NIENTE FONDI PER LE CASE POPOLARI, IL SINDACO SPIEGA LA VALIDITA' DELLE SUE AZIONI - Tuttoggi.info

NIENTE FONDI PER LE CASE POPOLARI, IL SINDACO SPIEGA LA VALIDITA' DELLE SUE AZIONI

Redazione

NIENTE FONDI PER LE CASE POPOLARI, IL SINDACO SPIEGA LA VALIDITA' DELLE SUE AZIONI

Gio, 22/11/2007 - 16:44

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Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, questi giorni bersagliato sulla vicenda “case popolari”, ribadisce la validità delle scelte compiute al riguardo dalla sua giunta.

“Continuo ad essere certo – afferma – della validità del percorso intrapreso, certamente coraggioso, perché fuori dalle linee comuni, ma ambizioso, innovativo e soprattutto risolutivo del problema”. Entra quindi nel merito delle spiegazioni. “Sin dal suo insediamento nel 2004 – ricorda – l'amministrazione comunale ha avviato intensi rapporti con l'ATER, la Regione dell'Umbria ed il Ministero dei Lavori Pubblici al fine di individuare interventi che avrebbero potuto consentire di risolvere le esigenze abitative di quanti ancora vivevano nelle strutture prefabbricate installate all'indomani del sisma del 1979 e di quei cittadini che, necessitando di una prima casa, erano ricorsi a forme cooperativistiche per poter accedere all'edilizia agevolata. Abbiamo condiviso queste problematiche anche con la stessa Curia Arcivescovile la quale, convenendo sull'opportunità di recuperare il patrimonio esistente, ha messo a disposizione alcuni immobili di sua proprietà. Contestualmente – prosegue – oltre ad una campagna informativa a favore dei soggetti interessati, abbiamo messo in atto una serie di azioni che, in questi anni, hanno ridotto sensibilmente il disagio abitativo del nostro territorio. All'inizio del nostro mandato, i nuclei familiari con esigenze abitative erano in totale 135, di cui 75 in graduatoria per l'ottenimento della casa popolare. Oggi i nuclei con il problema abitativo sono 43. Risolto il problema della faglia sismica, infatti, è in dirittura d'arrivo anche la definizione della zona PEEP per le 60 famiglie che hanno fatto richiesta per l'edilizia convenzionata. Anche le famiglie alloggiate nei container si sono ridotte, passando da 46 a 22. Per quelle che hanno lasciato volontariamente i container e stipulato contratti d'affitto – ricorda – il Comune ha messo a disposizione anche fondi di bilancio, differenziati a seconda delle necessità. Abbiamo sostenuto la costruzione di una ‘Casa famiglia' presso l'istituto Lombrici e attuato un vero e proprio ‘piano di aiuti' per dare una sistemazione definitiva ai residenti nei container delle frazioni”. Azioni, queste, che si sono affiancate a tutti gli strumenti normativi possibili e in particolare a quelli offerti dalla legge regionale n. 23 del 28 novembre 2003, sul riordino in materia di edilizia residenziale pubblica. “Con questa legge – spiega – la Regione Umbria ha attivato un Piano triennale da attuarsi nei suoi obiettivi generali attraverso i POA, Piani operativi annuali. Conoscendo la reale esigenza abitativa di 43 famiglie, abbiamo aderito al programma annuale 2006, ottenendo dalla stessa Regione il finanziamento per la costruzione di 10 nuovi alloggi dei 60 richiesti. Ma parallelamente – prosegue Alemanno – sin dal 2005 con Regione Umbria e Ater abbiamo avviato proficui e costanti rapporti al fine di definire un percorso, ancorché non ricompresso appieno nel dettato della norma regionale, che potesse consentire di coniugare i nostri obiettivi: disporre, nel più breve tempo possibile, del maggior numero di unità abitative; promuovere processi virtuosi e reali di integrazione dei nuclei familiari, in particolar modo extracomunitari; recuperare il patrimonio edilizio esistente, oggi in stato di abbandono soprattutto nei centri frazionali, e salvaguardare l'antropizzazione della montagna. Questo percorso è stato lungo ma alla fine sia Ater che Regione hanno sposato la nostra causa e, pur non disponendo nell'immediato di strumenti diversi per finanziare la nostra ipotesi progettuale, hanno inteso avallare il percorso congiuntamente individuato. Pertanto – sottolinea Alemanno – se da una parte procedevano alla revoca dei fondi per i 10 nuovi alloggi, dall'altra ottenevamo l'assicurazione del finanziamento per la ristrutturazione, nell'immediato, dei primi 4 alloggi nella frazione di Savelli e la possibilità di ulteriori finanziamenti per il recupero di altri sei.

“Colgo quindi questa occasione – prosegue Alemanno – per far notare che la nostra giunta non ha rifiutato nulla di quanto messo a disposizione dalla Regione; ha solo preferito percorrere una strada diversa. Un buon amministratore avrebbe mai potuto dire no a più di un milione di euro, conoscendo la situazione della sua città e il disagio abitativo dei suoi residenti? Ovviamente no e io non l'ho fatto. Le scelte della nostra giunta, lungi dall'essere scellerate e prive di logica, come i partiti dell'opposizione hanno voluto bollare, sono state ponderate nell'interesse esclusivo dei cittadini, soprattutto di quelli più bisognosi. Per risolvere i veri problemi della gente – prosegue – abbiamo pensato ad un progetto innovativo e molto più ambizioso di quelli sui quali altri Comuni umbri stanno lavorando. Realizzare stecconi di case non significa, a nostro modo di vedere, aiutare le persone. Conosco bene i problemi e i gravi disagi delle persone che vivono nelle case popolari – rileva – e non voglio creare altre situazioni analoghe. Per i cittadini di Norcia, compresi gli stranieri – conclude – voglio uno ‘status diverso', decoro e dignità, un'integrazione vera”.

“Sull'argomento – conclude – siamo comunque disponibili ad accogliere tutte le proposte che verranno presentate domani, nel corso della seduta consiliare, sia da maggioranza che da opposizione”.


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