Polveri sottili, a Terni ora limitazioni anche per i camini

Polveri sottili, a Terni ora limitazioni anche per i camini

Due nuove ordinanze antismog, in vigore dal 22 gennaio, su traffico e impianti domestici a biomassa | Incentivi per le auto a gpl o metano

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Il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha firmato due nuove ordinanze che tendono a limitare le emissioni in atmosfera del Pm10, vista la criticità dei valori delle polveri fini nell’aria che si ripetono in questo periodo. Le nuove disposizioni, che entreranno in vigore da lunedì 22 gennaio, riguardano il traffico e l’utilizzo degli impianti di riscaldamento domestico alimentati a biomassa, come i camini.

Per quello che riguarda il traffico, la nuova ordinanza sostituisce quella in vigore già dal 1° novembre, ma la riprende sostanzialmente, con l’individuazione sia della zona di Salvaguardia Ambientale che della zona Zero. La novità riguarda l’estensione del divieto di circolazione nella Zona di Salvaguardia Ambientale ai veicoli Euro 3, sempre nei giorni di lunedì e martedì, nelle fasce orarie 8.30-12.30 e 15.30-19.30.

Per la zona Zero viene riproposta la possibilità di circolare esclusivamente ai veicoli Euro 5 e 6 (motoveicoli e ciclomotori esclusi). Permangono le deroghe dalle limitazioni già stabilite in precedenza, tra cui quella per le vetture che trasportano almeno 3 persone e per tutti i veicoli a metano, Gpl, bifuel, ibridi ed elettrici. Riguardo la possibilità di libera circolazione per i mezzi alimentati a metano e Gpl,  l’Amministrazione Comunale aderisce all’Iniziativa Carburanti basso impatto (ICBI), finanziata ad oggi dal ministero dell’Ambiente con oltre 800.000 euro, tramite la quale è possibile ottenere incentivi da 500 a 1.000 euro per l’installazione di impianti Gpl o metano su veicoli, sia ad uso privato che commerciale, di categoria euro 3, 4 e 5. Gli incentivi sono erogati direttamente dalle officine che hanno aderito all’iniziativa.

La novità principale riguarda l’altro provvedimento, che sempre nei giorni di lunedì e martedì (salvo i festivi), vieta per il riscaldamento domestico l’uso di camini aperti o chiusi, stufe e caldaie alimentati a legna, pellet o cippato che non rispettano determinate prestazioni minime in termini di emissioni, fatta eccezione dei casi in cui questi impianti costituiscano l’unica fonte di riscaldamento presente nell’unità abitativa.

Le prestazioni minime prese a riferimento sono quelle della cosiddetta Classe 2 Stelle, la più bassa della scala di qualità recentemente introdotta a livello nazionale con il decreto ministeriale n. 186/2017, già da anni utilizzata nelle regioni del Nord Italia e dai produttori di stufe e caldaie.

Il provvedimento in sostanza comporta che i caminetti aperti di vecchia costruzione dovranno rimanere spenti, mentre per chi, anche in tempi recenti, ha installato stufe a legna o pellet, dovrà controllare se l’apparecchio è stato certificato a 2 o più Stelle o comunque se i valori di emissione dichiarati dal fabbricante ne permettono l’uso.

Il divieto si applicherà nelle zone del territorio comunale poste al di sotto di 300 m di quota, analogamente al divieto di abbruciamento dei residui vegetali già vigente. Per capire il motivo alla base di questo provvedimento si richiama da un alto lo studio francese secondo cui un caminetto a legna acceso per mezza giornata emette tanto PM10 quanto quello che un’auto diesel produce percorrendo 3.500 km, e dall’altro quello italiano, che ha stimato che bruciando 1 kg di legna in un caminetto si producono 8 g di PM10, mentre in una stufa a pellet 1 g, quantità molto importanti specie se paragonate ai 0,006 g prodotti bruciando 1 m3 di metano.

Si ricorda ovviamente l’importanza di non bruciare rifiuti nei camini e nelle stufe domestiche, comportamento, oltre che punito dalla legge, estremamente dannoso, dal momento che produce sostanze, come le diossine, con effetti negativi sulla salute in primis di chi compie l’atto di bruciare.

L’Amministrazione con questi nuovi provvedimenti ha deciso di seguire le indicazioni già contenute nel Piano Regionale della Qualità dell’Aria, ma anche di sperimentare nel  territorio ternano quelle che sono misure già da tempo in vigore in altre parti d’Italia e d’Europa con analoghi problemi di qualità dell’aria.

La situazione dei superamenti giornalieri del limite del Pm10, dopo il picco di 69 del 2015, – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Emilio Giacchetti nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina – è andata leggermente migliorando nel 2016, con 59 superamenti, e nell’ultimo anno, chiuso a quota 48, ma il rispetto delle 35 giornate nell’arco dell’anno è ancora lontano. Ed il fatto che nei primi 10 giorni del nuovo anno sono già 7 i superamenti registrati, sia nella centralina di Borgo Rivo che in quella de Le Grazie, è un segnale che ulteriori interventi non sono più procrastinabili. Il problema delle polveri sottili ha un impatto negativo sulla salute ormai noto, ma purtroppo va ricordato anche che il mancato rispetto dei valori limite nella Conca Ternana è già oggetto di una procedura di infrazione presso la Commissione Europea, che potrebbe avere pesanti ripercussioni in termini economici per la città. Senza voler sminuire le responsabilità, pur presenti della grande industria e dell’incenerimento, i dati dell’Arpa dicono in maniera inequivolcabile che le principali fondi di inquinamento per le polveri sottili sono il riscaldamento domestico e il traffico veicolare e quindi occorre agire anche su queste”.

“Si sottolinea che le nuove misure – ha detto il sindaco Leopoldo Di Girolamo – anticipano alcuni degli interventi che gli uffici tecnici e la Giunta hanno inserito nel Programma ambientale strategico approvato a novembre scorso che attende l’esame del Consiglio Comunale per il via libera definitivo, e che quindi presto saranno affiancate da ulteriori interventi. Consci che il sacrificio che si chiede a ternani non è di poco conto, si vuole comunque sottolineare  che il miglioramento del nostro ambiente parte anche dalle piccole scelte e dalle azioni che ogni cittadino compie quotidianamente”.

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