Non si attenua la polemica intorno al servizio di mensa dell’Inpdap di Spoleto, la struttura aperta anche ai dipendenti di altri enti, pubblici e privati, che con l’Istituto hanno una Convenzione. Ad innescare la miccia era stato il vice presidente della Federazione pubblici esercizi Tommaso Barbanera che aveva usato toni molto forti. Seguito a ruota anche dal capogruppo del Pdl Carlo Petrini che sulla questione non aveva lesinato critiche alla cooperativa e allo stesso Comune.Di poco fa la nota della Cooperativa Incontro B che sembra chiarire almeno la posizione della stessa (in attesa di conoscere quella dell’Inpdap). “La convenzione per la gestione della “mensa INPDAP” è in capo alla Società Coop. Consortile Sociale “Moltiplica” che l'ha affidata alla sua consorziata Coop. Sociale INCONTRO B” scrive la presidente della coop Costanza Carocci. Che poi chiarisce: “per la gestione dei servizi mensa non occorre una licenza specifica bensì è necessario che nello statuto della Cooperativa sia previsto questo servizio e che soprattutto ci sia l'iscrizione alla camera di commercio per questa attività. Per quello che riguarda l'autorizzazione a “mensa e cucina aziendale” in capo alla Committente INPDAP va rinnovata ogni anno dall'Amministrazione comunale presso lo sportello unico impresa cittadini (SUIC). Tutto ciò è perfettamente in regola! Lo scopo sociale della nostra Cooperativa tra gli altri previsti dallo Statuto è quello di fornire un pasto di buona qualità ad un prezzo equo, dando lavoro regolare ai nostri Soci, inserendo nell'organico persone svantaggiate (legge 381 del 1991)”.La vicenda non sembra comunque destinata a trovare una definizione. L’Ascom infatti, a quanto è dato sapere, avrebbe segnalato la vicenda della “mensa Inpdap” alla Guardia di Finanza di Spoleto
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