Pd, Guasticchi colomba contro i falchi

Pd, Guasticchi colomba contro i falchi

Agli epuratori: “Meno correntismi e più apertura all’esterno”

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Oggi in ballo non c’è una guerra generazionale e tanto meno una resa dei conti postcongressuale, ma c’è soltanto la necessità di bloccare un’emorragia di consensi generata prevalentemente dalla mancanza di un progetto innovativo per l’Umbria”. Marco Vinicio Guasticchi, vicepresidente dell’Assemblea regionale e membro della direzione del Pd, veste i panni della colomba per rivolgere un appello “ai falchi e agli epuratori“. Perché a contare non è l’età anagrafica, ma la competenza. “Al popolo di centrosinistra – prosegue infatti Guasticchi – non importa se uno è giovane o meno giovane, basta che si mettano in campo amministratori capaci di amministrare e di proporre progetti che facciano sperare in un futuro migliore per la nostra gente. In mancanza di questo, chi votava Pd dà un voto di protesta o peggio ancora non si reca alle urne“.

E allora, Guasticchi chiama alla mobilitazione per lo scatto d’orgoglio: “Quindi ricominciamo a ‘sognare’, diamo un motivo ai nostri ex sostenitori di vedere in noi dei rinnovatori soprattutto di idee e di proposte che consentano alla nostra regione di rimanere ai vertici qualitativi nel nostro paese, limitando lo spazio di movimento a tutti coloro che in un momento come questo lavorano per dividere o per consumare piccole e incomprensibili vendette personali”.

“Quindi – conclude Guasticchi – meno correntismi rissosi e più aree politico culturali aperte all’esterno che si ritrovano su un terreno comune che si chiama Pd. In questo facciamo autocritica e cerchiamo di cambiare. Più testa rivolta alla società meno alle beghe interne che non interessano più nessuno”.


La battaglia nel Pd: Verini, Sereni e la lettera “dei 104”


Un appello, quello di Guasticchi, per “un centrosinistra che dovrà rilanciare un progetto per l’Umbria e gli umbri“, che arriva all’indomani della lettera con cui 104 membri dell’Assemblea del Pd umbro cercano di stanare il commissario del partito (e presidente della stessa Assemblea) affinché convochi l’organismo e prepari un percorso democratico per le scelte di linea e persone in vista del voto d’autunno per le regionali.

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