Partecipate, sanità e mini-dirigenti: la lente della Corte dei conti sulla Regione - Tuttoggi

Partecipate, sanità e mini-dirigenti: la lente della Corte dei conti sulla Regione

Redazione

Partecipate, sanità e mini-dirigenti: la lente della Corte dei conti sulla Regione

Gli appunti dei giudici contabili per la parificazione del Bilancio 2018: le spese "da contenere"
mercoledì, 10/07/2019 - 15:45

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Partecipate, sanità e mini-dirigenti: la lente della Corte dei conti sulla Regione

“Contenimento della spesa, risparmio e rigore”. E’ quanto raccomanda alla Regione la Corte dei conti. Una raccomandazione fatta nel giudizio di parificazione del rendiconto generale 2018 della Regione Umbria. Con indicazioni rivolte ai futuri amministratori dell’Ente, viste le imminenti elezioni anticipate dopo lo scandalo Sanitopoli.

I giudici contabili, nel loro giudizio collaborativo, evidenziano le difficoltà che permangono sulle società partecipate (su tutte Umbria Tpl Mobilità e Gepafin) che devono essere razionalizzate.

La Corte dei Conti rileva “eccessivi costi della politica”, come strutture di supporto, anche della Presidenza della Regione. Le posizioni organizzative, mini dirigenti, sono troppe rispetto al totale del personale (27%, circa 1 su 3 dipendenti).

Sulla sanità, tema ovviamente caldo vista l’inchiesta perugina che ha portato alle dimissioni della presidente Marini e dell’assessore Barberini, la spesa è attestata al 71% del bilancio, ma emergono “obiettivi poco chiari” da parte delle Aziende e definiti con tempi non adeguati. Per questo vengono auspicati maggiori controlli sulla “qualità della sanità”, da far valutare a “controllori esterni”. Gli acquisti centralizzati in sanità salgono al 64%.

Ricci: “Debito da ristrutturare e ridurre”

Lo “squilibrio finale” è di 25 milioni euro, mentre 537 milioni euro è il debito complessivo della Regione. Un debito da “ristrutturare e ridurre per il consigliere (e candidato per la presidenza) Claudio Ricci.

Squarta: “La prossima Giunta…”

Parla da futuri amministratore della Regione il portavoce del centrodestra, marco Squarta: “Permangono sacche di inefficacia nell’azione amministrativa della Regione, mentre invece servirebbero azioni di contenimento della spesa per le società partecipate, per le quali si richiede un maggior controllo, una migliore gestione e più rigore. Sono moniti che si ripetono immutati, certificando una sostanziale immobilità della Giunta di Palazzo Donini su questo tema”.

Per Squarta permane una sproporzione tra numero complessivo dei dipendenti regionali e le apicalità che li coordinano, le cosiddette posizioni organizzative, che si aggiungono ai 53 dirigenti a tempo indeterminato, su un totale di 1.213 unità. “Un numero – commenta – che risulterebbe improponibile in qualunque azienda privata. Una macchina amministrativa anti-economica e spesso ugualmente inefficiente”.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Cesaroni mette poi in evidenza “il sistema dei controlli sulla gestione sanitaria e sul sistema di valutazione dei dirigenti, che la Corte giudica inadeguati, rimarcando il mancato recepimento delle indicazioni già contenute nel giudizio di parifica del rendiconto 2017. Sostanzialmente ogni anno la Corte dei Conti suggerisce
soluzioni che puntualmente la Giunta regionale disattende”.

Marco Squarta auspica infine che “la prossima Giunta regionale, a differenza di quanto avvenuto negli ultimi anni, adotti una gestione dei conti pubblici più attenta e rigorosa, affinché possano essere liberate risorse per sostenere politiche attive su temi di prioritaria importanza per i cittadini, quali sociale, disabilità, lavoro, sviluppo economico e infrastrutture”.

(Notizia in aggiornamento)


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