Pm10 oltre limiti di legge ma è colpa...dell'Etna - Tuttoggi

Pm10 oltre limiti di legge ma è colpa…dell’Etna

Davide Baccarini

Pm10 oltre limiti di legge ma è colpa…dell’Etna

Lun, 29/03/2021 - 15:30

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Pm10 oltre limiti di legge ma è colpa…dell’Etna

Arpa Umbria rivela che i valori alti di particolato raggiunti a febbraio sono dipesi dalle ceneri del vulcano siciliano, arrivate fino in Umbria

Le ceneri dell’Etna sono arrivate fino in Umbria. Nella nostra regione i dati delle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria di Gubbio – dove è ancora caldo il dibattito sul Css – hanno infatti registrato, tra mercoledì 24 e sabato 27 febbraio, alti valori di PM10 e PM2.5 con casi di superamento del limite di legge per quanto riguarda il primo. “Una condizione – dice Arpa Umbriache normalmente accompagna eventi di intrusione di particolato su lunga distanza“.

Si può ipotizzare, infatti, che “tale fenomeno possa essere legato alla ripresa fragorosa dall’attività dell’Etna“, che sta caratterizzando questo periodo. Nel corso della settimana in esame, infatti, sul vulcano sono stati registrati ben tre esplosioni di straordinaria entità (il 22-23 febbraio, il 24 e 28 febbraio) con colonne eruttive che hanno raggiunto altezze sino a oltre 10 km s.l.m., e che, in funzione della direzione dei venti in quota, hanno provocato la diffusione delle ceneri e dei gas in atmosfera.

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In effetti, dall’analisi delle traiettorie elaborate dal modello di trasporto e dispersione di particelle Hysplit della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) è possibile osservare uno spostamento delle masse d’aria in quota, che dall’Etna hanno raggiunto – nelle giornate tra il 24 e il 26 febbraio – diverse regioni italiane, compresa l’Umbria. “È inoltre ragionevole supporre che le masse d’aria con il loro particolato si siano poi diffuse anche nei territori limitrofi” aggiunge Arpa.

La qualità dell’aria della città di Gubbio viene costantemente monitorata da una rete di cinque centraline, in grado di rilevare i principali parametri d’inquinamento e fornire un adeguato quadro conoscitivo dell’intera area. Alla centralina installata nel 2008, che fa parte della Rete regionale di monitoraggio, ne sono state infatti aggiunte nel 2009 altre 4, collocate nei pressi dei cementifici Colacem e Barbetti.

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Entrambi gli stabilimenti sono tuttora al centro della polemica sul Css, con gli ambientalisti sul piede di guerra. Intanto la stessa Arpa Umbria ha fatto sapere di recente che il progetto di Colacem (primo ad essere stato presentato) non determina potenziali impatti ambientali “significativi e negativi” e quindi, per l’Agenzia, non sarebbe nemmeno necessaria nemmeno la Via (Valutazione Impatto Ambientale).

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