Ponterio, passa la variante delle polemiche - Tuttoggi

Ponterio, passa la variante delle polemiche

Redazione

Ponterio, passa la variante delle polemiche

Il consiglio comunale di Todi dà l’ok al parco commerciale, ma senza Lega e Casapound
Gio, 21/12/2017 - 18:26

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La variante di Ponterio si farà. Il consiglio comunale, al termine di una seduta convulsa e polemica, ha dato ieri – 20 dicembre – il via libera allo strumento urbanistico che prevede la possibilità di realizzare un parco commerciale per una superficie prossima a 5.000 metri quadrati nell’area accanto a quella che attualmente ospita l’ipermercato Emi.

L’ok – con i voti favorevoli di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Todi per la famiglia e l’astensione della Lega Nord (assente Casapound) – è arrivato al termine di una seduta durante la quale le opposizioni (Pd, poi astenuti in sede di votazione finale, Socialisti e Movimento civico) avevano chiesto il rinvio dell’atto per un ulteriore approfondimento anche in funzione di quanto era già avvenuto lunedì nella seduta della seconda commissione consiliare. Dove la proposta di rinvio, avanzata dal Partito democratico, aveva trovato sponda proprio nella Lega e in Casapound.

Un risiko tutto politico che poi sembrava aver trovato la quadra nel primo pomeriggio di mercoledì quando il centrodestra aveva diramato un comunicato stampa unitario, difendendo la bontà del progetto e il valore dell’investimento, soprattutto a fronte delle modifiche previste dalla variante “contesa”. Ricostruendo la storia della proposta di un parco commerciale a Ponterio – l’idea nasce nel 2013, sotto l’amministrazione Rossini, ma non è mai stata sottoposta all’esame del consiglio comunale, ed aveva suscitato le perplessità di buona parte del centrodestra – la maggioranza aveva stigmatizzato la «programmazione del Pd» in base alla quale in quell’area sarebbero potuti sorgere «circa 60 negozi», rivendicando piuttosto la volontà di «investire sul futuro di quella zona con un progetto serio, avanzato e di grande prospettiva. E così, si è lavorato su una diversa destinazione urbanistica della zona – è scritto nel documento firmato da tutto il centrodestra – che dia la possibilità di operare per il bene della città. Un’ipotesi che aprirà la strada alla possibilità di realizzare una area verde e una pista ciclabile. Che potrà dare spazio alla possibilità di accorpare il prossimo intervento edilizio in un unico corpo di fabbrica, evitando cementificazioni del territorio inutili e dannose. Soprattutto, che ci darà la possibilità, unendo le volumetrie, di operare affinché ci siano solo tre o quattro grandi spazi commerciali e non l’intervento frazionato e massiccio che avevamo davanti».

Su queste basi, sembrava che – al netto delle polemiche innescate da Pd e Movimento civico – la votazione sarebbe scivolata via senza problemi. Così però non è stato: la Lega si è sfilata, astenendosi, mentre Casapound ha disertato il consiglio comunale. La maggioranza ha avuto lo stesso i numeri per approvare l’atto, ma i distinguo restano sotto gli occhi di tutti. Soprattutto, sotto quelli del Pd che, il giorno dopo, non fatica ad infilare il coltello nella piaga, parlando di «maggioranza risicata». Distinguo che, sembra, subito dopo il Natale saranno oggetto di riflessione tra i partiti di maggioranza e la stessa giunta, per capire quali e quante fratture siano destinate a minare la convivenza del centrodestra tuderte. Ma anche per analizzare se lo “sgarbo” consumato sulla variante di Ponterio sia conseguenza di qualche pretesa, come ad esempio la presidenza di un ente tra Veralli-Cortesi ed Etab che la Lega rivendica, o lo scotto di uno “strappo” politico su alcune linee non condivise, come la questione rifiuti e incenerimento che divide il Carroccio da Forza Italia.

Il giorno dopo il consiglio delle polemiche esce allo scoperto anche la Confcommercio locale con una nota che boccia la decisione dell’amministrazione tuderte. «Le scelte dell’amministrazione comunale sono inaccettabili rispetto alle esigenze del territorio – dice Nunzia Frustagatti, presidente dei commercianti tuderti – La nostra posizione non è corporativa. Confcommercio infatti rappresenta tutte le imprese del commercio, da quelle micro a quelle della grande distribuzione organizzata, e dal proprio osservatorio privilegiato e dal confronto con gli operatori del settore trae le opportune conseguenze, ovvero che in una città come Todi, in questa fase storica, sociale ed economica, si sente la necessità di tutto fuorché di nuovo commercio. Piuttosto – conclude – ci piacerebbe poter parlare di capitale umano, innovazione, nuovi trend di consumo: tutte cose che con il mattone, le varianti urbanistiche e le volumetrie hanno poco a che fare, visto che il mondo della distribuzione sta andando sempre più verso formule soft e sempre meno verso nuove strutture. Troppo spesso, invece, assistiamo ad un utilizzo del commercio e delle sue strutture come un modo buono per far fare cassa a molti».

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