Ospedale Pantalla, la "sicurezza" passa attraverso un altro Centro Covid

Ospedale Pantalla, la “sicurezza” passa attraverso un altro Centro Covid

Redazione

Ospedale Pantalla, la “sicurezza” passa attraverso un altro Centro Covid

Voto bipartisan del Consiglio comunale di Todi | E intanto la terapia intensiva può rimanere anche dopo l'emergenza
Ven, 05/06/2020 - 16:31

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Ospedale Pantalla, la “sicurezza” passa attraverso un altro Centro Covid

Emergenza Covid, l’ospedale di Pantalla tra potenziamento e possibili futuri nuovi stop. Mentre prosegue la progressiva riattivazione dei servizi, in attesa di riavere al più presto il punto nascita e la chirurgia invocata dalla popolazione e, a Todi, dall’unanimità del Consiglio comunale, il futuro dell’ospedale della Media Valle del Tevere resta legato all’evoluzione della pandemia.

I sacrifici (e la responsabilità) della popolazione locale in questi mesi di emergenza in cui l’ospedale è diventato Centro Covid sembrano essere premiati con un potenziamento della struttura. Che avrà la sua terapia intensiva, per la quale si sta formando il personale. E che potrà contare sulle apparecchiature giunte grazie alla mobilitazione ed alla solidarietà nei giorni della pandemia.

La riattivazione della chirurgia e del punto nascita non dovrebbero tardare, secondo quanto assicurato dalle autorità regionali. Né l’accordo siglato dall’ospedale di Perugia con alcune cliniche private per far effettuare lì dai propri professionisti gli interventi urgenti, secondo le linee guida indicate dalla Regione, sembrerebbe rappresentare una reale minaccia per l’ospedale di Pantalla.

Incognite dall’evoluzione della pandemia Covid

Per il quale l’insidia vera è rappresentata dall’evoluzione futura della pandemia. Sulla base delle indicazioni del Governo, infatti, ciascuna Regione deve essere pronta a poter assicurare una risposta rapida delle proprie strutture sanitarie in caso di nuovi picchi di contagi. Questo non significa dedicare una struttura sanitaria esclusivamente al Covid in chiave preventiva, anche perché nel frattempo sono migliorate le terapie domiciliari. Ma appare evidente come, nel caso di una malaugurata riproposizione dell’emergenza Covid in autunno, la struttura di Pantalla, che si è dimostrata molto funzionale, sarà chiamata a fornire ancora il proprio importante contributo. A meno che nel frattempo non si riesca a trovare una soluzione (anche logistica) alternativa, che provenga dall’ospedale da campo “commissionato” dalla Regione o dalla riconversione di altre strutture, ipotesi questa che appare però molto costosa e per questo difficilmente praticabile.

A Todi Consiglio unito

Questo, comunque, è il futuro. Per il presente, la comunità locale chiede che suo ospedale torni a poter fornire tutti i servizi. Anche più e meglio di prima, se possibile.

E’ quello che ha chiesto, con voto unanime, il Consiglio comunale di Todi, approvando un unico ordine del giorno che impegna il sindaco ad ottenere dalla Regione la piena riattivazione di tutti i servizi.

L’orgoglio di Ruggiano

Come sindaco della città sono stato orgoglioso di vedere un consiglio comunale unito, compatto, capace di mettere da parte le differenze e le divisioni, al fine di difendere il proprio presidio sanitario e chiedere, con forza ed unità, il suo potenziamento” il commento del sindaco Antonino Ruggiano.

Che aggiunge: “L’esperienza dell’Ospedale COVID di Todi ha permesso di salvaguardare la città ed il territorio e, contemporaneamente, di confermare l’assoluta professionalità del personale del nostro presidio sanitario. Oggi, superata la fase critica, appare necessario pensare alla ripartenza. Todi, come tutta la sanità regionale e nazionale, ha ricominciato ad aprire reparti e ad offrire i servizi di una gestione ordinaria”.

“Il ruolo del sindaco e dell’amministrazione tuderte, sostenuto dall’intero consiglio comunale e quindi dall’intera città, è adesso quello – conclude Ruggiano – di sostenere, stimolare e controllare il lavoro della Regione, che ha garantito non soltanto il pieno recupero dell’efficienza del nostro ospedale, ma uno sviluppo straordinario legato alla realizzazione di un reparto di rianimazione. Su questo progetto lavoreremo tutti insieme, con l’orgoglio di rappresentare una città che sa essere unita e coesa nei momenti in cui si deve lottare per un bene comune superiore”.

Soddisfatte le opposizioni

Soddisfatte le opposizioni. Pd, Todi Civica e Psi rivendicano il risultato del Consiglio comunale invocato da settimane per il futuro dell’ospedale. Nell’ordine del giorno trovano anche una risposta a chi le accusava di allarmismi ingiustificati. Il tutto, senza aver rotto il dialogo con l’amministrazione comunale, che comunque ha un filo diretto con la Giunta regionale, anch’essa di centrodestra.

Tutti, maggioranza e opposizione, sanno però che il futuro dell’ospedale di Pantalla al momento è legato all’evoluzione della pandemia. Per questo si chiede l’individuazione di una sede diversa per il Centro Covid, qualora l’emergenza dovesse ripresentarsi.

Il documento auspica, inoltre, il potenziamento del nosocomio attraverso la valorizzazione dell’esperienza in corso, con la previsione dell’attivazione della terapia intensiva in via definitiva. Cosa che, appunto, pare stia avvenendo.

Il Partito democratico

Un ottimo risultato frutto del confronto aperto e franco tra le forze politiche tutte, che hanno badato alla sostanza della questione piuttosto che agli interessi di partito contrapposti. Un risultato che rappresenta chiaramente la volontà dei cittadini di Todi, manifestata attraverso varie forme” commenta il Pd tuderte.

Todi civica

Anche Todi Civica esprime la propria soddisfazione. E ricorda il “sacrificio col quale, i cittadini della media valle del Tevere, gli operatori sanitari, i medici e gli infermieri, in questi mesi, hanno accettato la conversione del nosocomio in Covid Hospital. Un atto di responsabilità, che, con il superamento (ci si augura definitivo) della pandemia, dovrà essere ripagato con la riapertura di tutti i servizi che erano presenti nella struttura prima della conversione (chirurgia e punto nascita compresi) e con la stabilizzazione del servizio di rianimazione”.

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