Da tempo a chi scrive queste note è capitata l'avventura di vivere di parole. Parole scritte che hanno il compito di immaginare e far immaginare cose che ancora non esistono, o di illustrarne altre già accadute con l'impegno che chi era presente vi si possa riconoscere e chi non c'era magari rimpianga la sua assenza.Parole che dovrebbero servire per convincere amministratori e tecnici, colleghi, servizi pubblici e amici privati, ad intraprendere una qualche avventura, finanziare un progetto, dare una risposta a domande che nessuno sembrerebbe aver posto. E' una pura casualità se nella vita di cui ormai ho consumato una buona parte, l'ho consumata in realtà in una infinità di arti, mestieri e avventure, ed è casuale se in quest'ultima parte da operatore sociale ho la fortuna di poter rispendere molto di ciò che ho “rubato” altrove.Queste più o meno le prime prole che mi sono venute in mente, quasi di getto, non appena ho visto l'immagine che ora è la nostra copertina. Cinque tipi concentrati al sax impegnati a far uscire suoni che l'immagine non può testimoniare, un “maestro” che dirige con una passione difficile da immaginare. Cinque magliette nere con un logo curioso che fonde due strumenti diversissimi, proprio come ilmaestro, ciascuno dei suonatori, me stesso e ciascuno di voi che state leggendo: un sax e un theremin.Sax e theremin, parole scritte a penna su di un foglio di carta durante una “chiacchierata” con Alberello per cercare di convincerlo ad acquistare uno strumento improbabile per operatori sociali: il theremin. Parole che fruttano la sua risposta con altre parole terpeuticamente non meno inusuali: sax. Parole che si fondono sul foglio di carta in una parola che ancora non esiste: saxmin. Anzi una parola che ancora non “esisteva”.Alla festa del 6 giugno, tanto per muovere le mani e lasciare per un po' le parole in libera uscita, ero impegnato tra la giropittura, il piccolo laboratorio “nati per stampare” e qualche vecchio e caro amico. Il concerto della nostra copertina, scritto con le parole da tempo, me lo sono alla fine persino perso e forse è magari solo per questo che quell'immagine mi sembra pesare di più.Saxmin, anzi “saxmin's-band”: un “progetto” è diventato (con il lavoro comune di tanti) un fatto reale. Per una volta ancora le parole hanno avuto la forza di diventare azione per essere finalmente tradotte compiutamente nei volti dei “nostri /vostri ragazzi”.
“NON SOLO FRA DI NOI”: QUANDO LE PAROLE DIVENTANO FATTI
Ven, 19/06/2009 - 10:24