. Dopo aver segnalato che la Bps sarebbe stata oggetto di “un presunto e poco trasparente tentativo di scalata da parte “di una cordata di imprenditori italiani con l’appoggio della Coop Centro Italia e Coop Tirreno con la collaborazione del Mps”, i deputati hanno denunciato che il d.g. “starebbe organizzando riunioni di carattere politico con esponenti locali e nazionali del Pd, coinvolgendo anche personalità ecclesistiche molto influenti della Regione dell’Umbria”. Una ipotesi di accusa pesantissima anche se l’interpellanza non svela nessun nome degli esponenti del piddì, nè delle autorità ecclesiastiche. Impossibile parlare con il dottor Pallini (ogni tentativo di TO® è andato a vuoto, come pure quelli con Antonini) anche se fonti a lui vicine sostengono che avrebbe già sottoposto l’intera vicenda al vaglio dei suoi legali. “Il documento di questi parlamentari mi pare che si commenti da sè; sono accuse generiche, non c’è un solo riferimento concreto” dice un dirigente della banca vicino al d.g., a dimostrazione che anche nella struttura tecnica la tensione è fortissima.

A firmare l’interpellanza, che ha fatto saltare sulla sedia più di una persona, compresi i reggenti delle istituzioni locali e regionali, rimasti finora in silenzio, sono stati gli onorevoli Sebastiano Aracu, Filippo Ascierto, Viviana Beccalossi, Maurizio Bernardo, Remigio Ceroni, Carlo Ciccioli, Maurizio Del Tenno, Giuseppe Fallica, Gregorio Fontana, Tommaso Foti, Vincenzo Garofalo, Antonio Salvatore Germanà, Agostino Ghiglia, Vincenzo Gibiono, Pietro Laffranco, Giulio Marini, Giancarlo Mazzuca, Antonino Minardo, Carlo Nola, Sergio Pizzolante, Marco Pugliese, Gerardo Soglia, Roberto Speciale e Maria Elena Stasi.

Resta in silenzio il centrosinistra a cominciare dal piddì. Almeno ufficialmente. Anche se pare che all'interno del partito di Bersani ci siano due correnti di pensiero sulla vicenda: quella che fa capo ai margheritini che non sarebbe propensa ad una rimozione di Antonini (forse per frenare la scalata delle coop “rosse”), e quella diessina che avrebbe preferito un voto diverso da quello uscito oggi da palazzo Pianciani.

Il titolo della Bps, a dispetto delle turbolenze interne alla struttura registrate dall’avvio della settimana, ha chiuso ieri alla Borsa di Milano con un leggero rialzo a 3,220 € (lunedì era a 3,16€). Le prossime due settimane saranno quelle decisive per capire se e quali ripercussioni ci saranno alla decisione presa oggi dal cda.

La partita non sembra del tutto finita, ma è evidente che il primo round è tutto per il presidente Giovannino Antonini.

© Riproduzione riservata

Articoli precedenti

TERREMOTO BANKITALIA SU BPS, MONTE DEI PASCHI ABBANDONA CDA

TERREMOTO BANKITALIA SU POPOLARE SPOLETO, CHIESTE DIMISSIONI PRESIDENTE ANTONINI. PDL INTERROGA TREMONTI

BANCA POPOLARE SPOLETO, TENSIONE AL VERTICE. SINDACATI PREOCCUPATI

BANCA POPOLARE SPOLETO, CLAMOROSO RAGGI (COOP) ESCE DAL CdA


Condividi su:


ACCEDI ALLA COMMUNITY
Leggi le Notizie senza pubblicità
ABBONATI
Scopri le Opportunità riservate alla Community

L'associazione culturale TuttOggi è stata premiata con un importo di 25.000 euro dal Fondo a Supporto del Giornalismo Europeo - COVID-19, durante la crisi pandemica, a sostegno della realizzazione del progetto TO_3COMM

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!


    trueCliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

    "Innovare
    è inventare il domani
    con quello che abbiamo oggi"

    Grazie per il tuo interesse.
    A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!