Ex Novelli, nuovo colpo di scena | Alimentitaliani “Decisioni irreversibili”

Ex Novelli, nuovo colpo di scena | Alimentitaliani “Decisioni irreversibili”

Dopo gli spiragli positivi, nel pomeriggio la chiusura della proprietà | Rossi (Pd): “Diktat inaccettabili” e Lucidi (M5s) contesta il ministro Calenda

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La svolta sembrava vicina sulla vertenza relativa alle aziende ex Gruppo Novelli. E l’esito positivo sembrava dietro l’angolo dopo la nota diramata dalla Flai Cgil nel pomeriggio odierno. A smorzare gli entusiasmi, però, ci ha pensato la nuova proprietà, la Alimentitaliani. Che sembra aver chiuso una volta per tutte ogni apertura al dialogo. Cosa sia successo di preciso nelle ultime ore è poco chiaro, così come lo è quello che è avvenuto durante l’ultimo tavolo ministeriale, mercoledì, al Mise. Nella vicenda ci sono però alcune certezze: oltre alla distanza di posizioni tra nuova proprietà e sindacati, anche le divergenze interne ai sindacati stessi (se è vero che la Cgil chiedeva alle altre parti in causa di evitare “accelerazioni irresponsabili”) e poi i dissidi tra lavoratori, spaccati tra impiegati ed operai.

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Ad animare il pomeriggio è stata una nota di Alimentitaliani srl, società del Gruppo iGreco con sede a Cariati (CS) che a dicembre ha acquisito al prezzo simbolico di 1 euro tutte le società del Gruppo Novelli ed i relativi dipendenti. Presentando due mesi dopo richiesta di concordato preventivo (che permette di sospendere tutti i debiti) al tribunale di Castrovillari. Appena due ore dopo il comunicato pieno di speranza della Flai Cgil nazionale, l’azienda calabrese ha reso noto che “in considerazione delle notizie apparse su diverse testate giornalistiche online, rende noto che, a seguito del netto rifiuto manifestato dalle organizzazioni sindacali, nel corso dell’ultimo incontro tenutosi presso il Mise in data 5 aprile, alla stipula di un accordo di cui erano stati già previamente condivisi i contenuti e tenuto conto del fatto che la trattativa andava avanti ormai da oltre tre mesi, per i continui dinieghi opposti dalle oo.ss., comunica di aver posto in essere quanto necessario per raggiungere gli obiettivi occupazionali prefissati e indispensabili al salvataggio aziendale. Quanto disposto è irreversibile e pertanto del tutto incompatibile con un’ulteriore riapertura della trattativa“.

La società guidata da Saverio Greco, quindi, chiude la porta in faccia a tutti. Politica in primis, dopo i vari appelli arrivati a vari livelli per riaprire la trattativa (dallo stesso ministero dello Sviluppo economico alla Regione Umbria).

terni_gianluca_rossi.jpgEd in serata a tornare ad intervenire, dopo che lo aveva già fatto durante la mattinata, è stato il senatore ternano del Pd Gianluca Rossi. “Nessun diktat – ha commentato – è accettabile se in gioco ci sono le sorti di centinaia di lavoratori e di un gruppo industriale importante, come il gruppo Novelli, che opera in Umbria, Lazio e Lombardia. Quindi ritengo che la posizione di chiusura tenuta da Alimentitaliani sia sbagliata e non condivisibile. E’ fondamentale che il governo continui a lavorare per riportare al tavolo del confronto la proprietà e le organizzazioni sindacali, stemperando le affermazioni irragionevoli ed allontanando scenari irrecuperabili. Dei Greco ho apprezzato la disponibilità a salvare la Novelli, e  credo che anche da parte loro dovrebbe esserci un atteggiamento aperto verso chi ha mostrato disponibilità nei loro confronti”.

stefano-lucidiSempre nella giornata odierna è intervenuto anche un altro senatore umbro, Stefano Lucidi (M5s), che ha criticato le parole del ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, che sempre mercoledì, alla Camera, aveva fatto il punto sulla vertenza replicando ad un’interrogazione dell’onorevole Adriana Galgano (Ci).

“Durante la seduta di mercoledì 5 aprile 2017 – ricorda Lucidi – il Ministro Calenda, nella sessione di question-time, legge la risposta ad una interrogazione sul caso Ex Novelli e fa delle affermazioni imbarazzanti. Ne riporto di seguito alcune sperando che l’opinione pubblica abbia modo di formasi una chiara idea in merito. Con una premessa. Quello che dovrebbe essere il Ministro dello Sviluppo Economico non dice nulla sui 20 licenziamenti fatti a Cisterna di Latina, sul fatto che per Nuova Panem è scaduto il contratto di affitto del ramo di azienda, e che sul resto pendono oltre 70 licenziamenti.

Il Ministro sostanzialmente legge e dice che: ad oggi non ci sono prospettive stabili per l’azienda, che ci saranno 30 milioni di investimenti, che c’è un piano industriale, che gli organi di gestione e controllo hanno pubblicamente evidenziato i dati della cessione, che ci sono stati degli atti formali compiuti presso gli organi amministrativi e giudiziari competenti, e infine che il ricorso al giudice dei creditori e azionisti sarà il momento dei chiarimentiOra io non so se il Ministro Calenda sia al corrente che il Movimento 5 Stelle non ha intenzione di farsi prendere in giro da nessuno, ad ogni modo glielo ricordiamo anche in questa sede. Andiamo per ordine, signor Ministro, e vediamo ciascuno dei punti imbarazzanti che Lei ci ha letto.

Il verbale che il suo ministero ha rilasciato, e datato 22 dicembre 2016, assicura: la soluzione di continuità produttiva e tutela dell’occupazione; e descrive: un risultato importante e che si avvia una nuova fase che offre prospettive di continuità e di crescita per le attività di una realtà imprenditoriale che ha buone potenzialità di sviluppo dopo il periodo di crisi degli anni passati. 30 milioni di investimenti? Scusi signor Ministro ma un’azienda con 120 milioni di debito venduta in fretta e furia per evitare il fallimento, acquistata da una società creata qualche giorno prima con 10.000 eurodi capitale dove li trova 30 milioni da investire? Sicuramente non in azienda e nel suo fatturato perché altrimenti non falliva. Giusto? Quindi? Caro Ministro, tanto per dire, secondo i dati del MEF soltanto a Spoleto ci sono:

  • 4.206 cittadini che guadagnano tra 10.000 e 15.000  euro
  • 8.582 cittadini che guadagnano tra 15.000 e 26.000 euro
  • 5.146 cittadini che guadagnano tra 26.00 e 55.000 euro
  • 389 cittadini che guadagnano tra 55.000 e 75.000 euro
  • 258 cittadini che guadagnano tra 75.000 e 120.000 euro
  • 80 cittadini che guadagnano oltre 120.000 euro

Ecco tra tutti questi cittadini ci saranno tre o quattro persone che fanno una srl e mettono 10.000 euro di capitale da investire?

Ma vediamo i punti finali. Lei nell’ordine parla di: evidenze da parte degli organi di controllo aziendali che hanno evidenziato pubblicamente i dati della cessione; atti formali compiuti presso gli organi amministrativi e giudiziari competenti e di un ricorso al giudice da parte di creditori e azionisti. Quindi – conclude Stefano Lucidi –  le chiedo qui pubblicamente e poi lo farò tramite interrogazione parlamentare: di quali organi di controllo parla? Quali atti avete compiuto? E a che punto è il ricorso al giudice da parte di creditori e azionisti?”.

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