Opus & Light, alla Madonna del Pozzo "Trinità" di Naoya Takahara - Tuttoggi

Opus & Light, alla Madonna del Pozzo “Trinità” di Naoya Takahara

Redazione

Opus & Light, alla Madonna del Pozzo “Trinità” di Naoya Takahara

Inaugurazione, domenica 3 dicembre ore 17:00 | Visibile giorno e notte ad orario continuato
Gio, 30/11/2017 - 12:35

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Torna  con una nuova installazione il progetto continuo di   “OPUS & LIGHT” MADONNA del POZZO (Porta Monterone 6) SPOLETO dal 3 Dicembre 2017  al 30 Gennaio 2018. Ideazione e progetto: STUDIO A’87 – con la collaborazione di Palazzo Collicola Arti Visive e con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Spoleto.

NAOYA TAKAHARA / “Trinità”

Inaugurazione: Domenica 3 dicembre ore 17:00 / … visibile giorno e notte ad orario continuato.

Santa Barbara

Nascita: Nicomedia, 273

Morte: Nicomedia, 306

Venerato da tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi

Canonizzazione: pre canonizzazione

Ricorrenza: 4 dicembre

Attributi: piume di pavone, torre(spesso con tre finestre a simboleggiare la Trinità)

Patrono di Artificieri, Genieri, EOD, Armaioli, Vigili del fuoco, minatori, disgaggiatori, marinai, artiglieri, architetti, ingegneri ambientali, muratori, campanari, ombrellai, contro i fulmini e le esplosioni

Naoya Takahara è nato in Ehime, Giappone nel 1954. Dopo essersi laureato in discipline artistiche nel 1976 alla Tama Arts University of Tokyo, inizia a viaggiare in Europa, stabilendosi poi definitivamente a Roma. Fin dagli anni ’80 espone in numerose mostre ed eventi sia in Italia che all’estero. Mostre personali a Roma Jartrakor, Sala 1, MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Erica Fiorentini Arte Contenporanea, Lift Gallery, Tralevolte, Interno 14, Accademia di Belle Arti e Janus Avivson Gallery (Londra), Bianca Pilat (curato da Trevi Flash Art Museum, Milano), Palazzo Corgna (con Fabio Mauri, Città della Pieve), Color Museum (Tokyo), LADS Gallery (Osaka), Mostre Collettive: Kunstler Hous (Vienna), Palazzo Braschi (Roma), Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Roma), Triennale (Copenhagen), Kern Art (Cologna), FlashArt Museum (Trevi), MACRO Museo d’Arte Contemporanea (Roma), Musei Capitolini (Roma), American Academy (Roma), Museo Nazionale d’Arte Orientale (Roma), Tokyo Design Center, (Tokyo), Palazzo Collicola Arti Visive (Spoleto), MAAM (Roma), MAAAC (Cisternino), MuBAQ-Museo dei Bambini (L’Aquila), Palazzo delle Esposizioni (Roma), Kurokawa INN Museum (Fukuoka), Galleria Civica d’Arte Contemporanea Franco Libertucci (Casacalenda CB), Museo d’Arte Contemporanea del Sannio (Benevento), Museo Bilotti Ruggi d’Daragona (Rende CS), Museo Poldi Pezzoli (Milano).

Il progetto “Opus & Light” di Studio A’87, dal 1997, a cadenza mensile o bimestrale, prevede interventi di artisti e miracolati, operatori culturali contemporanei di diverse generazioni nello spazio della chiesetta della Madonna del Pozzo presso Porta Monterone a Spoleto, ingresso sud della Città medievale e antico tracciato della Via Flaminia: installazione di un’opera a confronto con la specificità del luogo, impreziosito da un ciclo di affreschi che racchiude in sé un intero secolo della storia della pittura italiana (1493-1600).

Bernardino Campilio da Spoleto è l’autore dell’affresco della Madonna del Pozzo datato 1493 (parete di fondo restaurato nel 2000 da Mariella Farinelli): “La combinazione degli elementi stilistici, ornamentali e grafici consente di attribuire questo trittico murale (Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Pietro martire patrono di Spoleto) a Bernardino Campilio da Spoleto, artista estroso di cui si sa che oltre a dipingere si dilettava anche di poesia e di musica (suonava cetra e liuto). Era nativo di Lenano, nei pressi di Campello, località da cui prese il nome latinizzato Campilius, e lasciò opere in tutto lo Spoletino, nella Valnerina meridionale e nel Piceno. Fu in contatto con Pier Matteo d’Amelia all’epoca del polittico di Terni (1483). L’influenza del maestro amerino si palesa nel san Giovanni Battista del presente affresco e nel medesimo santo del trittico di Arrone oggi ridotto alla sola predella firmata e datata 1487 (oggetto di prossima pubblicazione). Può considerarsi l’ultimo pittore autoctono spoletino prima dell’avvento di Giovanni Spagna e di Jacopo Siculo, seguaci e divulgatori rispettivamente del Perugino e di Raffaello”. (Romano Cordella).

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