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Onde elettromagnetiche al Colle della Trinità, le diffide vanno a buon fine

Redazione

Onde elettromagnetiche al Colle della Trinità, le diffide vanno a buon fine

Segnali attenuati per non sforare i limiti di legge dopo l'intervento di Comune e Arpa
Dom, 15/07/2018 - 09:52

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Onde elettromagnetiche al Colle della Trinità, le diffide vanno a buon fine

Allerta onde elettromagnetiche al Colle della Trinità, Comune e Arpa diffidano le emittenti ed il livello scende. La segnalazione era stata fatta al Comune di Corciano dai residenti, che chiedevano un’attenuazione delle emissione delle onde. “L’amministrazione si è attivata – spiega l’assessore comunale Francesco Mangano – e, benché la competenza degli enti locali in materia sia limitata dalla normativa, sono arrivate le risposte delle due emittenti radio-televisive indicateci dall’Arpa, organismo deputato a monitorare periodicamente lo stato delle emissioni”.

“Il Comune – aggiunge l’assessore – ha adottato quanto in suo potere e, in mancanza di procedure per attuare un intervento sanzionatorio, ripristinatorio e/o revocatorio, ha cercato di individuare, soprattutto grazie all’aiuto di Arpa, la sorgente di emissione critica al fine di richiedere l’abbattimento del valore riscontrato riducendo le emissioni”. In particolare, dai controlli periodici effettuati dall’Agenzia è emerso che negli ultimi anni i casi di superamento riscontrati nel territorio umbro riguardano principalmente siti radio televisivi, 1.161 impianti, di cui 802 attivi e 359 in fase di realizzazione o di collaudo.

Per quanto riguarda la zona Colle della Trinità, l’ultima relazione eseguita da Arpa nell’aprile scorso ha rilevato nel punto dell’estremità Nord, un valore di attenzione, pari a 7,2 Volt al metro, superava di 1,2 V/m il limite di legge (la legge italiana stabilisce che nelle abitazioni e pertinenze esterne non vada superato il limite di esposizione e l’obiettivo di qualità di 6 V/m – ndr). “Tale circostanza – prosegue Mangano – può causare gravi danni alle persone, in caso di permanenza in loco superiore alle 4 ore e, sempre per quanto riferito da Arpa, era riconducibile agli impianti, presumibilmente obsoleti, installati e gestiti da un paio di emittenti radiotelevisive. A fronte di ciò – evidenzia ancora – le abbiamo invitate entrambe ad eseguire interventi immediati per consentire la riduzione del’emissione di onde elettromagnetiche ed il rispetto del valore di esposizione previsto dalla legge”.

La diffida è andata a buon fine, in quanto entrambe le emittenti hanno risposto; in particolare una ha comunicato di avere ridotto la potenza del trasmettitore in attesa di verifiche tecniche, l’altra ha richiesto un incontro con l’assessore stesso. “Il nostro è stato un intervento – conclude l’assessore – finalizzato a fornire un contributo di chiarezza, anche per scongiurare allarmismi ingiustificati, pur nella consapevolezza che in questa materia gli enti locali possono solo autorizzare nuove installazioni, previo parere tecnico favorevole rilasciato dall’Arpa. Addirittura, la competenza degli enti era stata neutralizzata dal Dlgs. 198/2002 (c.d. Decreto Gasparri), che prevedeva una liberalizzazione degli impianti di telefonia mobile, anche in deroga agli strumenti urbanistici e alle norme in materia urbanistica-edilizia. Il Decreto Gasparri è stato dichiarato incostituzionale nel 2003, ma nello stesso anno è stato approvato il Codice delle comunicazioni, che di fatto ha nuovamente ridotto l’ambito di intervento dell’ente pubblico che può limitarsi, come nel nostro caso, a sollevare la criticità mettendo in relazione i soggetti coinvolti”.

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