Si è avvalsa della facoltà di non rispondere Scilla Bertini, la donna di 43 anni che è accusata dell’omicidio aggravato del padre ed è ora chiusa nel carcere di Capanne.
Se di fronte al suo avvocato, Marusca Margutti, la donna ha dichiarato la sua innocenza, nell’interrogatorio di garanzia si è avvalsa della facoltà di non rispondere. La legale ha chiesto la scarcerazione, ma la Procura di Spoleto si è opposta alla richiesta; il provvedimento è atteso nelle prossime ore.
La drammatica era avvenuta a metà marzo quando i carabinieri sono intervenuti all’interno dell’appartamento di Prato Smeraldo dove la donna conviveva con il padre Claudio, a seguito della segnalazione del medico curante dell’anziano che aveva constatato il decesso dell’uomo su richiesta della stessa figlia. Era stato rilevato un anomalo stato dei luoghi (dovuto a un disordine diffuso e all’assenza di segni di effrazione che potessero far pensare all’ingresso di estranei in casa) e un avanzato stato di decomposizione del cadavere che, diversamente dalle indicazioni della donna che faceva risalire la morte alla notte precedente, era molto almeno qualche giorno prima. L’autopsia sulla salma aveva permesso di accertare che l’uomo era morto strozzato.