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Ofelia, sgozzata l’8 marzo dall’uomo che diceva di amarla – AGGIORNAMENTI

Sara Minciaroni

Ofelia, sgozzata l’8 marzo dall’uomo che diceva di amarla – AGGIORNAMENTI

Dom, 09/03/2014 - 09:50

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Sara Minciaroni
La giovane Ofelia, come l’eroina tragica dell’Amleto è stata vittima di un amore maledetto, tradito e non rispettato. Ofelia Bontoiu, 28 anni, è morta sgozzata per mano dell’uomo che diceva di amarla. Il suo corpo è stato trovato supino, nella camera presa in affitto dal suo assassino qualche giorno prima a Gualdo Tadino. Gli abiti intrisi di sangue. Sangue ovunque nei pochi metri della camera che negli ultimi giorni li aveva ospitati.

Una coltellata alla gola. Ma ieri qualcosa è cambiato, definitivamente. Danut (detto Daniel) Darbu anche lui 28enne, voleva portarla via con sé in Inghilterra, dove da qualche tempo si era trasferito e lavorava. Forse è stato questo il movente della tragedia. I due devono aver litigato, nel palazzo si sono sentite le grida, forse Ofelia aveva cambiato idea e non voleva più trasferirsi. La ragazza se ne è andata, ha lasciato la camera. Poi è tornata sui suoi passi, a prendere qualcosa che aveva dimenticato, oppure richiamata dal fidanzato per un chiarimento. Scelta fatale. L’uomo l’ha aspettata e colpita con un coltello alla gola. Una ferita profondissima, quella rilevata dai medici legali Gualtiero Gualtieri e Luca Pistolesi. Ma l’autopsia, già fissata per domani mattina all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, chiarirà ogni aspetto clinico, per quella morte ad oggi rubricata come dissanguamento.

La foto che fa scattare l’allarme. Il killer poi avrebbe preso il cellulare, e scattato una foto del corpo immerso nel sangue, inviandolo alla sorella con poche definitive parole “l’ho ammazzata”. E’ proprio la donna, sembrerebbe, a contattare immediatamente i familiari della giovane che vivono a Gualdo. Il primo a correre nell’affittacamere di via Perugina è proprio il fratello, Ovidio. Chiede aiuto alla proprietaria e si fa aprire la porta. Inimmaginabile l’orrore che si trovano di fronte. Ofelia è già morta, a constatare il decesso saranno gli operatori del 118 in pochi attimi sul posto. Poco lontano da lei c’è il corpo del suo assassino Daniel. Anche lui è completamente insanguinato, dopo l’omicidio e il messaggio alla sorella ha rivolto verso di sé lo stesso coltello. Si è tagliato i polsi e presenta una ferita anche al collo, ma è ancora vivo. I medici lo trasportano all’ospedale di Branca, dove viene operato due volte. E’ in prognosi riservata ma se la caverà.

Le indagini. Il magistrato di turno Angela Avila arriva sul posto e coordina le indagini dei carabinieri ai comandi del tenente Piergiuseppe Zago. Darbu viene posto in stato di arresto e piantonato in ospedale. Già oggi, se i medici scioglieranno la prognosi, gli inquirenti potrebbero decidere di interrogarlo, direttamente nel reparto in cui è ricoverato.

La violenza. I familiari della vittima, affranti e uniti nel dolore, adesso raccontano di una storia d’amore tormentata tra i due ragazzi. Fatta di continui litigi e riavvicinamenti. Segnata anche da episodi di violenza. Una volta lui, l’avrebbe trascinata per strada, per costringerla a salire in auto. I lividi sono rimasti per giorni addosso alla ragazza, che comunque non aveva mai sporto denuncia. Presagi, sottovaluti, nella convinzione che mai sarebbe avvenuto il peggio. Eppure Ofelia, nella sua pagina su Facebook aveva messo la foto di una donna riversa a terra. Oggi quella foto e quelle parole scritte in rumeno “tutti si dispiacciono quando è troppo tardi”, riecheggiano come l’atroce presagio di una tragedia.

La vittima. Ofelia Bontoiu da Bacau in Romania, dove era nata il 30 ottorbe del 1986, era arrivata a Gualdo Tadino nel settembre del 2008. Poco meno di sei anni, trascorsi in città, dove vivono anche i due genitori e i fratelli. Da poco aveva trovato lavoro, come badante da una una famiglia del posto. Era brava e ben voluta e il periodo di prova si era trasformato in un lavoro stabile. Pochi giorni fa però la ragazza annuncia alla famiglia la volontà di lasciare l’incarico. Forse proprio in vista della partenza per l’Inghilterra con quell’uomo che è diventato il suo assassino.

L’assassino. Anche il carnefice della ragazza, Danut “Daniel” Barbu è originario di Bacau. I due giovani si conoscevano fin da bambini, praticamente coetanei. Lui a Gualdo Tadino era arrivato nel 2007 e come carpentiere – muratore era collega dei fratelli della sua vittima. Poi, a causa della mancanza di lavoro si è trasferito in Inghilterra, dove ora voleva portare anche Ofelia. Una relazione travagliata, fatta di almeno 3 o 4 abbandoni, nell’arco di sei anni. E poi l’epilogo, il più tragico, ieri pomeriggio intorno alle 16, proprio nel giorno, 8 marzo, in cui ricorre la festa della donna.

Aggiornamento 10 marzo ore 15.49 – I medici dell’ospedale di Gubbio-Gualdo-Tadino hanno sciolto la prognosi per D.B., il giovane romeno ricoverato sabato pomeriggio all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino per ferite da taglio alla gola e ai polsi. Ieri (domenica 9 marzo), nella tarda mattinata, il paziente è stato trasferito dalla Rianimazione al reparto di Otorinolaringoiatria dove è stato interrogato dal Pubblico Ministero unitamente ai Carabinieri. Questa mattina è stato trasferito al carcere di Capanne.

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