Perugia, finalmente, riavrà un proprio forno crematorio. A dirlo è l’Amministra quando, nei giorni scorsi, ha affidato l’appalto ‘integrato e complesso’ in via definitiva alle Officine meccaniche Ciroldi Spa, un’azienda con sede a Modena e che, per la cifra di 539 mila euro dovrà progettare e realizzare il nuovo impianto crematorio al cimitero monumentale di Perugia.
Il vecchio forno. “Il forno crematorio di Perugia ha subito un guasto e dal 28 gennaio non effettuiamo più il servizio”, come aveva denunciato Tuttoggi.info. Questi i fatti che riguardano l’unica struttura per la cremazione dell’Umbria, una regione in cui la cultura della cremazione sta rapidamente prendendo piede. Un disservizio, questo, che si traduce in tempi più lunghi, ma anche in spese più sostanziose poiché per cremare una salma bisogna rivolgersi alle vicine strutture di Siena, Arezzo, Viterbo, Firenze.
In Umbria niente cremazioni “Andate in Toscana o nel Lazio”
“Un forno crematorio moderno e di ultima generazione” spiegano da palazzo dei Priori, come aveva promesso già lo scorso marzo l’assessore Diego Dramane Wagué dopo la rottura di quello storico. Molti i disaggi per i familiari dei deceduti che, oltre al dolore per la persona scomparsa, si sono dovuti anche sobborcare costi superiori di quelli che avrebbero sostenuto se avessero potuto usufruire del forno crematorio di Perugia. Il tariffario dei servizi del Comune di Perugia per l’anno 2015, confermato anche per il 2016, specifica un costo per la cremazione di 221,00 euro.
L’alternativa, vista l’impossibilità di utilizzare la struttura di Perugia, è quella di rivolgersi ad uno degli altri forni che si trovano nei dintorni. Usufruendo dei servizi del forno crematorio di Siena, ad esempio, la tariffa per i non residenti è di 470 euro a salma. Viterbo ed Arezzo si fermano a 430 euro, cifra a cui però bisogna aggiungere l’iva al 22%. Firenze si scopre essere la più cara, con una cremazione al prezzo di 620 euro, iva inclusa. A questi costi bisogna aggiungere quelli del trasporto della salma in località diverse da quelle di residenza, effettuato dalle agenzie di pompe funebri, oltre alle spese da sostenere per il viaggio. Costi gonfiati e non solo, perché a Siena i non residenti devono attendere tempi più lunghi, all’incirca 10/15 giorni.
Dopo la denuncia del guasto ormai più di nove mesi fa, il consigliere di opposizione Nilo Arcudi ha presentato una interrogazione a sindaco e giunta per cercare una soluzione al problema e a cui l’assessore Waguè aveva risposto “Presto una gara per una nuova struttura”.