Maxi truffa con azienda "fantasma", 20 auto di lusso sequestrate e 2 indagati - Tuttoggi

Maxi truffa con azienda “fantasma”, 20 auto di lusso sequestrate e 2 indagati

Redazione

Maxi truffa con azienda “fantasma”, 20 auto di lusso sequestrate e 2 indagati

Due uomini avrebbero falsificato i bilanci di una società umbertidese, facendola apparire economicamente florida | Sequestrati beni per 600mila euro
Ven, 30/03/2018 - 13:22

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Maxi truffa con azienda “fantasma”, 20 auto di lusso sequestrate e 2 indagati

Truffa e appropriazione indebita. Questi i reati di cui sono accusati un 47enne originario di Chieti ma residente a Giulianova (TE), e un 41enne di Isernia, nei confronti dei quali la Polizia di Pescara ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare, con cui il Gip del Tribunale di Perugia ha anche disposto il sequestro delle quote della Caimeli srl, società “fantasma” di Umbertide.

Il provvedimento cautelare è stato emesso a seguito di una complessa attività investigativa secondo le cui risultanze l’abruzzese e il molisano, in concorso tra loro e con altre persone in corso di identificazione, avrebbero falsificato i bilanci della società umbertidese, facendola apparire come attiva ed economicamente florida, quando in realtà era di fatto inesistente, in modo da trarre in inganno istituti di credito, società finanziarie e aziende, inducendoli così a stipulare numerosi contratti per la concessione di crediti, noleggio auto in leasing e fornitura merci; tutti beni di cui gli indagati si sono appropriati omettendo di restituirli.

Le indagini, inizialmente coordinate dalla Procura di Pescara (città dove gli indagati hanno tentato di piazzare uno dei veicoli trafugati), sono state poi trasmesse per competenza territoriale alla Procura perugina che, previa iscrizione nel registro degli indagati dei due, ha chiesto ed ottenuto dal Gip l’emissione di un decreto di sequestro preventivo delle quote sociali della Caimeli srl, nonché di 20 autoveicoli e di 5 mezzi meccanici di cui gli indagati si sono appropriati, per un valore totale che si attesta all’incirca sui 600.000 euro.

In particolare, per quanto riguarda gli autoveicoli, alcuni dei quali di elevato valore commerciale, gli indagati hanno sistematicamente cessato di corrispondere i canoni di locazione pattuiti con le società finanziarie, per poi rivenderli, anche all’estero, attraverso l’utilizzo di documenti falsi, tanto che, nel corso delle indagini, sono state sottoposte a sequestro preventivo 5 vetture per un valore totale di circa 300.000 euro.

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