Personale, in Comune è stato di agitazione

Personale, in Comune è stato di agitazione

Urp e Cantiere comunale, le ragioni della protesta della Rsu | Chiesto un incontro politico


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Aperto lo stato di agitazione del personale del Comune di Perugia negli Urp e nel Cantiere comunale. La decisione dei lavoratori e dei sindacati è stata presa dopo il fallimento in Prefettura del secondo tentativo di conciliazione tra le parti.

La Rsu, che ha indetto lo stato di agitazione, lamenta infatti una situazione insostenibile, in particolare per la carenza cronica di personale, alla quale si aggiunge una cattiva organizzazione del lavoro. Più nel dettaglio – come si legge nella comunicazione di indizione dello stato di agitazione, inviata alla Prefettura – la Rsu denuncia, per il personale del Cantiere Comunale: un’applicazione difforme rispetto alla normativa dell’istituto della reperibilità per calamità naturali ed eventi climatici particolari; l’utilizzo di mezzi inadeguati e/o fatiscenti che pregiudicano l’efficienza del Servizio, e che sono sempre in riparazione; un sistematico demansionamento del personale del cantiere, con continuo spostamento ad altri compiti.

Per quanto riguarda invece gli Urp, la Rsu denuncia: un’organizzazione del servizio e delle sedi territoriali approssimativa e una carenza di organico che comporta da parte del dirigente la negazione delle ferie; problematiche legate all’impiego distorto di personale con delega di funzioni di ufficiale di anagrafe e stato civile; mancata distribuzione dell’incentivo economico per il personale che ha svolto pratiche inerenti bonus gas e luce; il peso dell’attività SGAte (sistema di gestione delle agevolazioni sulla tariffa energetica) che sarebbe facoltativa per il comune, ma della quale, nonostante la cronica carenza di personale, l’amministrazione ha deciso di farsi carico senza implementare il personale.

La Rsu, in sede di conciliazione, ha chiesto la convocazione di un incontro politico, alla presenza delle organizzazioni sindacali, per evitare di arrivare ad azioni di mobilitazione che in caso di mancata apertura da parte dell’amministrazione si renderebbero inevitabili.

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