PALAZZO DELL'ARCONE PUO' ATTENDERE. SOSPESA LA GARA PER I PROGETTISTI. PER QUANTO ANCORA SPOLETO MERITERA' IL PALAZZO DELLA VERGOGNA? LE RESPONSABILITA' DEL DEMANIO (Foto) - Tuttoggi.info

PALAZZO DELL'ARCONE PUO' ATTENDERE. SOSPESA LA GARA PER I PROGETTISTI. PER QUANTO ANCORA SPOLETO MERITERA' IL PALAZZO DELLA VERGOGNA? LE RESPONSABILITA' DEL DEMANIO (Foto)

Redazione

PALAZZO DELL'ARCONE PUO' ATTENDERE. SOSPESA LA GARA PER I PROGETTISTI. PER QUANTO ANCORA SPOLETO MERITERA' IL PALAZZO DELLA VERGOGNA? LE RESPONSABILITA' DEL DEMANIO (Foto)

Ven, 18/12/2009 - 03:27

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Entrando in Piazza della Libertà, lasciandosi alle spalle la passeggiata di Viale Matteotti, si ha quasi l'impressione di non esser ancora arrivati al centro di Spoleto. Il degrado qui regna per una buona metà della visuale che si apre al turista: palazzo Ancajani annerito dallo smog e dagli anni di mancata manutenzione, palazzo dell'Arcone che ricorda quegli stabili cari a certa filmografia dedita a storie di fantasmi e crimini.

Eppure siamo nel cuore della città del festival. E' la prima 'cartolina' di Spoleto che ogni turista (ma anche residente) dovrebbe meritare di ammirare.

Meno male che a non render totalmente penoso l'orizzonte siano il Palazzetto dell'Orologio e, ironia della sorte, quello dell'Azienda di Promozione Turistica.

Negli anni le promesse del Comune di veder presto restaurato il Palazzone sono miseramente fallite. Anche se le responsabilità principali restano in capo alla Agenzia del Demanio che di quella struttura vanta la proprietà. Alla fine degli anni '90 provò anche a disfarsene con un bando che andò deserto (prezzo base d'asta circa 1,8 miliardi di vecchie lire).

In una missima di 5 anni fa l'Agenzia, come ha potuto visionare TO®, scriveva testualmente di “essersi attivata al fine di provvedere alla rimozione dello stato di pericolo, segnalato dal Comune di Spoleto con Ordinanza del 7 aprile 2004”. Quindi la struttura versa in stato di pericolo. Eppure di lavori non ne son stati fatti, se non una impalcatura che, dopo aver fatto 'bella' mostra di sé per 2 anni, è stata rimossa. Ma non è finita. Nella stessa lettera si legge che “l'immobile sarà a breve interessato da interventi di miglioramento, poiché lo stesso è stato inserito nel programma di ristrutturazione (2004-2006) predisposto da questa Agenzia”. Palle, grosse quanto un …arcone. Eppure, non senza una specie di faccia tosta, il Demanio recentemente è riuscita ad incassare qualche cosa dalla fatiscengte struttura affittando, mediante licitazione privata, i locali del piano strada. Un bel colpo di fortuna, perchè gli ignari aggiudicatari non sanno quale rischio incombe: quello che per il consolidamento e il restauro dell'Arcone ci potrebbero volere ancora diversi anni.

E qui comincia il 'giallo' che il Comune ha in qualche maniera alimentato non rispondendo alle domande che da una settimana TO va chiedendo al portavoce del sindaco, come pure all'ingegnere capo. Silenzio più assoluto.

Il Municipio, infatti, ora sembra avere un ruolo diverso e di maggiore responsabilità nella vicenda. Complice un 'accordo' (la cui natura resta sconosciuta) che Spoleto ha stipulato con il Demanio. Dovrebbe trattarsi di una sorta di contratto di locazione per il primo e secondo piano. Non si spiegherebbe altrimenti l'inserimento della ristrutturazione del Palazzo nel Puc2 e l'avviso di gara per la selezione dei progettisti che dovranno redigere il piano dei lavori. Quest'ultimo, pubblicato ormai più di un mese fa, è stato sospeso la scorsa settimana dopo il primo seggio d'asta: che ha portato ad accettare 17 delle 20 domande di partecipazione giunte da vari studi tecnici cittadini e non solo. Una gara che, non bastasse, ha alimentato qualche voce di troppo, visto che vi prenderebbero parte anche alcuni di quei tecnici che hanno dato il proprio contributo (a titolo oneroso, ovviamente) per la realizzazione del Puc2.

Un probabile vantaggio se si considera che qualche progettista che voleva visionare i locali si è sentito rispondere che l'accesso non era possibile in quanto in Comune non si ritrovavano le chiavi.

Un giallo nel giallo. Resta però da capire perchè la scelta dei progettisti si sia arrestata.

La voce più insistente è quella che in Comune non sarebbero più tanto certi dei finanziamenti che la Regione dovrebbe a breve trasferire per il Puc2.

Una ipotesi, certo, tutta da verificare, ma che ha messo in allarme gli esercenti di Corso Mazzini, stanchi ormai di vedere quella parte di strada ridotta in quello stato.

E non solo a fini estetici. La struttura, infatti, secondo i più potrebbe avere diversi problemi. Prova ne siano i 3 interventi dei vigili del fuoco che negli ultimi anni hanno rimosso un bel po' di cornicioni pericolanti e l'intero intonaco di un lato del Palazzo (che potrebbe con il tempo aver comportato delle infiltrazioni di acqua). Non solo. Chi ha avuto modo di entrare nei locali sostiene di aver visto crepe di una certa entità, pavimenti affossati e solai a rischio di crollo. A terra un po' di tutto: dalle carcasse di piccioni, ai registri del fu Ufficio Bollo che 30 anni fa risiedeva proprio qui. Difficile capire al momento cosa succederà. Di sicuro il progetto inserito nel Puc deve esser presentato entro la fine di gennaio prossimo. Il count down per la verità è appena partito.

(Ca. Cer.)


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