Niente chiavi dell'Hotel Subasio, "senza la casa di riposo rischia di chiudere" | La replica dell'amministratore - Tuttoggi

Niente chiavi dell’Hotel Subasio, “senza la casa di riposo rischia di chiudere” | La replica dell’amministratore

Redazione

Niente chiavi dell’Hotel Subasio, “senza la casa di riposo rischia di chiudere” | La replica dell’amministratore

Proprietà pronta ad attivarsi in ogni sede per ottenere la restituzione delle chiavi dell'hotel: spese legali e lavori non fatti rischiano di far chiudere la casa di riposo
Dom, 23/06/2019 - 09:33

Condividi su:


Niente chiavi dell’Hotel Subasio, “senza la casa di riposo rischia di chiudere” | La replica dell’amministratore

Nessuno si è presentato – come si temeva – venerdì mattina per riconsegnare le chiavi dell’hotel Subasio, come chiesto dalla Casa di Riposo Andrea Rossi, proprietaria dell’immobile.

Fuori, ad attendere inutilmente, anche un gruppo di cittadini. Mentre la dirigenza è pronta ad attivarsi in ogni sede, perché le spese legali e quelle della casa di riposo stanno minando la stabilità di quest’ultima, rendendo impossibili lavori che sarebbero importanti.

“Le vicende dell’Hotel Subasio – evidenziano dalla Casa di Riposo in una nota – sono molte e negli ultimi anni fin troppo tormentate: è ora di riprendere in mano la situazione con un gesto che vogliamo sia forte e di forte valenza simbolica. Se siamo arrivati a questo è perché siamo esasperati a causa dei numerosi procedimenti, in ambito civile e amministrativo, che sembrano non avere mai fine e non definire mai una soluzione risolutiva.

Nel frattempo la Casa di Riposo ne soffre terribilmente: impossibile sostenere tutte le spese solamente con le rette dei nostri anziani. La struttura ha bisogno di numerosi lavori di manutenzione, la qualità del servizio è fin troppo alta per i poveri strumenti che ci possiamo permettere”.

“Fin troppe risorse – prosegue la nota – sono state utilizzate per fronteggiare tale situazione legata all’Hotel Subasio. Siamo allo stremo. Ma non vogliamo arrenderci e non vogliamo lasciare andare questo bene così prezioso per la nostra comunità. Per questo siamo qui.

Abbiamo invitato formalmente Luigi Catalano, legale rappresentante della Hotel Subasio Srl (già f.lli Catalano s.r.l.), a presenziare il 21 giugno 2019, alle ore 9,00 presso l’Hotel Subasio, per adempiere al suo obbligo di restituzione dell’azienda alberghiera. Nessuno della Società Hotel Subasio Srl si è presentato. Sono intervenuti, oltre al Presidente Alessio Allegrucci e al Vice Presidente Manlio Lucentini, il Sindaco di Assisi Stefania Proietti, alcuni consiglieri comunali, diversi cittadini e rappresentanti di associazioni, alcuni ospiti della Casa di Riposo.

Si ricorda che l’Hotel Subasio è detenuto dal 2015 senza alcun titolo a seguito dell’interdittiva antimafia che ha colpito l’allora affittuario dell’azienda e come hanno confermato le varie sentenze che si sono susseguite in questi anni. In particolare, il TAR di Reggio Calabria, con l’ultima sentenza (n. 287 del 20.03.2019), ha chiaramente sottolineato che “…la fonte dell’evidente obbligo (che grava ora sulla Hotel Subasio S.r.l.), di restituire il compendio immobiliare ed aziendale in discorso all’odierna ricorrente, resta il provvedimento prefettizio (n.d.r., l’interdittiva del 2015, poi confermata e reiterata nel 2019) e la connessa determinazione di risoluzione del contratto …”.

Ma l’l’amministratore della società Hotel Subasio Luigi Catalano, come detto, non si è presentato. Non ha fatto però mancare una sua comunicazione, da Reggio Calabria, per spiegare la sua posizione.

“La casa di riposo “Andrea Rossi” avrebbe potuto eliminare il danno economico, dell’immagine, del rischio dei posti di lavoro etc. oggi lamentati, aderendo alla richiesta di nomina dell’amministratore giudiziario come accaduto per gli altri appalti della società, in attesa del chiarimento giudiziario della posizione dell’amministratore.

Quando è stata notificata l’interdittiva chiamata in gergo tecnico antimafia la Prefettura di Reggio Calabria ha chiesto alla Casa di Riposo se volessero che nominasse un amministratore giudiziario, ma la risposta è stata negativa.

Oggi lamentano le difficoltà economiche e gestionali. Quello che si è verificato è ovvio che inizialmente è stato per cause imputabili alla società ma il legislatore mette degli strumenti a disposizione delle amministrazioni (nomina di amministratore giudiziario previa richiesta dell’ente) proprio per non recare danni in attesa di chiarimenti giudiziari.

Ribadiamo la ferma disponibilità della società a richiedere la nomina del tutore giudiziario al fine di far proseguire l’attività in maniera dignitosa per il bene di tutti”.

Ma la casa di riposo non intende arrendersi e ferma nell’intento di recuperare l’immobile e annuncia “La mancata presenza della controparte non fermerà la nostra determinazione: presto verrà convocata un’assemblea pubblica in cui saranno invitate le istituzioni, le associazioni e la cittadinanza a intervenire per trovare insieme delle soluzioni a tale gravoso problema chi coinvolge tutto il territorio”.


Condividi su:


Aggiungi un commento