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Pd Terni tra dissidenti e spettro dissesto | Da oggi le sedute sul bilancio

Luca Biribanti

Pd Terni tra dissidenti e spettro dissesto | Da oggi le sedute sul bilancio

Replica del sindaco Di Girolamo ai consiglieri che lo avevano duramente contestato
Lun, 27/11/2017 - 18:57

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Pd Terni tra dissidenti e spettro dissesto | Da oggi le sedute sul bilancio

Evitare il dissesto finanziario, questa la parole d’ordine per la giunta del Comune di Terni che, dopo aver incassato il rinvio dell’udienza delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti (al 24 gennaio 2018, ndr), punta ora a integrare la documentazione formalizzando la richiesta di accesso al fondo di rotazione. Iter che porterebbe la nuova documentazione a passare prima in consiglio comunale, e poi, eventualmente, al Ministero dell’Interno e, infine, di nuovo alla Corte dei Conti.

Intanto, da oggi, il consiglio comunale è tornato a riunirsi a Palazzo Spada, con sedute previste fino a giovedì, per discutere il Bilancio. In particolare, all’ordine del giorno ci sono la variazione al bilancio di previsione 2017-2019, l’approvazione della nota di aggiornamento del documento unico di programmazione (Dup) e la presentazione con l’approvazione del report periodico del controllo strategico 2017.

Proprio lo stato di salute della finanze, o meglio non salute, del Comune di Terni stanno causando non pochi imbarazzi all’interno del Pd; prima le clamorose dimissioni del capogruppo Andrea Cavicchioli, sostituito da Francesco Filipponi nell’ambito di un assemblea non proprio distesa, nella quale si è respirata aria da ‘resa dei conti’ per alcuni consiglieri che hanno anche ipotizzato l’ipotesi delle dimissioni del sindaco, ipotesi ‘gentilmente’ respinta al mittente.

I dissidenti – Nei giorni successivi, infatti, i dem Michele Pennoni, Alessandra Pantella, Gianfranco Teofrasti e Renato Bartolini hanno attaccato Leopoldo Di Girolamo tramite un comunicato stampa. Curioso che il sindaco e la sua maggioranza si trovino nella condizione di comunicare a colpi di comunicati e che in Via Mazzini non si riesca a discutere ‘a tavolino’ dei problemi interni al partito. È questo un altro sintomo che qualche filo nelle trame del Pd ternano si è spezzato e difficilmente potrà essere ricucito.

“Rimaniamo sconcertati di come il terremoto determinato dalle dimissioni per motivi politici dell’ex capogruppo del Partito Democraticoavevano affermato i consiglieri dissidentinon abbia suscitato una reazione pubblica da parte di nessuna figura del partito o dell’amministrazione. Come può lasciare indifferenti la fuga da questa fase politica da parte di chi per un anno intero si è fatto garante e ha ispirato, difeso, coordinato il consenso su un piano di riequilibrio finanziario le cui fragilità si mostravano sin dai primi istanti e che impegnava il consiglio ad un certo tipo di patto con la città?

Un abbandono  di questa portata – continuano – non può non mettere in discussione chi ha condotto operativamente questo percorso e anche gli itinerari sino a qui prospettati. Per ritrovare una motivazione che ci spinga a proseguire a riprendere qualsiasi passo e assumere qualsiasi tipo di decisione in merito agli scenari futuri, è a questo punto imperativo immediato e categorico fermarsi, fare chiarezza sulle situazioni esistenti e valutare tutte le ipotesi presenti sul tavolo, con relative e dettagliate implicazioni e conseguenze, per avere una nuova visione della nostra città”.

Risulta difficile capire come un partito con queste profonde crepe al suo interno possa portare a termine un piano di riequilibrio finanziario sul quale pendono già le bocciature  del Ministero Dell’Interno e della Corte dei Conti. Ma la giunta è sicura delle ‘carte’ giocate in sede di ricorso alle Sezioni Riunite, anche perché, se queste sono le premesse, un eventuale nuovo piano troverebbe qualche difficoltà in più nel passare in maggioranza.

Le parole dei consiglieri, del resto, sono chiare; prima fermarsi per fare chiarezza all’interno del partito, poi pensare a eventuali soluzioni per la città. Evidentemente, nello stato in cui si trova la città, pensare di aspettare che il Pd risolva i suoi conflitti interni per procedere oltre, sembra francamente inaccettabile.

La risposta di Di Girolamo – La replica del sindaco, comunque, è arrivata nel pomeriggio di oggi, risposta nella quale Di Girolamo richiama i ‘compagni’ ai valori della condivisione e della conformità. “Non ci siamo inventati nulla perché lo stesso approccio è stato seguito da tante altre amministrazioni che si trovavano ad affrontare le stesse nostre criticità, molto spesso superiori alle nostre in termini di massa passiva.
Sono i fatti sopravvenuti nel corso del 2017 successivamente all’approvazione del Piano ad aver reso più difficile la gestione e l’attuazione del Piano – scrive il sindaco in una lunga missiva indirizzata ai dissidenti – Mi riferisco in particolare ai tempi di deposito della perizia giurata di valutazione del valore delle farmacie, che peraltro ha stabilito un valore più alto rispetto a quello indicato nel Piano, e soprattutto al contenzioso amministrativo che una sigla sindacale ha intrapreso ad inizio 2017 per bloccare le procedure di vendita; mi riferisco altresì ai ritardi nella vendita degli immobili e delle aree ad Ater indipendenti per lo più dall’azione dell’Ente. Queste sono le principali criticità sollevate nella pronuncia di diniego della Corte dei Conti regionale.
Queste difficoltà non erano oggettivamente prevedibili al momento dell’approvazione del Piano e comunque l’Amministrazione ha proceduto nel corso del 2017 a realizzare quanto possibile per rendere effettive e certe alcune delle principali azioni di risanamento e già alcuni risultati si sono concretizzati”.

Dopo aver richiamato i consiglieri all’ordine, Di Girolamo ribadisce la sua volontà di andare avanti nel percorso politico intrapreso aprendo una finestra di confronto, sapendo bene che la tenuta della maggioranza del consiglio comunale è fondamentale per l’approvazione di un’integrazione al ricorso: “Ferma restando la correttezza del ricorso proposto alle Sezioni Unite della Corte dei Conti con il conseguente iter processuale, nonché dell’impianto del Piano di riequilibrio approvato dal Consiglio e delle misure nello stesso previste, la Giunta, sulla base del mandato ricevuto dalla maggioranza con il documento approvato nella riunione del 18/11/2017, proseguirà nell’opera di messa in sicurezza della situazione finanziaria del Comune di Terni e nell’attuazione con coerenza e determinazione delle priorità politico-amministrative indicate nello stesso documento.
Io sono convinto che vada allontanato lo spettro del dissesto finanziario che graverebbe pesantemente sui cittadini ternani per almeno 5 anni e che per questo chiederò nei prossimi giorni di aprire una fase nuova per decidere insieme le soluzioni possibili”.

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