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Oltre 50 attività chiuse nel 2011, l'allarme di Confcommercio Spoleto “Piccole imprese con spalle al muro, ora basta”

Redazione

Oltre 50 attività chiuse nel 2011, l'allarme di Confcommercio Spoleto “Piccole imprese con spalle al muro, ora basta”

Mer, 09/05/2012 - 12:29

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53 attività commerciali cessate nel corso del 2011; altre 13 che hanno chiuso i battenti nel settore alloggio e ristorazione: anche Spoleto conosce il morso della crisi, alla quale non sfuggono, in questo periodo, famiglie e imprese. “Le aziende si sentono sempre di più con le spalle al muro – dice Andrea Tattini, presidente Confcommercio di Spoleto. “Con la crisi che non accenna a rientrare e la stagnazione dei consumi, le imprese non sono più in grado di fronteggiare il livello record della tassazione, sopportare il peso della burocrazia o incassare i continui NO alla loro domanda di accesso al credito.

Chi ha la responsabilità di governo, a livello centrale e periferico, deve rispondere, senza altri indugi e con atti concreti, al malessere delle imprese; ridare fiato e speranza per il futuro alle famiglie. Confcommercio vuole dare voce alle famiglie e alle imprese che intendono dire basta. Basta a nuove tasse per imprese e cittadini, a privilegi, sprechi e innefficienze. Vogliamo politiche di sviluppo e il rilancio dei consumi”. La mobilitazione di Confcommercio Umbria contro le misure del governo e per il rilancio dell’economia fa tappa anche a Spoleto, dove saranno allestiti gazebo per la raccolta di firme a sostegno delle richieste della organizzazione, in Piazza Garibaldi (10 maggio), in Piazza della Vittoria (11 maggio) e in Corso Mazzini (12 maggio).

Nel corso della mobilitazione, che si concluderà il 20 maggio, personale Confcommercio visiterà le imprese, alle quali si chiederà di condividere le dieci richieste che saranno presentate, insieme ad altre strutture territoriali dell'organizzazione (Torino, Pordenone, Pesaro) ai ministri del Governo che Confcommercio incontrerà a fine maggio a Roma. E’ possibile aderire anche presso la sede della Confcommercio di Spoleto (via Nuova, n. 3) o tramite il sito www.confcommercio.pg.it.

10 richieste a Governo ed Enti Locali

TASSE E CONSUMI
Allentare la pressione fiscale per ridare slancio ai consumi, vera leva dell’economia. IMU, IVA, addizionali, accise, tassa di soggiorno, aliquota energia, ecc.: l’Italia è tra i Paesi con la più alta pressione fiscale (oltre il 45%). Banche, fondazioni e partiti sono esentati dall’IMU: una vergogna! A causa delle tasse abbiamo perso 10 anni di potere di acquisto. I consumi sono al palo e le imprese pagano un conto salatissimo.

CREDITO
Smetterla di schierarsi sempre dalla parte delle banche che, quando le cose vanno male, “socializzano” le perdite ma, quando vanno bene, pensano solo ai propri profitti e non si mettono al servizio dell’economia! Le imprese sono strozzate dalla mancanza di credito! Chi ha preso i soldi della BCE deve ridarli a famiglie e imprese, non comprarci i buoni del debito pubblico!

STUDI DI SETTORE
Modificare gli Studi di settore per renderli più attinenti alla realtà e riportarli alla funzione per cui sono stati ideati.

AMMORTIZZATORI SOCIALI
Prevedere ammortizzatori sociali anche per i piccoli imprenditori che rimangono senza lavoro, come già avviene per i lavoratori.

SPESA PUBBLICA
Tagliare i rami secchi e ridare risorse a imprese e famiglie! Non basta scongiurare l’ulteriore aumento dell’IVA con i quattro spiccioli che il Governo ha promesso di tagliare: si deve fare di più! L’Italia conta 60 milioni di abitanti e 3,5 milioni di dipendenti pubblici. Il Regno Unito, a parità di popolazione, ne ha “solo” 2 milioni.

COLPIRE LE CASTE
Coinvolgere anche le caste nel necessario processo di liberalizzazione. Finora si è liberalizzato ciò che già lo era (commercio e servizi); si è fatto finta di liberalizzare alcuni settori (notai, taxi, farmacie, servizi pubblici locali), ma le caste sono rimaste intoccabili (banche, assicurazioni, professionisti, ecc.).

EVASIONE FISCALE
Coniugare rigore con equità: i controlli vanno fatti a tutti. E’ facile controllare chi sta in strada come negozi, bar, parrucchieri, alberghi, ecc… Non basta trovare un capro espiatorio per dire di aver sconfitto l’evasione. Noi stiamo con gli onesti, ma non accettiamo che un’intera categoria venga criminalizzata per colpa di pochi!

ABUSIVISMO
Emanare una normativa nazionale specifica, con controlli e sanzioni severi. Il terziario è costretto a sopportare l’offesa di questo mercato parallelo, l’unico che sfugge ad ogni verifica, con grave danno per imprese e cittadini.

COSTO DEL LAVORO
Abbattere il costo del lavoro dipendente per ridare risorse a lavoratori e imprese e una flessibilità in entrata che invogli alle assunzioni.

PICCOLE IMPRESE PER LO SVILUPPO
Dare vita ad una seria politica di rilancio dei consumi interni e ad un progetto di sviluppo, “Servizi 2020”, basato sul terziario, che rappresenta oltre il 45% del valore aggiunto del Paese, e sul turismo, come settore strategico.
Il 95% circa delle imprese italiane sono micro, piccole e medie imprese; sono queste che stanno salvando l’Italia.

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