Orti Urbani dedicati alla memoria di Gualtiero Angelini

Orti Urbani dedicati alla memoria di Gualtiero Angelini

Gli orti dei pensionati, da oltre 30 anni tra le prime esperienze a livello nazionale, dedicati alla memoria del dirigente comunale Angelini

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Gli “orti urbani” (dei pensionati) dedicati alla memoria del dirigente comunale, Gualtiero Angelini. E’ stato il sindaco Luciano Bacchetta assieme ai familiari del compianto e indimenticato dirigente del comune tifernate, fautore di numerose iniziative di carattere sociale e culturale scomparso oltre tre anni fa, a  scoprire una targa ricordo posta all’ingresso dell’area suddivisa in circa 120 appezzamenti di terreni nel quartiere Madonna del Latte.

“Abbiamo deciso di dedicare questa zona della nostra città, cara a tanti tifernati, luogo di laboriosità e condivisione di valori e tradizioni legate alla storia della nostra comunità locale, a colui che in prima persona si è fatto carico con passione e sensibilità di garantire che questa bella iniziativa funzionasse nel migliore dei modi”, ha dichiarato, visibilmente commosso, Luciano Bacchetta, ricordando il sindaco Giuseppe Pannacci che insieme al consiglio comunale dell’epoca e con il lavoro del dirigente Ivano Alunni fu artefice della creazione degli orti, dal 2010 gestiti dal comitato di gestione composto da cinque componenti e presieduto da Silvano Anderini.

“L’amministrazione comunale tiene molto a questa esperienza, che permette di preservare e alimentare relazioni sociali fondamentali per la nostra comunità, offrire l’opportunità di mantenere il rapporto con la natura e conservare la cultura rurale da cui tutti noi veniamo, elementi importanti della qualità della vita che cerchiamo di promuovere quotidianamente nella nostra città”, ha aggiunto Bacchetta affiancato dagli assessori, il vice-sindaco, Michele Bettarelli, Rossella Cestini, Luciana Bassini, dal consigliere comunale, Luigi Bartolini e da don Paolino Trani che ha ricordato la grande generosità del compianto Gualtiero Angelini. “Portare avanti con la massima attenzione e disponibilità questo progetto, che dà valore alla terza età e alle radici sociali è secondo noi il miglior modo, accanto ad altre iniziative, per onorare e ricordare Gualtiero Angelini, che quotidianamente ricordiamo e rimpiangiamo e come oggi però sentiamo presente in  mezzo a noi pronto con il sorriso e la battuta a darci la carica e spronarci ad andare avanti per il bene dei cittadini e della nostra bellissima città che amava tanto”.

“Abbiamo approvato, oltre due anni fa, con atto del consiglio comunale, il nuovo regolamento e proceduto a una indispensabile opera di messa in sicurezza degli alberi lungo la sponda del torrente Scatorbia, ma abbiamo altri progetti importanti che condividiamo con il comitato di gestione, sempre molto propositivo e disponibile”, ha precisato l’assessore Luciana Bassini, affiancata da dirigenti, funzionari e dipendenti comunali dei vari settori competenti in materia. Sono 118 (circa 100 mq ognuno) attualmente gli orti “urbani” del comune (un’esperienza che negli anni ’80 fu tra le prime ad essere avviata in Italia) che sono stati assegnati mediante uno specifico bando a tutti i pensionati che hanno la propria residenza nel comune di Città di Castello, e non hanno nel proprio nucleo familiare alcun altro componente al quale sia già stato affidato un orto comunale e non siano proprietari, affittuari o beneficiari di terreni di estensione superiore agli 80 metri quadrati.

L’assegnazione ha durata triennale, con possibilità di rinnovo per analogo periodo, e comporta il versamento al comitato di gestione di un contributo di 12 euro all’anno per le spese generali. L’affidamento degli orti può essere revocato in ogni momento quando la coltivazione e la cura del terreno venga palesemente abbandonata, insorgano contenziosi che determinino comportamenti inadeguati nei confronti di altri titolari degli appezzamenti o personale addetto alla gestione e alla vigilanza, non venga corrisposto il contributo annuale. Testimonial ideale dei benefici della vita all’aperto negli orti del comune è Olga Capecci, con i suoi 91 anni la più anziana coltivatrice tra tutti pensionati titolari di un appezzamento di terreno del Comune, alla quale il comitato gestore ha voluto tributare un riconoscimento pubblico come “esempio per tutti”. Al termine della partecipata iniziativa il presidente del Comitato di Gestione degli “orti urbani, Silvano Anderini, ha consegnato alla signora Simonetta Antinori (moglie del dirigente comunale scomparso) una targa ricordo.

La scheda. Cresce il trend degli orti urbani in Italia. Dati alla mano, si moltiplicano gli spazi abbandonati, incolti presi in gestione dai cittadini con l’intento di avviare iniziative di giardinaggio partecipativo. Secondo un’analisi della Coldiretti condotta sui dati Istat, nel giro degli ultimi 5 anni si è raggiunto il record di oltre 1,9 milioni di metri quadri di terreno di proprietà comunale adibiti alla coltivazione ad uso domestico, con una crescita del 36,4%. Il Nord Italia è l’area in cui si registra la maggior crescita di orti urbani, con l’Emilia Romagna in testa: il 37% degli orti pubblici coltivati a livello nazionale si trova qui. Nella “top 5” delle regioni più trendy in tema di orti urbani rientrano anche la Lombardia (10,2%), la Toscana (9%), il Veneto (8,5%) e il Piemonte (7,6%). Fra le regioni del Centro Italia, la leadership spetta alle Marche, con alle spalle Umbria e Lazio. La Campania guida la classifica al Sud, seguita da Sicilia, Sardegna e Calabria. La passione per la terra, la ricerca del verde, la voglia di recuperare ritmi più naturali nella vita quotidiana sembrano essere i motivi alla base del boom degli orti urbani.

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