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Omicidio di Pietrafitta, convalidato l'arresto. In carcere il patrigno chiede del figlio minore e parla di Ovidio al presente

Redazione

Omicidio di Pietrafitta, convalidato l'arresto. In carcere il patrigno chiede del figlio minore e parla di Ovidio al presente

Lun, 08/10/2012 - 14:41

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Sara Minciaroni

Questa mattina il giudice per le indagini preliminari Gianluca Forlani ed il pm Flaminio Monteleoni insieme all'avvocato della difesa Francesca Masi del foro di Montepulciano si sono recati in carcere ad Orvieto per l'udienza di convalida dell'arresto di Pietro Cesarini, il 59enne di Monterondo unico accusato per l'omicidio del 17enne Ovidio Stamulis. Il ragazzo di Pietrafitta caduto sotto i colpi infertigli con un mattarello dal compagno della madre.

Confermato l'erresto- Resterà in carcere il camionista ormai additato da tutta la comunità di Pietrafitta come “il mostro”, carnefice del figlio della compagna. Questa mattina è stato formalmente interrogato con tutte le garanzie difensive. Non più quindi solo le spontanee ammissioni che aveva rilasciato ai carabinieri ed al pm subito dopo il delitto, ma una prima ammissione formale per un iter giudiziario che è soltanto all'inizio. E alla convalida dell'arresto è seguita la misura cautelare della detenzione.

Omicidio premeditato o delitto d'impeto- L'avvocato della difesa ha rimarcato l'importanza di attendere la formulazione dell'accusa da parte della procura. Il reato contestato al momento è l'omicidio volontario ma non si esclude che possano sopraggiungere le aggravanti della premeditazione oppure le circostanze del delitto d'impeto. Non è nemmeno da escludere secondo la difesa che esperti valutino la condizione mentale dell'accusato per capire se al momento dei fatti vi fosse una anche temporanea insanità mentale.

L'accusato sotto shock- Ha ammesso tutto, ancora una volta, ma secondo il suo difensore la ricostruzione dei fatti sarebbe ancora poco chiara e lacunosa, è probabile che nell'accusato si stia innescando un processo di rimozione. Non si sarebbe ancora realmente reso conto della situazione, “è stato estremamente collaborativo, ha risposto a tutte le domande ma nei suoi racconti parla ancora di Ovidio al presente- spiega il legale- come se fosse ancora vivo , è chiaro, ma questa è la mia impressione, che ancora non riesce a realizzare la gravità del gesto, la sua preoccupazione si concentra tutta sul figlio picollo, chiede come sta e lo ripete in continuazione”.

L'autopsia- Ricevuto l'incarico formale domani mattina la dottoressa Anna Maria Verdelli inizierà l'autopsia sul corpo di Ovidio, dapprima con gli accertamenti di rito per poi procedere con gli esami più approfonditi e poi con gli istologici.

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