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Omicidio Polizzi, Cassazione annulla condanna per Valerio Menenti

Sara Minciaroni

Omicidio Polizzi, Cassazione annulla condanna per Valerio Menenti

Per il padre Riccardo condannato all’ergastolo escluse le aggravanti resta ergastolo
Gio, 25/01/2018 - 08:30

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Omicidio Polizzi, Cassazione annulla condanna per Valerio Menenti

La decisione della Cassazione è arrivata nel tardo pomeriggio di mercoledì 23 gennaio. La Suprema Corte ha annullato la condanna a 18 anni di reclusione che la Corte d’Assise d’appello di Perugia aveva inflitto a Valerio Menenti, accusato del concorso materiale e morale nell’omicidio di Alessandro Polizzi avvenuto a Perugia nel marzo 2013 quando il padre Riccardo entró nell’appartalento di via Ricci e sparó ferendo anche la fidanzata Julia Tosti.

Il collegio ha invece confermato la responsabilità del padre Riccardo Menenti, cui era stato inflitto l’ergastolo e che rimane dunque il reo confesso esecutore materiale dell’omicidio e del tentato omicidio con l’esclusione però delle aggravanti dei futili motivi e della crudeltà.

Saranno i giudici di Firenze ora per competenza a dover  rideterminare la pena dell’artigiano del vetro padre del giovane tatuatore Valerio.


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I due, entrambi detenuti in due diversi istituti di pena (il figlio a Perugia e il padre a Terni), sono difesi dal collegio difensivo costituito dagli  avvocati Francesco Mattiangeli, Manuela Lupo e Giuseppe Tiraboschi.

Adesso si attendono le motivazioni dell’anno sentenza che serviranno anche agli avvocati per comprendere se vi sono i margini per avanzare richiesta di scarcerazione per Valerio Menenti.

Secondo l’accusa Valerio aveva fornito al padre non solo un movente per uccidere Alessandro e Julia, per via delle volte in cui Polizzi lo aveva picchiato dopo la fine della relazione tra il tatuatore e la Tosti con cui lui adesso aveva un legame sentimentale, ma anche le chiavi dell’appartamento della giovane che ancora possedeva. C’è molta attesa per le motivazioni.


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