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Perugia, espulso 6 volte, ora viene arrestato per tentato omicidio

Redazione

Perugia, espulso 6 volte, ora viene arrestato per tentato omicidio

Un tunisino del 79 insieme a due complici ha pestato un connazionale riducendolo in fin di vita / L'operazione della Squadra Mobile
Sab, 25/10/2014 - 13:12

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Sembrano non finire i guai a Perugia per E.M.M, tunisino del 1979, scovato nel pomeriggio di giovedì scorso dalla Polizia in un appartamento dell’Elce, dove si nascondeva. Gli uomini della Squadra Mobile – Sezione “Criminalità Diffusa”, diretti da Marco Chiacchiera e coordinati da Piero Corona, due giorni or sono avevano fatto irruzione nell’abitazione occupata dal pregiudicato e, accertata la sua posizione di irregolarità sul territorio nazionale, ma soprattutto la violazione dell’art. 13 comma 13° del Dlgs. 286 del 1998, ovvero il suo rientro in Italia dopo essere stato espulso (6 volte nel suo caso), lo avevano tratto in arresto in flagranza di reato.

Portato davanti al giudice, ieri mattina, dopo la convalida dell’arresto, il tunisino è stato scarcerato per la successiva espulsione (la settima), ma a questo punto per lui si sono riaperte le porte delle celle, questa volta non della Questura ma del carcere di Capanne. El Maaroufi è stato infatti riaccompagnato presso gli Uffici della Squadra Mobile, dove è stato sottoposto a Fermo di Indiziato di Delitto per la rapina ed il tentato omicidio ai danni di uno suo connazionale, trovato in fin di vita all’alba dello scorso mercoledì in Via Gallenga.

Nella circostanza un tunisino, anch’egli ben noto alla Squadra Mobile per i suoi trascorsi nell’ambito della spaccio di droga, era stato notato da un passante ed immediatamente portato in ospedale: era stato pestato con estrema violenza, evidentemente con calci e pugni da tutte le parti e, per finire, sfregiato sul volto con un’arma da taglio. Attualmente, è ricoverato in prognosi riservata presso l’Ospedale Civile di Perugia. Nel corso del pestaggio, che è stato eseguito dall’odierno catturato più altri due complici da identificare, la vittima è stata anche rapinata dei propri effetti personali: il cellulare, le chiavi di casa e del denaro.

Immediate le indagini e la ricostruzione degli investigatori, che li ha condotti dritti dritti ad Elce, dove hanno potuto riscontrare che l’aggressore, barricato da giorni in casa, dalla quale era uscito solo all’alba del 22 per eseguire il “pestaggio”, in realtà non si nascondeva dalle forze dell’ordine in quanto irregolare, ma perché immaginava di essere stato scoperto. L’indagine è stata particolarmente complessa perché non vi sono immagini che abbiano ripreso l’aggressione, né è stato facile escutere la vittima, adesso fuori pericolo di vita ma quasi impossibilitato a comunicare date le sue gravi condizioni di salute: indispensabile è stata, invece, la profonda conoscenza che gli uomini della Squadra Mobile hanno sul mondo dei maghrebini a Perugia.

Sul motivo dell’aggressione sono in corso approfondimenti investigativi, ma ciò che è certo, senza entrare nel merito, è che si sia trattato di un regolamento di conti per questioni di droga e relativi debiti. Il tunisino fermato è attualmente a Capanne a disposizione del PM di turno, Sost. Proc. Dott.ssa Pucci. I suoi precedenti, sono gli stessi divulgati nel precedente comunicato, sono diversi e riguardano lo spaccio di droga ma soprattutto i continui reingressi illegali che il tunisino ha effettuato in Italia dopo un numero impressionante (6) di espulsioni a lui notificate dai Questori di Perugia, Agrigento, Terni e Bari.

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