Lezioni di arabo alle elementari, insorge la Lega "Qualcuno ci spieghi utilità" - Tuttoggi

Lezioni di arabo alle elementari, insorge la Lega “Qualcuno ci spieghi utilità”

Davide Baccarini

Lezioni di arabo alle elementari, insorge la Lega “Qualcuno ci spieghi utilità”

Ven, 22/01/2021 - 16:46

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Lezioni di arabo alle elementari, insorge la Lega “Qualcuno ci spieghi utilità”

Sta facendo molto discutere, in queste ore, il progetto di lettura di un libro bilingue arabo-italiano alla Scuola Primaria ‘Franchetti’ di Fighille (Citerna).

Durante la mattinata di mercoledì 20 gennaio, una mamma ha tenuto una lezione nella classe quinta dell’istituto, suscitando le forti polemiche della Lega, a partire dall’On. Riccardo Augusto Marchetti, passando per il Commissario Provinciale Manuela Puletti e il Consigliere regionale Valerio Mancini

Riteniamo doveroso che la scuola relazioni in merito a quanto accaduto – hanno detto i tre esponenti del Carroccio – Sembra, infatti, che la donna non sia in possesso di alcuna abilitazione all’insegnamento, e se ciò trovasse conferma, sarebbe alquanto grave, per di più in un momento di emergenza sanitaria. Vorremmo inoltre sapere se i genitori degli alunni siano stati avvertiti anticipatamente di questa lezione. La formazione degli studenti è una cosa seria e ci sono programmi ministeriali da rispettare: ci chiediamo a cosa possa servire imparare la lingua araba”.

Dal canto suo la scuola, che ha postato anche le foto del progetto sui social, ha scritto come la lettura di un libro bilingue in arabo sia “uno strumento per creare un ponte immaginario tra culture differenti e conoscere nuove lingue. Leggendo superiamo ogni distanza”.

Non siamo a denigrare una cultura diversa dalla nostrahanno sottolineato Marchetti, Puletti e Mancini – ma ci risulta difficile giustificare l’accaduto: sarebbe stato comprensibile se l’iniziativa fosse stata riservata a studenti universitari con un percorso preciso ma non è questo il caso. L’integrazione tra culture diverse può arricchire i ragazzi anche se tutti non sono del nostro parere, visto che in Italia abbiamo dovuto togliere crocifissi dalle aule poiché ritenuti offensivi per i non cattolici. Fare chiarezza su quanto accaduto all’Istituto Franchetti è doveroso per tutta la cittadinanza”.

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