E’ arrivato subito dopo il “caos” dance di Dito nella Piaga l’esordio “di classe” di Michele Bravi al 76° Festival di Sanremo.
La voce del cantante tifernate scivola sulle note di “Prima o poi”. Per chi lo segue fin dai primi passi tra i vicoli di Città di Castello (dove nacque nel dicembre 1994), vederlo scendere quella scalinata per la terza volta in carriera non è solo un’emozione, ma la conferma di un percorso di maturità che oggi, a trent’anni passati, trova la sua consacrazione definitiva.
Secondo artista in gara a salire sul palco, Michele ha optato per un’eleganza rétro curata dallo stilista Antonio Marras, portando in scena non solo una canzone, ma un pezzo di vita. Se nel 2017 ci aveva commosso con “Il diario degli errori” (4° posto) e nel 2022 ci aveva cullato con “Inverno dei fiori”, con “Prima o poi” l’artista altotiberino ha deciso di scavare ancora più a fondo, esplorando quel senso di inadeguatezza e sofferenza a causa di un’amore ancora “incastrato” tra i ricordi.
L’esibizione di Michele nella prima serata del Festival
Il testo è un colpo allo stomaco travestito da ballata. Passaggi come “Il bicchiere è già mezzo pieno questa sera. Ma solo perché ho già bevuto una bottiglia intera” raccontano una verità nuda, priva di filtri. È un brano autobiografico che parla di mancanze e di quella speranza, un po’ folle, di ritrovare quell’amore ormai perso. E poco importa se qualcuno, forse troppi, si sono lamentati di capire male (o poco) le parole del testo (ma è stato un problema comune dovuto forse ad un audio non proprio impeccabile).
Nonostante l’emozione palpabile in sala, le agenzie di scommesse, su di lui, restano ben caute. La quota per la sua vittoria finale è fissata infatti a 101 (contro il 3.00 della Brancale), inserendo di fatto fra gli “outsider” insieme a nomi del calibro di J-Ax e Patty Pravo. Ma Sanremo, lo sappiamo bene, è una maratona, non uno sprint. Se i favoriti della vigilia scaldano i motori, la profondità del brano di Bravi punta a conquistare la distanza, lavorando sui cuori e sugli ascolti radiofonici. Da non dimenticare che il tifernate, nella serata cover di venerdì 27 febbraio canterà insieme a Fiorella Mannoia “Domani è un altro giorno”, chiaro omaggio ad Ornella Vanoni. E qui occhio al podio…
A Città di Castello il tifo è rimasto costante, tra chi lo adora e chi ha confessato di non guardare nemmeno Sanremo. Stamattina (25 febbraio), nelle piazze del centro storico, c’è chi elogiava la sua eleganza e il testo della canzone, confessando – più di quanto ci si aspettasse – di tifare proprio per lui. E, tra gli altri, c’è anche chi lo vede come possibile vincitore…Fantasanremo? Aspettiamo e stiamo a vedere…