PD SPOLETO: UN BELLU POTTO, MA IRREQUIETO. ROSSI “NOI I MIGLIORI, ORA PERUGIA CI PREMI O SARA’ GUERRA. MARTELLINI? SCORRETTO. DIMISSIONI? DECIDERO’ IN PRIMAVERA” - Tuttoggi.info

PD SPOLETO: UN BELLU POTTO, MA IRREQUIETO. ROSSI “NOI I MIGLIORI, ORA PERUGIA CI PREMI O SARA’ GUERRA. MARTELLINI? SCORRETTO. DIMISSIONI? DECIDERO’ IN PRIMAVERA”

Redazione

PD SPOLETO: UN BELLU POTTO, MA IRREQUIETO. ROSSI “NOI I MIGLIORI, ORA PERUGIA CI PREMI O SARA’ GUERRA. MARTELLINI? SCORRETTO. DIMISSIONI? DECIDERO’ IN PRIMAVERA”

Lun, 02/11/2009 - 23:30

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Dante Andrea Rossi, il segretario del piddì spoletino, di sassolini oggi pomeriggio se n’è tolti diversi. Riuscendo forse, un po’ come il mago Casanova, a metterli nei mocassini e décollétes di Spoleto, come Foligno e Perugia. La conferenza stampa indetta questo pomeriggio per commentare i risultati del recente Congresso, si è trasformata ben presto in una conversazione a tutto tondo.

Spoleto è di Bersani – Rossi sciorina subito i dati delle Primarie e li confronta con il passato. “Spoleto, con i 3.270 votanti, ha confermato il successo delle precedenti Primarie” dice soddisfatto “dove la mozione Bersani ha registrato il 56%, la percentuale più alta fra le città umbre con più di 15mila abitanti. Un risultato che legittima la segreteria a rivendicare una presenza di esponenti della città negli organismi regionali del Partito e negli enti regionali”. Non è che il primo ‘avvertimento’ alla futura segreteria, quella che, è indubbio, sarà guidata da Bottini (meno certo il ‘prezzo’ da pagare visto che il listone non ha raggiunto il 50%). Il secondo arriva di lì a poco: “il risultato ottenuto a Foligno – dove la ‘Bersani’ era guidata da nomi eccellenti del Pd come la governatrice, il sindaco, alcuni assessori regionali e comunali – ha visto un risultato inferiore al nostro, come pure a Città di Castello, per non parlare di Todi dove ha vinto la Franceschini” evidenzia Dante Rossi. Finito? Neanche per idea. Il terzo avvertimento politico è forse il più clamoroso: “se non saremo ascoltati, questa volta attueremo forme di protesta, anche clamorose”. Impossibile sapere quali. a chi domanda se è disposto ad occupare la sede regionale del piddì risponde sarcastico: “non sarebbe una novità, vedremo”.

La promessa – il messaggio che a Spoleto è la Bersani ad aver vinto, Rossi lo ribadisce diverse volte, perchè tutti capiscano, parlando ai giornalisti affinche intendano nuore e suocere. “Rivendico questa vittoria, coerente con i risultati ottenuti dalla segreteria negli ultimi due anni, ma sarò garante di tutte le anime che formano la nostra famiglia. Ed insieme dovremo lavorare per quegli obiettivi, per quella visibilità che la nostra comunità merita”. Una botta alla botte ed una al cerchio. Quasi a voler celare che tutto sommato, a dispetto di rumors a dir poco ufficiosi, il Partito è compatto. E a nulla servonole provocazioni. Come una collega che chiede se queste primarie le ha perse il sindaco Benedetti o il predecessore Brunini. “Le ha vinte il Pd” risponde secco Rossi, che di Benedetti è pur sempre il vice (sindaco). Alla nostra se il Pd spoletino ha finalmente partorito il neonato – per usare la battuta usata ieri da Bersani a Che tempo che fa – Rossi replica che quello di Spoleto “è un bambino che sta crescendo bene, grazie alla nostra maturità, alla volontà di star insieme per il bene della città”. Altro che neonato; per dirla in dialetto, proprio un bellu potto.

L’amministrazione – l’occasione è ghiotta pr fare il punto della situazione sotto il profilo amministrativo. Dai rapporti con il sindaco (“di confronto, ma ottimi” risponde il segretario), alle voci di una possibile uscita di Rossi dalla Giunta prima della fine dell’anno. Il doppio incarico infatti rischia di crear qualche problema e conflitto. “Neanche per idea, le critiche che la segreteria ha mosso sono state correttamente portate in Giunta, c’è stato già un episodio. Le due cariche non sono incompatibili e fino alla prossima Primavera continuerò il mio mandato, al servizio del Partito”. E poi? Si dimetterà da segreteraio o da amministratore? “Vedremo, non ho ancora deciso, lo farò più in là”. Rossi ammette anche lui, come il Primo cittadino, che queste Primarie hanno portato via troppe energie anche alal Giunta. “Le Primarie ormai sono passate, anche la fase di rodaggio della Giunta è arrivata a compimento ed è ora di finirla con questo clima da campagan elettorale. Ora è il momento di mettersi sotto e, con il nuovo assetto della macchina burocratica previsto per la fine di dicembre, cominciare a vedere i primi risultati”.

L’ultima critica è tutta per la Cgil, ‘rea’ di aver disertato l’incontro per la presentazione del Nuovo Patto per lo sviluppo della Città. “Un episodio non casuale” dice senza mezzi termini Rossi “che ho già avuto modo di far sapere ai livelli territoriali del sindacato”. E’ questa anche l’occasione per ricordare la figura di Bruno Piernera, il segretario della Cisl prematuramente scomparso nei giorni scorsi. “Quella conferenza è stata l’ultima occasione in cui l’ho incontrato, è stata un personaggio di notevole livello ed al quale tutti noi dobbiamo esser grati per il lavoro svolto”.

La scorrettezza – c’è tempo anche per la polemica del giorno, quella innescata dal consigliere Paolo Matellini che ha accusato senza mezzi termini Rossi di non voler affrontare la richiesta dei 14 consiglieri del Pd che chiedevano l’ingresso in segreteria. Una querelle che ha coinvolto anche la capogruppo Patrizia Cristofori (vedi sotto articoli correlati). Il segretario argomenta in un crescendo rossiniano. “Avevo detto già ai consiglieri che avremmo affrontato la questione, anche se lo Statuto e il Regolamento non prevede tale possibilità. Se non l’abbiamo ancora fatto è per le note questioni legate ai lavori del Congresso. Ma non accetto la scorrettezza di Martellini che ha diramato il documento lasciando intendere che tutto il gruppo era d’accordo con lui nell’incalzare la segreteria mediante un comunicato stampa. Dunque, in linea con le recenti dichiarazioni del neosegretario nazionale come per il caso Binetti, se c’è qualcuno che non vuol rispettare le regole statutarie può anche andar fuori dal Partito. Vorrei evitare che si debba arrivare a prendere decisioni disciplinari”. Un chiaro avviso a Martellini ma forse anche al collega Montesi. Insomma, il potto è ancora un pò irrrequieto. Anche se Rossi si dice deciso a volerlo educare.

(Ca.Cer.)

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