Legge contro l'omotransfobia, bagarre tra Smacchi e Marini per emendamento "salva omofobi" - Tuttoggi

Legge contro l’omotransfobia, bagarre tra Smacchi e Marini per emendamento “salva omofobi”

Alessia Chiriatti

Legge contro l’omotransfobia, bagarre tra Smacchi e Marini per emendamento “salva omofobi”

Bori (PD), "Caro Andrea, quando sei passato all'altra sponda?" | LGBTI all'incontro con Renzi per chiedere "tutela"
Sab, 25/03/2017 - 13:45

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E’ bagarre tra diversi esponenti e militanti del Partito Democratico in Umbria a proposito della legge contro l’omotransfobia: un caso scoppiato in queste ore, dopo l’emendamento presentato dal consigliere Andrea Smacchi (anche lui PD) per “ribadire l’alto principio costituzionale della libertà di manifestare il proprio pensiero e di attuare attività conformi ai valori di organizzazioni giuridicamente legittime”. Smacchi punta tutto sull’art.1 della legge che “non costituiscono discriminazione, violenza, istigazione alla discriminazione o istigazione alla violenza il manifestare liberamente il proprio pensiero, le proprie opinioni o i propri convincimenti riconducibili al pluralismo di idee, né attuare condotte conformi al diritto vigente o ai principi e valori di organizzazioni riconosciute dall’ordinamento giuridico, che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione, di religione o di culto“. La bagarre è tutta a colpi di post sui social, ma si annuncia aspra durante la seduta del Consiglio Regionale prevista per martedì prossimo.

Legge regionale contro omotransfobia verso il voto

Omphalos contro Smacchi – La legge, sperano in tanti, infatti, dovrebbe essere discussa a Palazzo Cesaroni il 28 marzo, durante la nuova seduta del Consiglio Regionale. Ma intanto la levata di scudi dopo quanto presentato da Smacchi è stata immediata. Da Omphalos, lo chiamano l’emendamento “salva omofobi”, e, dicono dall’associazione, “ricalca esattamente quello che nel 2013 ha affossato la legge nazionale contro l’omofobia in discussione in parlamento, rendendola inutile e pericolosa e bloccandone definitivamente l’iter. La scelta di presentare questo emendamento è folle e irresponsabile – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – con questa modifica non solo si rende la legge completamente inutile ma il testo diventa profondamente pericoloso. L’emendamento ‘salva omofobi’ di Smacchi crea una sorta di salvacondotto per gli omofobi di turno perché mira a legittimare di fatto le discriminazioni in molti ambiti, creando eccezioni ad hoc tutelate addirittura dalla legge. Con questa assurda proposta, nella nostra regione, gli ospedali, le scuole, i luoghi di culto e le associazioni potranno essere zone franche per il pensiero discriminatorio”.
L’appello di Omphalos sale ancora più forte di prima e più in alto, se si vuole: l’associazione parteciperà all’incontro con Matteo Renzi al 110 Cafè, a Perugia, domani pomeriggio. “Se il Partito Democratico – continua la comunità LGBTI – a livello nazionale si è impegnato nell’approvazione della legge sulle unioni civili, crediamo che con la stessa forza debba impegnarsi in una legge che ha l’obiettivo di combattere le discriminazioni con azioni di prevenzione e diffusione della cultura del rispetto. Chiederemo al segretario nazionale se il partito che ha in mente intende tutelare le vittime di discriminazione, come già espresso nero su bianco nel documento congressuale a sostegno della sua candidatura, oppure essere il promotore di una legge che avrà il primato in Italia di creare zone franche per il pensiero discriminatorio”.
Come ulteriore iniziativa, dichiarano da Omphalos, martedì 28 marzo alle ore 11 ci sarà un presidio di nuovo davanti a Palazzo Cesaroni per chiedere l’approvazione della legge e il “respingimento chiaro e secco di quell’emendamento vergogna, che sta mettendo a rischio il lavoro di 10 anni”.

Bori e Marini contro Smacchi – Ma a ‘bacchettare’ Smacchi non c’è solo Omphalos. C’è anche il consigliere di Perugia del Partito Democratico, Tommaso Bori, da sempre sensibile alla tematica, interviene a riguardo, con un post sul suo blog e sul suo account Facebook, chiedendo al consigliere Smacchi: “Caro Andrea, quando sei passato all’altra sponda? Il tuo emendamento non solo è un ‘salvacondotto’ per chi compie o istiga alla violenza e alla discriminazione, ma addirittura rischia di legittimarlo: con il tuo cambiamento alla legge gli permetteresti di rifarsi alle “proprie idee e i propri convincimenti’ o ai ‘principi e valori di organizzazioni politiche’ come Casa Pound e Forza Nuova”. Tra i commenti fiumi al post su Facebook, c’è anche quello della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini: “Caro Andrea – scrive la presidente – come ben sai gli articoli della Costituzione sono tali e non si riproducono in un disegno di legge regionale. Non rientra nelle competenze legislative della Regione intervenire sul dettato costituzionale. Per me il tuo emendamento è inammissibile e tu lo sai bene quale presidente della I commissione”.

Smacchi contro tutti? – Dunque il “caro Andrea”, a fronte di questi commenti cosa farà? Ritirerà l’emendamento? Per ore risponde così: “buonasera Tommaso, sono convinto che L’ART 21 della Costituzione meriti rispetto come L’ART. 3 e tutti gli altri articoli della nostra Costituzione. Per il resto le note, i mi piace e le reazioni che sto leggendo in questi minuti meritano tutta la mia attenzione e saranno oggetto di mie ulteriori riflessioni“. E ancora, a colpi di post sui social: “per fortuna che c’è l’art.21 della Costituzione. Libertà di pensiero e di parola contro ogni discriminazione. Il rispetto porta rispetto!!!”.

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