Pensieri scritti, chitarra e produzioni, la vita in musica di Fioriti "E ora nuovi singoli" - Tuttoggi

Pensieri scritti, chitarra e produzioni, la vita in musica di Fioriti “E ora nuovi singoli”

Davide Baccarini

Pensieri scritti, chitarra e produzioni, la vita in musica di Fioriti “E ora nuovi singoli”

Dom, 06/06/2021 - 12:01

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Il 24enne cantautore di Gualdo Tadino si racconta, dal primo singolo dopo la "rinascita" al grande progetto per la Polonia "Dopo un brutto periodo sono ripartito da zero e l'ho fatto sempre con la musica"

Scrive canzoni da quando aveva 7 anni ed è salito sul palco già all’età di 13 con la sua inseparabile amica, la chitarra. Lui è Matteo Fioriti, 24enne cantautore e produttore musicale “made in Gualdo Tadino”.

Dal “vecchio” ‘Jm’ a Fioriti

L’esordio nel mondo della musica avviene tanti anni fa con lo pseudonimo “Jm” – con cui pubblica un disco e un Ep – collezionando oltre 200 date in tutta Italia, ma oggi, a pochi mesi dall’uscita del suo nuovo singolo “Check”, si fa chiamare semplicemente Fioriti: “Il nome completo ‘Matteo Fioriti’ non mi suonava benissimo – spiega – mentre solo il cognome era un qualcosa di più astratto e lo trovavo più incisivo soprattutto. “Fioriti” dà una sensazione e un’immagine piacevole. Una questione d’impatto quindi”.

La folgorazione per la musica

A soli 10 anni rimane impressionato dal film ‘Tenacious D e il destino del Rock’ – “dopo averlo visto mi sono convinto di iniziare a suonare la chitarra” – e scrive brani suoi, “perché avevo questa sorta di impulso e istinto”. Ma è stato proprio il suo primo live ad aver scatenato in lui la convinzione di voler far musica nella vita: “E’ stata una sensazione meravigliosa, una condivisione così profonda delle proprie emozioni. Perché poi una canzone è appunto l’espressione di quello che una persona prova. Ricordo quell’alchimia creatasi con gli spettatori che mi ha fatto dire ‘voglio vivere la mia vita sulla cresta di queste sensazioni’, perché sono indescrivibili ed eterne in un certo senso”.

Fioriti secondo Fioriti

Quello che voglio essere – spiega il cantautore gualdese “presentandosi” – non è un qualcosa di prestabilito, o che ho scelto di essere. Fioriti in fondo sono io. A chi ascolta i miei brani vorrei far percepire onestà e trasparenza. Non voglio parlare solo di determinate cose o rappresentare un determinato genere musicale. Diciamo che esiste Fioriti ma esiste anche Matteo, che ha una vita, gli succedono cose e, a volte, scrive di queste proprio nei suoi brani. Quindi Fioriti è un cantante che vorrei fosse definito perlomeno ‘onesto’ per quello che dice e non qualcosa di costruito. Questa è la base”.

Ho sempre ascoltato tantissima musica d’oltreoceano e internazionale. L’approccio all’italiano è invece avvenuto per una questione di messaggio, in modo spontaneo, ma non perché ho ascoltato un determinato artista. La mia unicità potrebbe forse essere proprio nella fusione tra queste mie influenze d’oltreoceano e l’istinto della propria lingua.

‘Check’, i tormenti e la rinascita di Fioriti in una canzone

Ad un certo punto della vita di Matteo sono successe molte cose. La pandemia sicuramente ha influito, portandolo ad una riflessione interiore e su vari aspetti, “ho pensato di voler tornare all’essenza di tutto questo. Basta costruzioni. Io sono Fioriti e voglio che le persone mi conoscano come tale”.

Ed è proprio da questa presa di coscienza che il “nuovo” Fioriti costruirà la strada per il suo primo singolo: Negli ultimi anni avevo scritto molti brani nuovi e più maturi rispetto a quelli del passato. Per ripartire in un certo senso da zero ho pensato subito a ‘Check’, perché è un brano le cui prime righe sono nate 3 anni fa, in un momento molto difficile, quando mi hanno diagnosticato una malattia cronica intestinale autoimmune che ha cambiato profondamente la mia vita. E’ stato molto difficile conviverci e in quel momento ho iniziato a sfogarmi con la scrittura.

Buttavo giù spesso pensieri che non credevo sarebbero diventati poi una canzone. Negli anni questi hanno cominciato ad avere un filo logico, che partiva da un qualcosa di buio e finiva invece in un qualcosa di bello e lucente. E quindi ad un certo punto ho creato questo testo, togliendo i canoni di una brano normale (a partire dall’assenza di un ritornello), perché volevo sì fare una canzone ma volevo prima di tutto trasmettere veramente questo sfogo e questa necessità di condividere queste sensazioni”.

Dopo la stesura e la produzione (fatta da lui stesso come in tutti i suoi lavori) Fioriti ha creato anche varie versioni “perché volevo ricreare quel mondo che avevo in testa e dovevo trovare determinati suoni con un contorno che avesse senso. Dovevo veramente sentire quella cosa lì perché per me la musica non è solo scrivere il testo ma è la chiave di accesso per arrivare a determinate sensazioni. Alla fine sono riuscito ad arrivare a questa versione. E quindi è stato chiaro per me: se ci deve essere un nuovo principio, riparto con Check, perché è proprio la fine di un qualcosa ma allo stesso tempo un inizio di un qualcosa di ancora più bello“.

Non solo cantautorato

Ma non c’è solo il cantautorato per Fioriti. Matteo dal 2021 lavora come produttore musicale per la Tommy Zee & Co., società di Varsavia (Polonia) specializzata principalmente nell’advertising, che gli ha affidato un importante progetto commissionato dall’Istituto Nazionale della Memoria polacco: un video musicale – proiettato poi in tutte le maggiori città dello stato – per celebrare i 100 anni delle “Rivolte della Slesia”, da sempre celebrate come esempio di orgoglio nazionale.

Il video musicale di Fioriti proiettato nella piazza principale di Varsavia

Si trattava di un privato che aveva molte ambizioni per questo progetto – racconta Matteo – C’era molta pressione su tutto e il punto di riferimento, il Creative Director/Executive Producer, ero proprio io. Dovevo creare un corto di 9 minuti per celebrare questo storico momento, curando l’aspetto creativo e manageriale della colonna sonora, scegliere il team e le persone giuste. Devo ringraziare Tommy Zee, fondatore di questa compagnia, perché ha creduto e continua a credere in me. Mi aveva detto: ‘Questa è la tua prova’. E’ stato bello perché è stato un nuovo approccio alla musica più da produttore. Fortunatamente è stato un successo enorme“.

Personalmente ho bisogno sempre di nuovi stimoli – aggiunge l’artista gualdese – Scrivo e canto ok, però so di non essere solo quello perché non lo sono mai stato. Ho sempre amato la produzione e i vari aspetti della musica. Con Tommy è stato un incontro casuale su internet, avvenuto durante la pandemia. Da qui è nato un altro mondo che sto ancora esplorando ed è meraviglioso”.

Il futuro di Fioriti, altri singoli in arrivo

Nel futuro di Fioriti c’è anche un albumma – precisa – vorrei prima far uscire vari singoli: un tipo di strategia un po’ diversa, mai adottata da me ma da molti artisti, che riesce a concentrare sempre l’attenzione su un pezzo, creargli un mondo intorno con tanto di video, e quindi ogni pezzo assume un’importanza tutta sua e diventa un tassello. Poi nel momento in cui si creano magari situazioni particolarmente favorevoli far uscire il disco e completare un’altra fetta di percorso”.

A microfoni spenti Matteo ci dà infine un’anteprima: domenica 6 giugno darà il via alle riprese del video per il nuovo singolo.

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