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Perugina, destra e sinistra insieme per salvare stabilimento Nestlè

Redazione

Perugina, destra e sinistra insieme per salvare stabilimento Nestlè

Ricci, "rilanciare il Bacio per valorizzare tutti i prodotti" | Cardinali interroga il Mise | Intervento di M5S
Gio, 17/09/2015 - 12:51

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Centro-destra e centro-sinistra si schierano al fianco dei lavoratori della Perugina, per cercare di risolvere il problema del calo di produzione dello stabilimento di San Sisto e, insieme, per il rilancio dell’azienda. Unica parola d’ordine: evitare i 210 esuberi.

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Da una parte, Claudio Ricci (portavoce Cd e Civiche) nell’Assemblea legislativa dell’Umbria, interviene sulla vicenda  Perugina- Nestlé di San Sisto, dicendosi concorde con le sigle sindacali sulla necessità di “definire e attuare, in tempi brevi, un piano industriale per rilanciare e rimodulare i prodotti, ammodernare le linee produttive e pianificare una campagna di promozione e marketing, sviluppando le reti commerciali dei prodotti Perugina nel mondo.
Occorre sottolineare – prosegue Claudio Ricci – che bisogna investire molto nel ‘Bacio Perugina’ in quanto rappresenta la ‘Ferrari’ della filiera dei prodotti. Infatti – spiega – anche il gruppo Fiat Chrysler FCA sta puntando sul rilancio del marchio Ferrari che, pur facendo fatturati limitati, trascina le vendite di tutti gli altri prodotti. Per il Bacio Perugina è la stessa cosa: il suo rilancio mondiale, (magari anche aggiungendo – solo a titolo di esercizio teorico – una nuova versione con cartiglio esterno d’oro: il ‘bacio d’oro’) trascinerebbe tutti i prodotti del gruppo che sviluppano fatturato , promuovendo l’immagine territoriale dell’Umbria e dell’Italia nel mondo”.
Ricci assicura infine che insieme ai consiglieri del gruppo centro destra e liste civiche: Valerio Mancini e Emanuele Fiorini-Lega Nord, Raffaele Nevi-FI, Marco SquartaFDI e Sergio De Vincenzi-RP lavorerà affinché in seconda commissione “si continui,come programmato, l’opera di monitoraggio e approfondimento tecnico al fine di definire un documento unitario con tutti i gruppi, da far approvare, in tempi brevi, in Assemblea Legislativa dell’Umbria”.

Dal centro-sinistra, interviene la senatrice del PD Valeria Cardinali. Nell’incontro tenutosi la scorsa settimana con il coordinatore della rsu della Perugina Luca Turcheria, il segretario Generale della Camera del Lavoro Filippo Ciavaglia e l’on. Guglielmo Epifani, i parlamentari Giulietti e Cardinali si erano presi l’impegno di sollecitare il governo ad attivare tutte le azioni possibili a sostegno dello stabilimento Perugina di San Sisto coinvolgendo nella richiesta i colleghi umbri del PD.
A seguito del confronto, in Senato approda l’interrogazione indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico a prima firma della Sen. Valeria Cardinali (PD) e sottoscritta dai colleghi umbri Nadia Ginetti (PD) e Gianluca Rossi (PD).  “Dopo una prima interrogazione congiunta presentata lo scorso gennaio in entrambe le Camere e alla luce dei dati sulla produzione dello stabilimento a Perugina di San Sisto sempre più allarmanti, chiediamo al governo quali misure intenda adottare con Nestlè al fine di conoscere le scelte aziendali che riguardano la Perugina e più in generale capire se la multinazionale ritiene che l’Italia sia un paese strategico per continuare ad investire, considerato che anche in altre realtà si registrano cali nella produzione negli stessi settori. Invitiamo il Ministro ad attivarsi con gli strumenti possibili, affinché le scelte aziendali siano indirizzate a tutelare la qualità delle produzioni, dando prospettive di crescita e garanzie ai lavoratori che al 31 agosto 2016 vedranno scadere i contratti di solidarietà stipulati a seguito dell’accordo del 2014 tra Nestlè e RSU aziendale.”
Occorre – sottolinea la Senatrice –  mettere in campo innovazione, ricerca e sviluppo per permettere non solo di consolidare la presenza dei prodotti già esistenti, ma anche di prevedere nuove produzioni nello stabilimento di Perugia, sviluppando una strategia aziendale che interessi i settori meno legati alla stagionalità. In una battuta sicuramente troppo riduttiva: il Bacio da solo non basta a garantire il futuro dello stabilimento. Spesso parliamo della storia della Perugina, importante non solo per chi ci lavora, ma anche per tutta la città e per l’Umbria, oggi però diventano improrogabili un’analisi lucida e puntuale della situazione attuale e un impegno reale indispensabile per dare un futuro a questa azienda.”
“L’azione congiunta di Istituzioni, Partiti, Sindacati e Lavoratori rappresenta un fatto significativo e determinante per un’efficace azione ed interlocuzione con l’azienda. L’interrogazione – conclude la Senatrice – è stata indirizzata alla commissione competente del Senato insieme alla richiesta di audizione di rappresentanti della Nestlè e chiederemo che venga calendarizzata nel più breve tempo possibile”.

Nel pomeriggio arriva anche la nota stampa del M5S. “Il Governo si era impegnato ad “attenzionare” lo stabilimento della Perugina di San Sisto avviando un confronto con la proprietà della Nestlè. Non abbiamo ricevuto una risposta chiara e netta. E anche del tavolo di confronto che avrebbe dovuto attivare il Governo a tutt’oggi non c’è traccia poiché il Governo sta ancora “acquisendo ogni elemento utile di conoscenza“e la nostra domanda di conoscere se sapesse quali sono le reali intenzione della multinazionale svizzera in merito alla sorte dello stabilimento perugino è caduto nel vuoto.” affermano i deputati Ciprini e Gallinella del M5S.

“Negli ultimi tempi si assiste a un calo dei volumi produttivi costante. Nel 2014 sono stati attivati i contratti di solidarietà per evitare i licenziamenti, abbassare il costo del lavoro e rendere la perugina più competitiva. Ma a fronte dei sacrifici dei dipendenti la Nestlè Italia rimane in una posizione di attesa, invece che puntare sullo sviluppo e il rilancio dei prodotti.

All’interno della fabbrica gli indizi di smantellamento sono abbastanza chiari: stanno dismettendo il reparto caramelle. La macchina che serviva a produrre la caramella “Cinzia” è stata trasformata in fioriera. E’ evidente che manca da parte della multinazionale una politica produttiva e commerciale di rilancio dello stabilimento di San Sisto.

Alcune linee di produzione non sono più utilizzate, meno personale impiegato nelle lavorazioni e attività della mensa aziendale ridotta.

Il rischio è che la Nestle voglia ridurre lo stabilimento di Perugia a un piccolo polo dove si producono solo i baci.

Grazie a una nostra interpellanza il governo si era impegnato a aprire un tavolo sul caso perugina. Ma ad oggi ancora non è stato avviato e il Governo sta a guardare.

Occorre sapere se c’è un piano industriale serio che abbia come obiettivi prioritari il potenziamento produttivo dello stabilimento perugino e la salvaguardia dei livelli occupazionali ma il Governo nulla ci ha detto in merito”.

Lo afferma la deputata umbra Tiziana Ciprini.

“Se non verrà attivata nessuna seria iniziativa da parte del Governo, il M5S è deciso a chiedere un incontro urgente alla dirigenza della Perugina, istituzioni regionali e organizzazioni sindacali per spingere ed indirizzare l’azienda ad attuare una nuova strategia di investimenti affinchè lo stabilimento di San Sisto rimanga strategico anche per la multinazionale svizzera e per dare prospettiva e tutela ai lavoratori ”– chiudono i deputati Ciprini e Gallinella.

(modificato h 15,58 )

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